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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca Carovigno

Braccio di ferro sul depuratore: il Pc accusa Comune e Consorzio di Guaceto

La mancata applicazione di politiche concrete per la depurazione dei reflui urbani comporta, per chi ancora non ha ben chiara la questione, non solo gravi problemi di impatto ambientale ma anche procedure di infrazione e sanzioni da parte dell’Unione Europea

CAROVIGNO – La mancata applicazione di politiche concrete per la depurazione dei reflui urbani comporta, per chi ancora non ha ben chiara la questione, non solo gravi problemi di impatto ambientale ma anche procedure di infrazione e sanzioni da parte dell’Unione Europea. La Regione Puglia sta cercando di risanare gli hot spot della situazione della sua rete di depuratori, ma le cose non filano sempre lisce come dimostra la vicenda degli ostacoli e dei contenziosi opposti al completamento dei sistemi di servizio del depuratore consortile di Bufalaria, che dovrà servire tre Comuni che scaricano ancora nelle voragini carsiche e quindi nella falda profonda, e due marine: i comuni di Carovigno, San Vito dei Normanni e San Michele Salentino, e le borgate di Specchiolla e Santa Sabina.

Dopo l’annuncio di un esposto alla procura, ma anche al Noe, alla Capitaneria e ad altre forze di polizia ed enti da parte del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, l’opera (il cui primo appalto risale alla fine degli anni Settanta) potrebbe trovare nuovi intoppi condannando i tre centri urbani alla permanenza in una situazione di illegalità (scaricare nel sottosuolo è vietato) appena mitigata da deroghe vincolate però alla rapida entrata in funzione del depuratore.

Tonino MosaicoIl consorzio dell’Area marina protetta e della riserva naturale dello Stato, che si trova a cavallo dei territori di Carovigno e Brindisi, non vuole l’immissione delle acque trattate dal depuratore nel Canale Reale, che sfocia in area protetta, considerando ciò un attentato agli equilibri ambientali esistenti. Si era giunti all’accordo su una soluzione alternativa: la ricostruzione e la modifica di una vecchia condotta sottomarina ad Apani, come terminale dell’emissario del depuratore di Bufalaria. Ma ci vuole tempo, e l’Acquedotto Pugliese, forte di una determina del dirigente del Servizio risorse idriche della Regione Puglia, ha comunicato che, comunque, dal 22 settembre, lunedì prossimo, si procederà temporaneamente all’attivazione dell’impianto per test che riguardano il solo centro di San Michele Salentino (Nella foto, Tonino Mosaico).

Da qui la reazione del Consorzio di gestione di Torre Guaceto, di cui sono soci proprio il Comune di Carovigno e quello di Brindisi, il primo direttamente interessato alla soluzione del problema dello scarico finale della propria rete fognaria. Coglie tale contraddizione il segretario regionale del Partito Comunista, Tonino Mosaico, che segue da alcuni anni il problema, e che oggi accusa sia il Consorzio di gestione di Torre Guaceto, che l’amministrazione civica di Carovigno.

“Torre Guaceto si contrappone all’entrata in funzione del depuratore di Bufalaria usando carte bollate; lo hanno fatto prima i dirigenti del consorzio nominati dalla ex giunta Zizza, ora la storia si ripete, ad usare le carte bollate contro l’entrata in funzione provvisoria del depuratore sono i dirigenti del consorzio di Torre Guaceto nominati dalla giunta Mele”, scrive Mosaico in un comunicato sugli sviluppi del caso. “Dopo sacrifici e anni di lotta per chiedere la fine dello scarico della fogna senza alcuna depurazione nel sottosuolo nei paesi di Carovigno, di San Vito dei Normanni e di San Michele Salentino, l’entrata in funzione del depuratore è prevista per lunedì prossimo 22 settembre2014. Si dovrebbe incominciare a depurare la fogna di San Michele Salentino, paese ultimo dei tre a finire i lavori di canalizzazione”.

Un tratto del Canale Reale“Carovigno è stato il primo dei tre paesi a finire la canalizzazione ma non è pronto per la depurazione della fogna perché come è noto, durante i lavori di posa della conduttura della fogna verso il depuratore fu sbagliata la pendenza”, prosegue Mosaico riepilogando i fatti. “Tale pendenza doveva essere corretta entro la fine di aprile del 2014 invece i lavori sono stati sospesi a metà luglio. Ora l’entrata in funzione del depuratore dopo 40 anni rischia di essere ancora una volta rinviata per l’esposto alla procura da parte del Consorzio di gestione di Torre Guaceto”. 

Per Tonino Mosaico, le responsabilità delle amministrazioni di Carovigno sono pesanti. “La politica amministrativa carovignese, prima quella di Zizza e poi quella di Mele, si è dimostrata un fallimento totale: sono stati eletti per governare e risolvere i problemi del paese e tra questi l’entrata in funzione del depuratore; loro invece non affrontano i problemi e alla prima difficoltà   demandano tutto nelle mani della magistratura. Ricordiamo alla classe politica eletta alle varie tornate elettorali a Carovigno che gli elettori hanno votato loro e non i magistrati” (Il Canale Reale).

“Augurandoci che tutto vada per il meglio e che si incominci a depurare”, conclude Mosaico. “Le attenzioni politiche di Carovigno non possono essere rivolte solo a Torre Guaceto dove si curano fauna e flora. Chiediamo una inversione di tendenza nella politica turistica e ambientale carovignese, cioè la stessa cura che viene garantita a Torre Guaceto per piante e animali deve essere garantita anche dove vivono gli umani.

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