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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca Via Conserva

Tre sorelle denunciano il pub: "Baccano continuo, ci tolgono il sonno"

Una lettera al sindaco e un esposto in procura per denunciare ‘molestie’: “Volume alto fino a notte fonda in via Conserva, non ne possiamo più”.

BRINDISI - Una lettera al sindaco e un esposto in procura per denunciare ‘molestie’: “Volume alto fino a notte fonda in via Conserva, non ne possiamo più”. Nessuna risposta al momento a quanto posto nero su bianco da tre sorelle che abitano nel centro di Brindisi, proprio vicino a un locale in cui a loro dire si fa festa troppo spesso, e la si fa in strada. Le donne, una delle quali ha problemi di salute, si sono rivolte a un avvocato, Francesco Monopoli, per formalizzare le proprie lamentele e renderle note tanto al primo cittadino Mimmo Consales, che tuttavia non ha fornito loro una risposta, e all’autorità giudiziaria.

Si pone anche nel cuore di Brindisi una problematica presente in tante altre realtà: il conflitto tra la movida e il divertimento fino a tarda ora e il diritto dei residenti, specie se anziani e in qualche modo sofferenti, a vivere in pace le ore del riposo.

A scrivere sono tre sorelle, una di 86 anni, le altre due di 73 e 70 anni. “Di fronte alla nostra abitazione – spiegano – c’è un bar ristorante che dal periodo di dicembre 2013 sino a tutt’oggi (la lettera è del 21 luglio, ndr) organizza eventi di qualunque genere, feste e serate accompagnate dalla presenza di disc jockey, oltre a concerti musicali. Sino a marzo 2014 gli eventi si tenevano prevalentemente all’interno del locale, ma dall’aprile 2014 si svolgono lungo la pubblica via, quasi in prossimità dell’ingresso della nostra abitazione”.

“Se fino a marzo – proseguono – udivamo schiamazzi e urla di avventori del locale che sostavano sulla strada, da aprile abbiamo perduto totalmente la nostra pace e la nostra serenità a causa dei rumori assordanti e intollerabili”.

Musica “fino alle 2.30 del mattino” denunciano le donne, una delle quali gravemente malata di cuore. E “inutili controlli delle forze dell’ordine” che “non hanno mai sortito alcun effetto, perché al loro arrivo il volume della musica veniva immediatamente diminuito, per poi aumentarlo nuovamente al momento in cui si allontanavano dal locale”. “Questi rumori notturni hanno condizionato le nostre abitudini. Siamo costrette a rimanere sveglie fino alle prime ore del mattino”.

Infine la richiesta di intervento per far cessare “le molestie” descritte.“Quel locale – specificano inoltre nell’esposto in procura – va sequestrato”. Perché vi è “disturbo della quiete pubblica”. L’estate è finita, probabilmente i rumori notturni si attenueranno. Ma in previsione di un’altra stagione di notti bianche “forzate” sono affidate alla valutazione di un magistrato le doglianze delle residenti che, in caso di procedimento penale, chiariscono, intendono costituirsi parte civile per rivendicare i danni subiti.  

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