Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Accusato di accessi abusivi alla banca dati Sdi: poliziotto torna libero

Interdizione dai pubblici uffici per un anno: sostituzione della misura da parte del gip, su istanza del legale. Era stato arrestato l'11 giugno insieme ad altre due persone, che rispondono di tentata estorsione. Le due accuse sono slegate

BRINDISI - Torna libero il poliziotto brindisino finito ai domiciliari l'11 giugno scorso con l'accusa di aver effettuato alcuni accessi abusivi alla banca dati dello Sdi (acronimo di sistema d'indagine, custodisce i dati a disposizione delle forze dell'ordine). La gip del tribunale di Lecce Giulia Proto ha accolto l'istanza dell'avvocato Ferruccio Gianluca Palazzo e ha sostituito la misura cautelare: interdizione dai pubblici uffici per 12 mesi. Il 51enne Ilario Zippo era finito ai domiciliari in quell'occasione. Nell'ambito dell'interrogatorio di garanzia davanti alla gip, lo stesso Zippo aveva risposto alle domande, negando le accuse.

L'11 giugno gli agenti della squadra mobile di Brindisi e i finanzieri del comando provinciale hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip, su richiesta della titolare del fascicolo, la sostituta procuratrice della Dda di Lecce Carmen Ruggiero, arrestando altre due persone. Anche loro sono brindisini: il 34enne Bryan Maggi e il 35enne Davide Di Lena, accusati entrambi di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. I due, assistiti dagli avvocati Mauro Durante e Laura Beltrami, hanno respinto tale contestazione.

Avrebbero tentato di farsi corrispondere una somma pari a 20 mila euro da parte del titolare di una tavola calda di Brindisi. Per "argomentare" la richiesta avrebbero dato vita a un pestaggio ai danni dell'uomo. Nell'ordinanza del gip vengono spiegate le indagini, che si basano su intercettazioni e altre attività, oltre alle dichiarazioni di alcuni collaborati di giustizia. Di Lena sarebbe affiliato a Luca Ciampi, a sua volta affiliato al "professore" Vicientino. Maggi, invece, in questi giorni sta affrontando un'altra vicenda processuale, relativa all'inchiesta "The Wolf". Su di lui pende una richiesta di condanna pari a dieci anni e sette mesi di reclusione.

Maggi e Di Lena sono stati condotti in carcere. Il secondo ha spiegato che alla base della colluttazione ci sarebbero ruggini di natura squisitamente personale, nessuna richiesta di denaro. Per quanto riguarda Zippo, occorre chiarire che la sua vicenda non ha a che fare con la tentata estorsione, né tanto meno con la Scu. È entrato nell'inchiesta quando gli investigatori hanno ascoltato le sue conversazioni con la vittima, allora intercettata. All'epoca dei fatti l'uomo era in servizio presso la squadra mobile di Brindisi. E avrebbe effettuato accessi allo Sdi non legati a ragioni di servizio.

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