Cronaca

Brindisi by night, nuove regole: multe per chi sporca e musica ad alto volume

Movida vuol dire divertimento by night, musica da ballare o solo da ascoltare nei locali e fuori, bibite ghiacciate da sorseggiare. Ma attenzione a non “peccare”: da oggi sono in vigore dieci comandamenti da rispettare per non scivolare nelle sanzioni che vanno da un minimo di cento euro a un massimo di 516,46.  

BRINDISI – Movida vuol dire divertimento by night, musica da ballare o solo da ascoltare nei locali e fuori, bibite ghiacciate da sorseggiare. Ma attenzione a non “peccare”: da oggi sono in vigore dieci comandamenti da rispettare per non scivolare nelle sanzioni che vanno da un minimo di cento euro a un massimo di 516,46.  

Le regole per il vivere civile sono state varate dalla Giunta del Comune di Brindisi, su proposta dell’assessore all’Ambiente Antonio Monetti, più volte bersagliato dalla richiesta di intervento per abbassare il volume delle colonne sonore dei locali, soprattutto nella zona del Centro, e per garantire il giusto decoro degli spazi occupati da tavolini e sedie. E restano in vigore, salvo contrordine, sino al 30 settembre, quando l’estate sarà archiviata, con delega al controllo consegnata prima di tutto ai vigili urbani, poi ai funzionari della Asl e dell’Arpa (per cui attenzione). Chi sbaglia paga e anche parecchio, a tutto vantaggio delle casse dell’Amministrazione che intende destinare gli incassi delle multe inflitte ai trasgressori, fra titolari dei locali e avventori, al finanziamento di “progetti per l’acquisito di beni strumentali e rotazionali nel campo della vigilanza e del monitoraggio del territorio”, nonché all’”attività formativa, di controllo, prevenzione e repressione delle violazioni ambientali”.

La decisione dell’esecutivo, riportata nell’ordinanza firmata dal sindaco Mimmo Consales, è stata assunta “al fine di contrastare i comportamenti di sostanziale inciviltà”. Quali? Tanto per iniziare l’abbandono di lattine e bottiglie, motivo per il quale il Comune ha deciso di “vietare di effettuare la vendita per asporto, nonché mediante distribuzione automatica, di bevande in contenitori di vetro o in lattine di alluminio, dalle 24 alle 5 del giorno successivo”. Di conseguenza, è altrettanto “vietata la  consumazione in luogo pubblico”, nello stesso arco temporale, così come l’abbandono di tali rifiuti “fuori dagli appositi contenitori dei rifiuti” (il che dovrebbe appartenere al normale senso civico, ma purtroppo così non è).

Ovviamente è “consentita la vendita delle bevande” per il consumo all’interno dei locali o all’esterno, negli spazi di pertinenza. In ogni caso, l’Amministrazione ha raccomandato a tutti, dai titolari di attività commerciali in sede fissa, agli esercizi artigianali, di “assicurare la completa pulizia e la massima condizione di igiene da rifiuti” e di “esporre idonea cartellonistica sulle norme di convivenza civile, anche sul contenimento delle emissioni sonore” per non scivolare nel disturbo della quiete pubblica.

Agli avventori, brindisini e non, turisti italiani e stranieri, il Comune ricorda che sono vietati “tutti quei comportamenti gravemente lesivi del decoro cittadino che arrecano pregiudizio all’igiene e alla sicurezza urbana, come l’abbandono dei rifiuti, gli schiamazzi, le grida, gli imbrattamenti dei muri, dei monumenti, degli spazi pubblicitari, del patrimonio privato e dell’arredo urbano (come panchine e fontane).

Poiché l’estate, si moltiplicano gli intrattenimenti musicali che richiamano clienti nei locali ma che fanno perdere il sonno ai residenti, l’Amministrazione è intervenuta cercando una soluzione in grado di soddisfare le esigenze degli uni e degli altri: il compromesso prevede che “nei giorni dal lunedì al giovedì sino all’una” è consentita “la diffusione sonora” che nel week-end (da venerdì alla domenica) può arrivare sino alle due. Divieto assoluto “oltre gli orari indicati e sino alle 8 dello stesso giorno”, quando deve regnare il silenzio.

In materia di “tutela della sicurezza urbana, del decoro e del patrimonio pubblico”, la multa è pari a 200 euro, fermo restando “l’applicazione delle più gravi sanzioni previste dalle norme penali”, mentre per le “emissioni sonore” e l’annesso inquinamento acustico, si arriva a 516 euro e 46 centesimi, stando a quanto si legge nella delibera e nell’ordinanza che dovrà essere affissa negli esercizi commerciali. Nei casi di violazioni ritenute particolarmente gravi è possibile anche la “sospensione immediata dell’attività”. E allora sì alla movida, ma con responsabilità.

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