Bomba a Brindisi, evacuazione il 15 dicembre: anche il carcere

Il piano riguarda 50mila persone: punti di accoglienza nelle scuole provinciali e comunali. Interdetti traffici aerei, ferroviari e portuali

BRINDISI – La domenica per liberarsi dell’incubo bomba è stata indicata sul calendario: 15 dicembre 2019. Quel giorno, dalle prime ore del mattino, 50-55mila brindisini residenti nelle cosiddette zone “rossa”  e “giallo” , detenuti compresi, dovranno lasciare le abitazioni a scopo precauzionale. Solo dopo avranno inizio le operazioni necessarie al disinnesco dell’ordigno bellico, trovato casualmente il 2 novembre scorso, durante i lavori programmati nell’area esterna del cinema Andromeda. Saranno al lavoro gli specialisti dell'11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia.

Una pattuglia della polizia locale di Brindisi vigila il sito dove si trova la bomba d'aereo-2

L’evacuazione

Il 15 dicembre è stata considerata data utile, tenuto conto delle necessità legate alla gestione del piano con il quale Brindisi è costretto a fare i conti con la prima volta. Oggi c’è stato un nuovo vertice in Prefettura, al quale ne seguirà un altro all’inizio della prossima settimana. All’incontro hanno preso parte i rappresentanti del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e del Settore Protezione Civile della Regione Puglia, il Comune di Brindisi, i vertici delle  forze dell’ordine,  i referenti della Provincia dei Vigili del Fuoco, della Polizia Stradale, della  Polizia di Frontiera, della Polizia Ferroviaria, della Polizia Locale, della Capitaneria di Porto, così come quelli della Corce Rossa Italina, i vertici delle società Acquedotto Pugliese,  Enel distribuzione,  2i Rete gas, e i rappresentanti del coordinamento provinciale dei volontari della protezione civile, i funzionari di RFI-infrastrutture, circolazione e protezione aziendale, della Società Trasporti Pubblici, dell'Enac e dell'Enav.

La “bomba d'aereo modello MK V SAP 500 libbre di fabbricazione inglese, pesa di 226,80 chili”: all'interno c’è un “esplosivo di caricamento di 40,87 chili di tritolo”. Lasciarla lì dove è stata trovata e dove è sempre stata non sarebbe stato possibile. Così come non sarebbe stato possibile spostare più avanti il disinnesco perché avrebbe significato allungare il periodo di suspence per una città. Ad oggi il piano è stato consegnato in Prefettura con l’indicazione di tutti gli aspetti: dalla gestione della popolazione con annessa sistemazione dei punti di accoglienza, al blocco temporaneo del traffico, da quello automobilistico a quello aereo, compresa la fornitura di servizi come acqua e gas.

La popolazione e i detenuti da trasferire

In base  alle previsioni, la popolazione da evacuare è compresa tra 50mila e 55mila persone, pari ai due terzi dei residenti a Brindisi. Guardando la cartina della città, restano esclusi dall’evacuazione quanti risiedono nei quartieri Paradiso, Sant’Elia zona ovest, Casale, La Rosa, Materdomini, una porzione del rione Cappuccini e la frazione di Tuturano. Stando a quanto si apprende dal Comune di Brindisi, nel piano rientra l’evacuazione del carcere di via Appia nel quale ad oggi ci sono 217 detenuti: nei prossimi giorni saranno definite le procedure di trasferimento in altri penitenziari tra la Puglia e la Calabria.

Non rientra, invece, l’ospedale Antonio Perrino. E’ stata esclusa anche la casa di cura Salus perché non ricade nel raggio pari a 1.617 metri tracciato a partire dal punto in cui si trova l’ordigno, vale a dire nella zona del parcheggio del cinema multisala.

Presunto ordigno bellico Maxicinema Andromeda-2

I centri di accoglienza

Le operazioni necessarie all’evacuazione dovrebbero iniziare non più tardi delle ore 8. Si pensa alla fascia compresa tra le 6 e le 8 e non è stata esclusa neppure la possibilità di anticipare le operazioni alla sera precedenza, sabato 14 dicembre per chi volesse lasciare prima la propria abitazione. Per dare temporanea ospitalità alla popolazione, sono stati previsti punti di accoglienza nelle scuole, sia quelle di proprietà del Comune che quelle di proprietà della Provincia.

Nell’elenco messo a punto dal Cento operativo comunale (il cosiddetto Coc), ci sono: la scuola primaria Marinaio D’Italia e palestra annessa; scuola dell’infanzia Sant’Antonio; scuola secondaria Kennedy e palestra; scuola primaria Calò  e palestra; istituto tecnologico Giorgi; istituto tecnico Carnaro; liceo Scientifico Fermi-Monticelli; istituto professionale Ferraris, tutte le rione Casale; la scuola secondaria Mameli, nel quartiere Paradiso; scuola secondaria  Da Vinci; scuola primaria Rodari; Istituto Alberghiero; Istituto tecnico Majorana, nel rione Santa Chiara. In elenco anche le scuole che si trovano nel quartiere Sant’Elia, scuola primaria Da Vinci; scuola primaria e secondaria in via Mantegna.

Sono in fase di definizione le modalità di trasferimento di persone che non possono deambulare, la maggior parte delle quali risulta allettata: si tratta di 281 persone, stando ai dati forniti della Asl, coinvolta nell’organizzazione del piano di evacuazione.

Il traffico e il numero verde

Per tutta la durata delle operazioni, il traffico sarà interdetto. La misura riguarda sia quello automobilistico con la chiusura temporanea delle strade di accesso a Brindisi e del tratto della superstrada Bari Lecce, che il traffico aereo, ferroviario e portuale fermo restando i presidi necessari per motivi di sicurezza. Per le stesse ragioni è stata prevista l’interruzione dell’erogazione di servizi come acqua e gas.

Per fornire tutte le indicazioni e i chiarimenti necessari all’evacuazione, sarà attivo un numero verde con tre postazioni per le risposte. Dovrebbe essere funzionante dagli inizi del mese di dicembre in modo tale da offrire supporto per due settimane.

Presunto ordigno bellico maxicinema Andromeda (2)-2-3

Il disinnesco

Le operazioni di disinnesco vedranno impegnati come già detto gli artificieri dell'11° Guastatori della Brigata Meccanizzata Pinerolo. L’intervento dovrebbe richiedere in tutto al massimo sette ore: la bomba sarà trasferita e fatta brillare in una cava del Brindisino, probabilmente un sito che ricade nel territorio del Comune di Carovigno, così come ipotizzato inizialmente. Al vaglio c’è la possibilità di scandire l’inizio dell’evacuazione con un segnale acustico tipo sirena, da ripetere quando sarà terminata la situazione di emergenza. E sarà stata archiviata la domenica, l’ultimo giorno con la bomba. La Prefettura comunicherà a giorni le modalità di evacuazione e rientro.

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