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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Scandalo appalti Asl: 51 avvisi fine indagini, Brigante rischia il processo. Fuori gli altri politici

Chiuse le indagini, si va verso il processo per altre 51 persone coinvolte nello scandalo sugli appalti dell'area tecnica della Asl, inchiesta nell'ambito della quale il 12 novembre scorso furono eseguite 22 ordinanze di custodia cautelare.

BRINDISI - Chiuse le indagini, si va verso il processo per altre 51 persone coinvolte nello scandalo sugli appalti dell’area tecnica della Asl, inchiesta nell’ambito della quale il 12 novembre scorso furono eseguite 22 ordinanze di custodia cautelare. Ancora una volta coinvolto Vincenzo Corso, l’ingegnere capo dell’Utc Asl, per una ipotesi di peculato contestatagli in concorso con l’urologo Salvatore Brigante, capogruppo del Pd in consiglio comunale, per essersi recati il 21 luglio del 2007 a un congresso dei Democratici di sinistra a Roma con l’auto di servizio.

Salvatore BriganteIl procedimento coinvolgeva in totale 133 persone, tra cui figuravano nomi di politici la cui posizione è in procinto di essere archiviata. In 13, tra cui il presunto “capo” di una presunta associazione per delinquere, l’ingegnere capo dell’Area tencnica dell’Asl di Brindisi Vincenzo Corso, sono già sottoposti a processo, dopo che i due pm, il procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi e il pm Giuseppe De Nozza, avevano formulato richiesta di giudizio immediato.

Nell’ambito dell’operazione, denominata Virus – Mercadet, e condotta dai carabinieri del Nas di Taranto e della guardia di finanza di Brindisi, fuorono eseguiti 22 arresti il 12 novembre scorso. L’ultimo a lasciare il carcere, nei giorni scorsi, è stato Corso, che ha ottenuto i domiciliari ma dovrà indossare il braccialetto elettronico. Tra coloro che hanno ricevuto l’avviso di fine indagini, che prelude a una probabile richiesta di rinvio a giudizio, vi sono l’ex direttore generale della Asl di Brindisi, Rodolfo Rollo, l’ex direttore amministrativo Alfredo Rampino, l’attuale direttore sanitario dell’ospedale Perrino di Brindisi, Antonio Piro, l’ex assessore comunale di Brindisi Cosimo Elmo, che è anche un dipendente Asl del settore Area tecnica, l’urologo Salvatore Brigante.

Sono 52 i capi di imputazione, il primo dei quali è l’associazione per delinquere che coinvolge Vincenzo Corso, Antonio Ferrari (difesi dall’avvocato Rosario Almiento) consigliere comunale, geometra dipendente dell’Asl e imprenditore, Alfredo Rampino, e i funzionari Gianluca Pisani (difeso da Roberto Cavalera), Armando Mautarelli, Giovanni De Nuzzo, Cosimo Antonio D’Elia, Cosimo Elmo, tutti “pubblici ufficiali preposti dalla legge all’aggiudicazione degli appalti” oltre che Giovanni Borromeo (difeso da Roberto Cavalera, già sotto processo) quale “faccendiere” che “su disposizione di Vincenzo Corso “si adoperava per la manomissione delle buste contenenti le offerte economiche presentate dalle imprese partecipanti alle gare” per agevolare alcune imprese.

Il pm Giuseppe De NozzaL’associazione per delinquere era finalizzata al “compimento di una serie indeterminata di delitti, in particolare reati contro la pubblica amministrazione, corruzioni per atti contrari a doveri d’ufficio, turbativa d’asta e falso in atto pubblico”. All’associazione per delinquere avrebbero partecipato anche alcuni imprenditori, tra cui Mauro De Feudis, manager Manutencoop, altri dirigenti della stessa azienda concessionaria della Asl di alcuni servizi.

Le gare sarebbero state truccate “fino alla data odierna”, vi sono stati infatti supplementi di indagine che hanno riguardato il sistema “Corso” che hanno consentito ai pm di estendere il capo di imputazione fino a renderlo attuale. Oltre alle varie accuse di turbativa d’asta e falso, c’è anche un capo di imputazione dedicato alla presunta frode in pubblica fornitura dei pannoloni per incontinenti dell’Artsana, e alla falsa delibera redatta per la gara in questione dal direttore dell’area Patrimonio dell’Asl, Andrea Chiari. Ecco chi sono le persone che hanno ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari. 

Enzo Mauro Albanese, 70 anni, di Brindisi difeso dall’avvocato Massimo Manfreda; Vincenzo Albonico, 73 anni, di Monza, difeso da Giuseppe Brancasi; Renato Ammirabile, 45 anni, di Polignano a Mare, difeso dall’avvocato Leonardo Musa; Marcello Annese, di Bari, 48 anni, difeso dagli avvocati Gabriele Contini e Vito Mormanno; Umberto Aprule, di Brindisi, 52 anni, difeso dall’avvocato Cosimo Deleonardis; Massimiliano Bellinfante, 43 anni, di Trepuzzi, difeso dall’avvocato Giuseppe Brancasi; Francesco Blasi, 61 anni, di Brindisi; Roberto Borraccino, 62 anni, residente a Taranto; Raffaele Buongiorno, 51 anni, di Brindisi; Ignazio Buonsanto, 51 anni, di Brindisi, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda; Angelo Campana, 61 anni di Mesagne; Cosimo Cannone, 47 anni, di Brindisi; Andrea Chiari, 51 anni, residente a Latiano, difeso da Massimo Manfreda; Fenicia Cicerelli, 53 anni, di Bari; Silvana Cipriani, di Brindisi, 59 anni, di Brindisi; Grazia Cito, 44 anni di Ostuni; Alberto Corso (il figlio di Vincenzo Corso), 27 anni, di Brindisi; Ciro Antonio Costantino, 58 anni, di Tuturano; Massimo Cremonini, 43 anni, di Ferrara; Monica Crescenzo, 42 anni, di Brindisi, difesa dall’avvocato Rosario Almiento; Antonio Cosimo D’Elia, 51 anni, di Mesagne, difeso dall’avvocato Vito Epifani; Giovanni De Nuzzo, 69 anni, di Brindisi, difeso dall’avvocato Rosario Almiento; Cosimo Elmo, 58 anni, di Brindisi; Ezio Gambirasio, di Ponte San Pietro (Bg), 42 anni, difeso dall’avvocato Cosimo Lodeserto; Marisa Rodolfo RolloGianpaoli, residente a Bagno a Ripoli (Fi), di 60 anni; Ivo Grifoni, 40 anni, residente a Chignolo d’Isola (Bg); Riccardo Infante, 66 anni, di Trani; Vincenzo Izzo, 46 anni di Bari; Claudio Levorato, di Bologna, 65 anni; Luigi Marasco, di Brindisi, 62 anni; Armando Mautarelli, di Brindisi, 59 anni, difeso dall’avvocato Oreste Nastari; Mario Merlo, di Como, 64 anni, difeso dall’avvocato Vito Epifani; Antonio Miglietta, di Trepuzzi, 50 anni, difeso dall’avvocato Antonio Savoia; Paolo Minoia, 59 anni, di Brindisi; Giancarlo Nuzzaci, 44 anni, di Trepuzzi; Roberto Paini, 57 anni, residente a Monzuno; Valentino Palamidesse, 54 anni, di Palestrina, difeso dall’avvocato Vito Epifani; Antonio Perrino, 57 anni, residente a Trepuzzi, difeso dall’avvocato Antonio Savoia; Brenno Peterlini, 64 anni, di Parma; Antonio Piro, di Brindisi, 62 anni; Gianluca Pisani, 43 anni, di Brindisi, difeso da Roberto Cavalera; Sonia Portoghese, 57 anni, di Brindisi; Alfredo Rampino, 65 anni, difeso dagli avvocati Angelo Pallara e Massimo Manfreda, di Lecce; Giovanni Rana, di Bari, 59 anni; Rodolfo Rollo, 53 anni, di Cavallino, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda; Cosimo Saracino, di San Pietro Vernotico, 67 anni; Antonio Sirena, 49 anni, di Brindisi; Tommaso Vigneri, 54 anni, di Bari, difeso da Cristian Di Giusto e Michele Laforgia; Salvatore Brigante, 60 anni, di Brindisi, difeso dall’avvocato Giovanni Brigante; Vincenzo Corso, 61 anni, difeso dagli avvocati Rosario Alminento e Francesca Conte. 

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