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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Viale Ettore Maiorana

A fuoco il capannone confiscato di un'ex azienda ittica coinvolta in processo per truffa

Un incendio quasi certamente di natura dolosa, divampato poco dopo le 18 di oggi, ha distrutto il capannone che ospitava una sede della "Orovivo dell'Adriatico srl", di proprietà di Beniamino Mola

BRINDISI – Un incendio quasi certamente di natura dolosa, divampato poco dopo le 18 di oggi, ha distrutto il capannone che ospitava una sede della “Orovivo dell'Adriatico srl” , di Beniamino Mola, l'imprenditore brindisino, deceduto qualche mese fa, condannato a ottobre scorso in primo grado insieme alla famiglia per una truffa da 700mila euro consumata ai danni dello Stato perchè avevano percepito indebitamente finanziamenti per corsi di formazione professionale nel settore dell'acquacoltura.

Il capannone andato a fuoco, situato in via Ettore Maiorana nella zona industriale di Brindisi, era inutilizzato da anni e affidato a un custode giudiziale macerie-2perchè sotto confisca di primo grado. La natura del rogo che ha completamente distrutto l'interno del grande deposito non è stata accertata ma si esclude la causa accidentale, specie perchè il capannone, proprio perchè dismesso era privo di impianto elettrico. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi allertati da alcuni automobilisti che durante l'acquazzone che si è abbattuto poche ore fa sulla città, sono stati attirati da una coltre di fumo nera e densa levarsi dalla zona industriale. Sul posto sono state inviate più squadre dei vigili del fuoco e un architetto comunale che ha provveduto ad accertare eventuali danni strutturali.

È stata allertata anche la polizia che ha eseguito un sopralluogo. All'interno del capannone c'era un camper anch'esso confiscato e all'esterno alcune auto. I vigili del fuoco e i poliziotti, come accennato, non hanno trovato tracce di liquido infiammabile ma l'ipotesi che a scatenare il rogo sia stata un'azione dolosa, è la più accreditata.

C'è da tenere presente, inoltre, che il capannone essendo abbandonato da anni potrebbe anche essere stato utilizzato come riparo dai senzatetto e per questo anche se si tratta di un episodio di natura dolosa non è detto che si sia trattato di un attentato. Le indagini sono ancora in corso. Oltre che in merito alle condanne di primo grado, anche per la confisca l'avvocato Cosimo Deleonardis che ha assistito Beniamino Mola ha fatto appello.   

(Le foto sono di Gianni Di Campi)

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