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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca

“Brindisi capitale d’Italia: fu sede del primo governo democratico”

D’Attis, promotore dell'iniziativa: “Recuperiamo una radice che appartiene a tutti, senza colorazione politica”. L’onorevole Savino: “Qui anche il primo atto per la rinascita della libertà di stampa”

BRINDISI – Brindisi nella storia d’Italia, come “già capitale” del Paese, sede del primo governo democratico che sarebbe nato subito dopo lo sbarco del re Vittorio Emanuele III con la regina Elena, il principe Umberto II e il maresciallo Pietro Badoglio e alcuni ministri.

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Il titolo Brindisi già capitale

Il titolo di “capitale d’Italia” è oggetto della proposta di legge presentata alla Camera dei deputati dall’onorevole Elvira Savino, di Forza Italia, nella mattinata odierna (mercoledì 21 dicembre 2017) ospite a Brindisi, per la conferenza stampa organizzata dal partito nella sala dell’hotel Internazionale. Quel palazzo che, all’epoca, diede ospitalità al re, diventando la sede temporanea del governo.

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“Con questa proposta cerchiamo di recuperare una radice che appartiene a tutti i brindisini, in maniera trasversale, senza colorazione politica”, ha detto Mauro D’Attis, il promotore dell’iniziativa, consigliere comunale uscente, componente del Comitato delle Regioni a Bruxelles. In passato l’esponente politico brindisino ha organizzato, sia in città che in Belgio, una serie di incontri e convegni sul ruolo svolto da Brindisi nel periodo storico che va dal 10 settembre 1943 sino febbraio dell’anno successivo, quando la nave Baionetta con il re e consorte raggiunge il porto di Brindisi. Anche con il contributo di storici, come il professore Antonio Caputo, autore del libro dal titolo “Brindisi…persino capitale. Storia ignorata di una città fiera, operosa, ospitale), con prefazione a cura di Gianfranco Liberati (edito da Hobos).

Già, Brindisi persino capitale. Più di qualcuno probabilmente non lo sapeva o non credeva nella possibilità di un riconoscimento che può avere il significato di un riscatto (magari per i più ottimisti) o semplicemente la presa di coscienza di quel che è stato effettivamente nella storia del Paese Italia (per i realisti).

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La medaglia d’argento del Capo dello Stato

Ci aveva creduto il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, quando scrisse una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per sostenere la causa. La missiva risalire al 7 gennaio 2011. Lo stesso dicasi per l’ex presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, visto che il 5 ottobre 2011 decise di intitolare il salone del palazzo a Brindisi capitale d’Italia, in coincidenza con il congresso nazionale dell’Anci (associazione dei Comuni italiani).

Molto prima, il 13 gennaio 1960, l’allora presidente della Repubblica italiana, Giovanni Gronchi, con decreto a sua firma, riconobbe a Brindisi “la medaglia d’argento al valore civile”, con la seguente motivazione: “Sopportava con intrepido coraggio e fiero comportamento numerosi bombardamenti sacrificando la vita di molti suoi figli all’ideale patriottico”. E ancora: “In virtù della sua posizione geografica, partecipò con l’intera popolazione attivamente alle operazioni belliche. Fu sede del primo governo democratico della nuova Italia”.

La proposta di legge

elvira savino-2Parte da questa medaglia d’argento il testo della proposta di legge: “Per cinque mesi, la città fu sede del Governo ed è qui che furono approvate diverse leggi pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, stampate dalla tipografia Ragione (brindisina, ndr), ha detto l’onorevole Savino che si è fatta portavoce dell’iniziativa. “In quello stesso periodo furono requisiti alcuni palazzi per insediarvi i ministeri e fu stampata la cosiddetta A.M Lira, vale a dire la moneta americana di occupazione emessa per fronteggiare la mancanza di denaro”, ha ricordato il deputato Savino (nella foto accanto).

La libertà di stampa

“La permanenza delle istituzioni dello Stato qui a Brindisi segnò l’avvio del processo che portò alla costituzione della Repubblica italiana. Va anche ricordato che sempre a Brindisi fu emanato il primo atto della rinascita della libertà di stampa, dopo anni di bavagli, con un provvedimento in due fogli adottato dal governo Badoglio”, ha sottolineato l’onorevole di Forza Italia.  Con quel provvedimento venne ripristinata la libertà di espressione che sarebbe stata successivamente affermata nella Costituzione repubblicana, dopo la cancellazione per mano del regime fascista.

La politica estera

La storia racconta anche altro. Riferisce che il 26 settembre 1943 venne costituito il primo raggruppamento motorizzato del regio esercito italiano, circa 5mila uomini al comando del generale Vincenzo Dapino: aveva la consistenza di una brigata e accorpava unità delle divisioni Legnano, Mantova e Piceno e del II Corpo d’armata. In tal senso fu “il seme della rinascita delle forze armate italiane”, come si legge nel testo della proposta legislativa.

mauro d'attis-5-17Non solo. “Dal circolo degli ufficiali del Comando marina di Brindisi, dopo un lungo tergiversare e dopo le pressanti richieste da parte alleata, Badoglio lesse la dichiarazione di guerra dell’Italia alla Germania, al fianco del generale statunitense Maxwell Taylor. Nel frattempo 600mila soldati italiani furono rinchiusi nei campi di prigionia tedeschi come internati militari italiani”, è stato ricordato nel corso della conferenza stampa, riprendendo il testo presentato alla Camera. “La Germania non li riconobbe prigionieri di guerra, disconoscendo il Regno del Sud e negando la dichiarazione dello stato di guerra. Per il popolo italiano, dalla caduta del fascista sino alla liberazione, fu “un’odissea che sembra confermare, a detta degli storici, che la politica estera fu il motore della continuità  dello Stato nazionale”. (nella foto accanto D'Attis)

L’invito alla sottoscrizione

“Questa proposta di legge è un’iniziativa portata avanti da persone sensibili e per certi versi anche audaci”, ha rimarcato il coordinatore cittadino di Fi, Ernestina Sicilia (foto in basso). “Noi siamo semplicemente gli autori di una sintesi”. “Brindisi merita il titolo di già capitale d’Italia per la sua storia”, ha aggiunto il coordinatore provinciale Antonio Andrisano. “

ernestina sicilia-3E’ sempre stata città accogliente, una città che in questo periodo è ferita ma che non vuole inabissarsi nella mediocrità”. “La permanenza del Governo a Brindisi rappresenta un evento che non può passare inosservato al nostro Paese”, ha detto il coordinatore regionale di Fi Luigi Vitali. Forza Italia, in ogni caso, non vuole mettere il cappello politico sulla proposta di legge: “Chiediamo la collaborazione di tutti e se altri deputati vogliono aggiungere la propria firma, saremmo lieti di accoglierlo”, ha tenuto a precisare D’Attis. Brindisi aspetta l’approvazione per esser riconosciuta già capitale d’Italia.

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