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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Non tentato omicidio, ma lesioni: condanna a tre anni e mezzo

L'episodio risale al 31 maggio 2022, al Paradiso: una lite tra conoscenti, degenerata. Il gup, emettendo la sentenza con rito abbreviato, ha riqualificato le accuse

BRINDISI - In seguito a una lite al rione Paradiso di Brindisi, degenerata, un uomo il 31 maggio 2022 era finito al Perrino. Un altro, un anno dopo, era stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio. Oggi, martedì 11 giugno 2024, è arrivato un primo verdetto: colpevole, sì, ma non di quel reato, bensì di lesioni. Il 53enne brindisino Vittorio Corsa, difeso dall'avvocato Alessandro Costantini, è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione. Il pm Mauron Gallone, sempre oggi in aula, aveva invocato una condanna a nove anni di reclusione. La difesa, invece, l'assoluzione. Il gup Vittorio Testi, del tribunale di Brindisi, ha letto, intorno alle 13:30, il dispositivo della sentenza con rito abbreviato, che prevede uno "sconto" pari a un terzo della pena in caso di condanna.

Le indagini sono state condotte dagli agenti della squadra mobile di Brindisi. Corsa avrebbe ferito, con una bottiglia, la vittima, suo "compare" di nozze, tra l'altro. Alla base della lite, futili motivi. In ospedale la stessa vittima aveva provato a sviare le indagini, parlando di due fantomatici extracomunitari che gli avrebbero causato le due ferite all'emitorace sinistro, per le quali era stato ricoverato. La squadra mobile aveva dovuto indagare sfidando un muro di omertà. La svolta è arrivata poi il 26 giugno 2023 quando, su ordinanza di custodia cautelare emessa dalla gip Barbara Nestore, Corsa era stato condotto in carcere.

Qualche giorno dopo si era difeso davanti al gip, spiegando anche di essersi riappacificato con la vittima. Corsa, comunque, pur dovendo rispondere dell'accusa di tentato omicidio, è stato condannato per lesioni aggravate dall'uso dell'arma (la bottiglia). Una lite estemporanea, dunque. L'avvocato Costantini aveva puntato sul concetto di legittima difesa. Adesso tocca attendere le motivazioni per valutare appello e, in caso, far valere tale tesi da parte della difesa.

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