rotate-mobile
Cronaca

Brindisi, Bari, gli albanesi in fuga e la vera storia della nave "Vlora"

BRINDISI – La città sta cominciando a celebrare l’epopea del marzo 1991, ma la Rai ricorda quei fatti propinando le immagini della nave “Vlora” attraccata al molo foraneo del porto di Bari nell’agosto successivo. Non c’entra nulla, è un errore storico e documentale che si ripete da anni, come fu un errore concedere la massima onorificenza civile solo al capoluogo di regione e non a Brindisi, che sembra cancellata anche dagli archivi televisivi, come furono cancellati dalla politica dell’epoca i lunghi mesi dell’ospitalità di quasi 30mila albanesi prima nelle scuole, poi nelle strutture turistiche costiere sino ad autunno inoltrato. Di contro, quelli della “Vlora” prima bloccati sul molo in pieno agosto, irrorati d’acqua con gli idranti, poi confinati nel vecchio Stadio della Vittoria. Ma qui non ci sono torti da raddrizzare o una storia da riscrivere, ma solo da riprendere in mano le cronache dell’epoca.

BRINDISI - La città sta cominciando a celebrare l'epopea del marzo 1991, ma la Rai ricorda quei fatti propinando le immagini della nave "Vlora" attraccata al molo foraneo del porto di Bari nell'agosto successivo. Non c'entra nulla, è un errore storico e documentale che si ripete da anni, come fu un errore concedere la massima onorificenza civile solo al capoluogo di regione e non a Brindisi, che sembra cancellata anche dagli archivi televisivi, come furono cancellati dalla politica dell'epoca i lunghi mesi dell'ospitalità di quasi 30mila albanesi prima nelle scuole, poi nelle strutture turistiche costiere sino ad autunno inoltrato. Di contro, quelli della "Vlora" prima bloccati sul molo in pieno agosto, irrorati d'acqua con gli idranti, poi confinati nel vecchio Stadio della Vittoria. Ma qui non ci sono torti da raddrizzare o una storia da riscrivere, ma solo da riprendere in mano le cronache dell'epoca.

Anche quelle meno note, i cui documenti - se ancora esistono - finirono nei cassetti delle prefetture e delle Capitanerie. Come quelli dell'affare "Vlora", tanto sfruttato anche a sproposito. E' la storia segreta di un episodio del grande esodo del 1991 che è giunto il momento di raccontare. Era la notte tra il 10 e l'11 agosto del 1991. Gli arrivi in massa erano finiti da un pezzo ma continuava lo stillicidio di sbarchi notturni con piccole imbarcazioni, e delle operazioni di salvataggio delle zattere che venivano costruite sull'altra sponda, e che le correnti sospingevano solo fino al centro del Canale d'Otranto: poi dovevano pensarci le motovedette italiane. Brindisi era esausta.

Erano esausti i marinai che quella notte erano in sala operativa alla Capitaneria di Porto. Lo erano poliziotti, carabinieri, finanzieri, militari, vigili urbani, quelli delle scuole che erano state impraticabili sino a dopo Pasqua. Erano esausti i gestori delle strutture turistiche, gli amministratori, il personale degli ospedali che si erano trovati immersi una emergenza senza fine: i primi quattro giorni da soli di fronte a 27mila disperati, poi assieme ai paracadutisti della "Folgore" arrivati dalla Toscana, silenziosi ed efficienti, e alle Misericordie delle regioni dell'Italia Centrale. Il resto giunse molto dopo.

Brava Brindisi, ma medaglia di cartone. A tutti quelli citati sopra, e pure ai contrabbandieri (gli unici che andavano spesso "dall'altra parte" e sapevano) che nel pomeriggio di giovedì 7 marzo, nel pieno del flusso iniziato nella notte, facevano aprire i negozi di alimentari chiusi per turno settimanale, per procurare cibo agli affamati. Medaglia di cartone ai tanti che avevano aperto la porta delle proprie case ai profughi, e a quelli che si erano visti sparire la biancheria stesa ad asciugare fuori dai balconi più vicini al piano stradale.

Nella sala operativa, dunque, quando sul radar apparve quel puntino si fumarono anche la carta copiativa. La voce girava da qualche ora: nel Canale c'erano i segni di un'altra grande ondata di albanesi. Poi la notizia era stata ridimensionata: si trattava "solo" di una nave con almeno 10-15 persone a bordo. E si chiamava "Vlora", avevano fatto sapere gli uomini dei servizi piazzati nei porti di Durazzo e Valona. Ed eccola lì, a una manciata di miglia dalla città stanca, non ancora fuori dal tunnel. La sua rotta era chiara: Brindisi. Lo confermò poco dopo il comandante chiamato per radio. Devo entrare a Brindisi, disse, perché ho a bordo ammalati, bambini, donne. Faceva pressing psicologico. Non è possibile, gli risposero dalla Capitaneria di Brindisi. C'è l'ordine di farvi tornare indietro. Non tornerò il Albania, rispose il comandante della "Vlora", la situazione a bordo non è più sotto il mio controllo.

Vanamente, davanti alla prua del mercantile stracarico, incrociavano le motovedette brindisine, attente anche a recuperare qualcuno staccatosi da quel gigantesco grappolo umano. Vi aiuteremo nel rientro, insistettero dalla sala operativa della Capitaneria: vi garantiremo acqua, cibo, assistenza medica. Ma la nave non deviò. Solo allora, d'intesa con la prefettura, fu giocata l'ultima carta: a Brindisi non potrete mai entrare, fu annunciato via radio, perché per ordini precisi l'ingresso del porto è stato sbarrato fisicamente con catene. Era un bluff, ma il comandante della nave stracarica non andò a vederlo.

Appoggiò verso nord-ovest, scortato da una motovedetta di Brindisi sino a Monopoli, dove la nave fu presa in consegna da una motovedetta della Capitaneria di Bari. Fu così che la "Vlora" portò al capoluogo di regione più di 15mila albanesi in un colpo solo, e anche una medaglia. Altri dettagli bisogna chiederli ai militari, oppure al sindaco di Brindisi dell'epoca, Pino Marchionna, che pare abbia scritto un libro sull'epopea del marzo 1991, di imminente presentazione, oppure a qualche funzionario che allora era in prefettura. Anche noi giornalisti eravamo esausti e non chiedemmo nulla, pur sospettando molto. Tanto, per raccontarla ci sarebbe stato tempo.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Brindisi, Bari, gli albanesi in fuga e la vera storia della nave "Vlora"

BrindisiReport è in caricamento