Il malaffare a Brindisi: aumentano le notizie di reato su frodi, ambiente e abusi sessuali

Aumentano le notizie di reato pervenute presso la procura di Brindisi del 15-16 per cento, stazionario il numero dei procedimenti aperti per reati contro la pubblica amministrazione, in aumento quelli per reati in materia di indebita percezione di contributi concessi dallo Stato

LECCE - Aumentano le notizie di reato pervenute presso la procura di Brindisi del 15-16 per cento, stazionario il numero dei procedimenti aperti per reati contro la pubblica amministrazione, in aumento quelli per reati in materia di indebita percezione di contributi concessi dallo Stato o da enti pubblici. Incremento anche per le notizie di reato contro la libertà sessuale (52 in tutto, di cui 9 casi in danno di minori). Sono in forte crescita le frodi informatiche. Calano gli omicidi volontari e i reati in materia di stupefacenti. Poche denunce per usura.

“Diffusa” la violazione secondo la procura di Brindisi, in materia edilizia e ambientale rispetto alla quale viene anche lanciato un grido di allarme sulla “inadeguatezza dei controlli amministrativi di prevenzione”. E’ il focus sull’attività giudiziaria brindisina (di tipo requirente) contenuto nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario la cui cerimonia rituale si è svolta oggi a Lecce. La relazione che riguarda l’anno trascorso, il 2014, è stata presentata dal presidente della Corte d’Appello di Lecce, Marcello Dell’Anna.

I numeri dei procedimenti penali.

La procura di Brindisi si è occupata di 10.257 procedimenti che sono stati definiti in 5.648 casi con richieste di archiviazione; 623 richieste di rinvio a giudizio, 1.627 richieste di riti alternativi, 2.359 citazioni dirette a giudizio. Di questi 5.686 effettivamente si sono chiusi con un’archiviazione; 319 con sentenze di rito alternativo, 473 con decreto penale di condanna e 851 con decreti che dispongono il giudizio per un totale di 7.329.

L’aumento dei giudizi civili

Da 3482 processi pendenti al 30 giugno 2013, si è passati a 7892 nel 2014. Sono aumentate le separazioni giudiziali, da 337 a 420 e c’è stato pure un lieve aumento per i fallimenti, i concordati preventivi e le amministrazioni controllate. Sono dati che risentono, naturalmente, dell’accentramento a Brindisi di tutte le sezioni distaccate.

Poche cause di lavoro

Da 592 processi nel pubblico impiego si è passati nel 2014 a 421, per altre controversie di lavoro da 1607 a 1346. Aumentato invece il contenzioso in materia di previdenza e assistenza: da 3613 a 5431.

L’intervento del procuratore generale della Repubblica su Brindisi

Secondo il procuratore generale Giuseppe Vignola, tra i processi che hanno maggiormente impegnato la procura di Brindisi ci sono quelli in materia ambientale. Primi della lista quelli che riguardano l’espansione dei parchi fotovoltaici con la lottizazione abusiva, gli abusi edilizi e le falsità ideologiche commesse per ottenere i permessi o per certificare la conformità degli stessi.

Una menzione al processo a carico di 15 persone tra dirigenti Enel e imprenditori locali per la dispersione di polveri di carbone dalla centrale Federico II, e poi ancora contro la pubblica amministrazione, il processo sugli appalti truccati alla Asl di Brindisi, dal valore complessivo di 44 milioni di euro.

Da Lecce l'allarme sul ritorno dei riti di affiliazione nella Sacra Corona Unita e "i segnali di infiltrazioni della criminalità  in squadre di calcio, che si pongono come canali di riciclaggio dei proventi di attività illecite". Nel distretto giudiziario salentino si e' registrato inoltre un aumento dei casi di violenza sessuale ai danni di minori, tanto che la Procura della Repubblica per i minorenni del capoluogo ionico lamenta "la carenza di una politica proficua degli enti locali" e "dei servizi sociali".

Non e' mancato nelle parole del procuratore generale Giuseppe Vignola un riferimento all'Ilva e all'ultimo decreto che "evidenzia in ottica penalistica alcuni aspetti preoccupanti, che si auspica vengano chiariti e risolti in sede di conversione. Tra tutti quello maggiormente preoccupante è l'esistenza di una forma di salvacondotto che vieterebbe all'autorità giudiziaria l'esercizio del suo potere-dovere di accertare eventuali reati e di attivare l'azione penale".

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