Cronaca

Aree degradate, Comune cerca partner privati: proposte entro il 30 novembre

Appello ai privati per raccogliere fondi e idee con l’obiettivo di riqualificare una serie di “aree degradate” della città di Brindisi, zona di ponente: il punto di partenza è il rione Minnuta, rimasto quartiere dormitorio, per arrivare all’ex caserma dei vigili del fuoco, passando dai capannoni ex Saca e dal parco del Cillarese, ritenuti luoghi per potenziali occasioni di lavoro per i giovani

BRINDISI – Appello ai privati per raccogliere fondi e idee con l’obiettivo di riqualificare una serie di “aree degradate” della città di Brindisi, zona di ponente: il punto di partenza è il rione Minnuta, rimasto quartiere dormitorio, per arrivare all’ex caserma dei vigili del fuoco, passando dai capannoni ex Saca e dal parco del Cillarese, ritenuti luoghi per potenziali occasioni di lavoro per i giovani.

Il Comune si rivolge a tutti gli “operatori territoriali” che sono in grado di “contribuire alla realizzazione degli interventi sia in termini di apporti economici che di risorse logistiche, umane e ogni altra forma di compartecipazione”. E lo fa con una certa urgenza perché il termine ultimo è il 30 novembre prossimo, data di scadenza della prima fase del “Piano nazionale di riqualificazione sociale e culturale” predisposto lo scorso 15 ottobre dal presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del titolare del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con i ministeri dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo.

Per l’Amministrazione comunale si tratta di un’occasione impossibile da lasciarsi sfuggire, come si evince nella delibera che ieri è stata approvata dalla Giunta su proposta degli assessori all’Urbanistica, Pasquale Luperti, e alla Programmazione Economica, Ugo Poli. Anche se il fattore tempo non gioca proprio a favore.

La speranza è riuscire a partecipare presentando un “masterplan” contenente tutte le azioni da realizzare pensando a otto zone: la prima è la “parte degradata del rione Minnuta”, più esattamente quella posta fra “la rete ferroviaria nazionale e l’alveo del Canale Cillarese”, la seconda coincide con il “compendio militare sportivo su via Ciciriello dove da tempo il Comune di Brindisi ha avviato dei contatti con la Marina Militare tendenti alla riqualificazione e al co-utilizzo degli spazi al servizio della città”, la terza costituita dal “centro immigrati, dove gli 80 posti letto disponibili non appaiono sufficienti” e la quarta coincide con la “Fontana Tancredi, monumento di enorme valore storico”.

A seguire, nell’elenco, sono state indicate le “aree industriali dismesse dell’ex Saca” che operava nel settore dell’aeronautica, il parco del Cillarese, gli “edifici pubblici che hanno perso le loro originarie funzioni” come l’ex caserma dei vigili del fuoco, attualmente di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Brindisi che recente ha deciso la dismissione degli immobili e, infine, sono stati presi in considerazione “spazi pubblici degradati e residuali in adiacenza all’ex caserma dei pompieri dove ricavare un grande parcheggio”.

I punti di intervento sono stati scelti dopo aver verificato gli indicatori del disagio sociale e del degrado edilizio, “in perfetta continuità con la programmazione del piano città del 2012” nel quale era stato già affrontato  il nodo delle servitù militari e ferroviarie, necessariamente da sciogliere per consentire lo sviluppo della zona di ponente. L’esecutivo conta di arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa con la Marina Militare entro il 30 novembre per ottenere la disponibilità di alcune aree, a partire da quelle a vocazione sportiva che si trovano nei pressi della lega Navale.

Per ciascuna delle otto aree di intervento, la finalità principale è “potenziare lo sviluppo e le attività sociali, educative e culturali che privilegiano le posizioni di giovani che hanno difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro”. In che modo? Secondo la Giunta è la risposta può essere garantita da un “insieme coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità urbana e alla riqualificazione del tessuto sociale e dell’ambiente, mediante attivazione di servizi e interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione e rigenerazione urbana con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali ed educativi.

A titolo di esempio, nella delibera della Giunta si fa riferimento a interventi di “potenziamento e adeguamento di infrastrutture per sostenere l’attrattività della scuola, l’orientamento formativo dei giovani, dei disabili, per assicurare la protezione e l’accoglienza di adulti e minori vittime di violenza, sfruttamento e abusi sessuali, nonché azioni per ridurre il disagio della popolazione immigrata”. Per rendere concreta l’idea, per trasformarla in azioni, il Comune guarda all’esterno dei suoi uffici e chiede il contributo di chi ha disponibilità economico-finanziarie e idee.

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