Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Bufera sugli appalti Asl: la ditta resta la stessa e ora tremano i vertici della sanità

Se le gare vengono "pilotate" tremano i responsabili dei procedimenti, se però gli stessi appalti finiti sotto la lente dei magistrati di Brindisi e per i quali si sta ora celebrando un processo, vengono prorogati alle stesse ditte, tremano i vertici Asl

BRINDISI - Se le gare vengono “pilotate” tremano i responsabili dei procedimenti, se però gli stessi appalti finiti sotto la lente dei magistrati di Brindisi e per i quali si sta ora celebrando un processo, vengono prorogati alle stesse ditte senza che si sia fatta piazza pulita, allora tremano i vertici della Asl di Brindisi.

I Nas sono presso gli uffici dell’Azienda sanitaria locale un giorno sì e l’altro pure. Hanno preso documentazione in quantità, per accertare ad esempio che potrebbe essere stata compiuta una frode in pubblica fornitura nell’ambito della gestione degli impianti depirogenanti per la produzione di acqua microbiologicamente pura installati in tutte le strutture sanitarie della provincia. La ditta che se ne occupava tra cessioni di rami d'azienda e mutazioni societarie è la stessa (Steril prima, Sterimed oggi). 

Se anche dopo le scosse dell’operazione Virus – Mercadet, in cui l’Azienda è costituita parte civile per lo scampolo finto dinanzi ai giudici del Tribunale di Brindisi (l’accusa la sostengono il procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi e il pm Giuseppe De Nozza). Ma non è finita così, non si sono concluse le indagini dei carabinieri del Nas di Taranto che hanno prelevato carte su carte per scoprire che effettivamente alcuni di quegli appalti assegnati all’epoca e ritenuti irregolari sono ancora in essere.

Si è agito in proroga, procedura non ritenuta del tutto corretta e rappresentata alla magistratura come tale. Sono una decina le persone coinvolte nel giro di accertamenti e ci sono stavolta anche i vertici attuali dell’Azienda sanitaria brindisina. New entry e vecchie glorie dell’Asl che avrebbero contribuito ad effettuare false attestazioni della congruità del servizio.

Nulla potrebbe essere mutato, insomma, in quel di via Napoli, nonostante lo “scandalo” che venne alla luce nel novembre del 2013 con 22 ordinanze di custodia cautelare nell’ambito della operazione Virus Mercadet. Erano in tutto 133 gli indagati, per molti dei quali vi è stata richiesta di archiviazione. In 12 sono a processo, in 51 hanno ricevuto nel maggio scorso un avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Sono 52 i capi d’accusa. L’associazione per delinquere finalizzata al “compimento di una serie indeterminata di delitti, in particolare reati contro la pubblica amministrazione, corruzioni per atti contrari a doveri d’ufficio, turbativa d’asta e falso in atto pubblico”. All’associazione per delinquere avrebbero partecipato anche alcuni imprenditori, tra cui manager Manutencoop, altri dirigenti della stessa azienda concessionaria della Asl di alcuni servizi.

Le gare sarebbero state truccate “fino alla data odierna”, vi sono stati infatti supplementi di indagine che hanno riguardato il sistema “Corso” che hanno consentito ai pm di estendere il capo di imputazione fino a renderlo attuale. 

Va ricordato che per l’irregolarità delle procedure la Asl di Brindisi ha perso un finanziamento di 10 milioni di euro per l’efficientamento energetico dell’ospedale Perrino. I controlli proseguono. E in taluni casi le condotte non sembrerebbero poi del tutto diverse rispetto al passato. Bisognerà approfondire, per non lasciarsi tradire dalle apparenze. Ma tali comportamenti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria competente. Che deciderà come e se procedere.

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