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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Scu e gioco d'azzardo: confermate in appello 10 condanne, 24 anni al boss Vicientino

Solo parzialmente "ritoccata" in appello, ma unicamente perché esclusa in alcuni casi la qualifica di "capo e promotore", la sentenza di primo grado per quanti avevano scelto il rito ordinario nel processo nato dall'inchiesta Calypso

BRINDISI - Parzialmente "ritoccata" in appello, ma solo perché esclusa in alcuni casi la qualifica di “capo e promotore”, la sentenza di primo grado per quanti avevano scelto il rito ordinario nel processo nato dall’inchiesta Calypso, che portò nel 2011 all’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare per altrettante persone accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso, in chiave Scu. Tra questi c’era anche Ercole Penna che due mesi dopo decise di collaborare con la giustizia.

Al termine del processo interrotto, oggi, all'aula bunker del carcere di Lecce da un'allarme bomba, è stata confermata la condanna a 24 anni per Daniele Vicientino e anche quella a 7 anni a Maurizio Vicientino.

La Corte d’Appello ha invece riformato la sentenza per gli altri. Ha inflitto un anno a Bruno Bembi; 12 anni e 6 mesi a Angelo Cavallo; 12 anni a Albino Prudentino; 13 anni a Giovanni Vicientino e Gennaro Solito (il poliziotto cegliese che tentò la fuga in germania); nove anni e sei mesi di reclusione a Nicola Nigro; 12 anni a Tiziano Maggio; 13 anni, riconosciuta la continuazione con altri reati, a Tobia Parisi. Ercole Penna era stato giudicato con rito abbreviato e condannato a 8 anni. 

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Raffaele Missere, Giancarlo Camassa, Vito Felici, Cosimo Deleonardis, Ladislao Massari, Aldo Gianfreda, Pasquale Annicchiarico. Sono costituti parte civile l'associazione antiracket e il Comune di Mesagne, con gli avvocati Carmelo Molfetta e Anna Luisa Valente, l'ammontare dei danni sarà quantificato in sede civile.

Daniele VicientinoL'indagine, sfociata nel blitz del 29 settembre 2010, fu condotta dal Ros di Lecce con i carabinieri del Nucleo investigativo provinciale. Il nuovo gruppo individuato dagli investigatori si stava progressivamente riconvertendo al controllo del giro delle scommesse online, dei videopoker e delle slot machine, un settore in cui da tempo operava la mente dell'organizzazione, il contrabbandiere internazionale ostunese Albino Prudentino di 59, arrestato a Valona dalla polizia albanese e dai carabinieri a 48 ore dall'inaugurazione di un casinò di sua proprietà.

E' stata la prima porta aperta sui nuovi affari dei clan mesagnesi, con sodali in tutto il territorio provinciale, ma soprattutto a Brindisi, Ostuni, Ceglie Messapica e Francavilla Fontana, come dimostrerà il 28 dicembre del 2010 un'altra operazione, condotta questa volta dalla Squadra mobile di Brindisi, Last Minute, e come confermerà anche la recente indagine Fast Line condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza a Ostuni, patria di Albino Prudentino: il controllo del gioco e delle scommesse on line e dei videopoker da un lato, una evoluzione dei vecchi affari di riciclaggio in imprese "legali" dall'altro.

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