Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Santa Teresa, lenta agonia: altri due mesi per i lavoratori

Nuovo incontro in prefettura per decidere il futuro di 120 dipendenti della società partecipata della Provincia di Brindisi: ipotesi di una riduzione dell'orario. Il sindaco Cobas non firma il verbale e chiede il coinvolgimento della Regione. La Cgil chiede un tavolo interistituzionale

L'incontro in Prefettura sulla Santa Teresa

BRINDISI – Resta in agonia la Santa Teresa, la società partecipata della Provincia di Brindisi, con 120 dipendenti per i quali è stato già avviato l'iter di licenziamento: il vertice di oggi in Prefettura ha portato solo a una proroga di altri due mesi, senza alcuna soluzione concreta e definitiva al concreto rischio di "morte" della spa con conseguente perdita del posto di lavoro.

protesta santa teresa 3-2-2-2La notizia arriva al termine del tavolo che si è tenuto alla presenza del prefetto Annunziato Vardè, del presidente dell'Amministrazione provinciale Maurizio Bruno,  dell'assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo, dei parlamentari della Provincia e del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Gianluca Bozzetti,  in risposta a una sollecitazione arrivata nei giorni scorsi, più di una volta, dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali da tempo in prima fila per la difesa dei posti di lavoro. Soprattutto di recente, quando le azioni di protesta dei dipendenti della Santa Teresa sono diventate eclatanti, come il blocco dell'ingresso nel Palazzo sede della Provincia o il presidio sul tetto dell'edificio.

"Al termine dell’incontro è stato firmato un verbale della riunione, ad eccezione del sindacato Cobas, nel quale si dichiara la decisione di protrarre per altri due mesi i contratti di lavoro”, fa sapere il portavoce del Cobas, Roberto Aprile. "Se al termine dei due mesi non si dovesse trovare una soluzione condivisa da tutti si potrà andare incontro ad una riduzione degli orari di lavoro". 

"La nota positiva  è che l'assessore Sebastiano Leo riunirà nelle prossime ore tutti gli assessori pugliesi che possono essere coinvolti inquesta vertenza al fine di studiare eventuali interventi", sostiene nella nota Aprile. "Sempre che - aggiunge - alle parole seguano i fatti".

"Agosto dovrà essere un mese in cui la lotta dei lavoratori deve continuare per poter raggiungere un risultato positivo e di lunga durata.
I nostri ragionamenti devono uscire dal perimetro della Provincia,  perché il bilancio dell'ente sarà in eterno rosso e non può costituire un ancora di salvezza", sottolinea Aprile. 

"Ciò che sta accadendo a Brindisi non può essere considerato un problema locale", sostiene il segretario generale della Cgil di Brindisi, Michela Almiento ."Ringraziamo il prefetto per l'attenzione e l'impegno profusi, utili a scongiurare i licenziamenti al 31 di luglio, ma la vertenza della Santa Teresa, cui sono affidate attività delle funzioni fondamentali, risente di tutte le storture registrate finora nel processo di riordino derivante dalla legge Delrio. Occorre promuovere un tavolo interistituzionale che affronti tutte le criticità che riguardano l'Ente, sia economiche sia riorganizzative."

"ComeCgil non siamo disponibili a far pagare ai lavoratori, diretti o indiretti, responsabilità politiche ed economiche che i diversi livelli istituzionali interessati continuano a scaricarsi vicendevolmente, così come continueremo a rivendicare la garanzia dei servizi per tutti i cittadini dell'area brindisina, e su questo aspetto fondamentale sarebbe, in questa fase, quanto mai necessaria un'attenzione e un impegno  da parte di tutti i sindaci".

L'Amministrazione provinciale  ha già destinato alle coperture dei vuoti in bilancio, buona parte della somma pari a cinque milioni di euro che la settimana scorsa è stata svincolata dalla Regione Puglia, attingendo dai fondi destinati all'ambiente. Quel che resta è stato ritenuto necessario per coprire il pagamento degli stupendi sino alla fine del mese di luglio, a cui si aggiungono altri sessanta giorni. E poi? L'interrogativo resta con tutta la preoccupazione e l'angoscia vissute da 120 brindisini e altrettante famiglie.


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