Marijuana nella tasca dei pantaloni: arresto non convalidato

Scarcerato Salvatore Lanzillotti, 28 anni, di Carovigno. Il giudice: “Nessuna cessione a terzi”

CAROVIGNO  - Aveva 21 grammi di marijuana nella tasca dei pantaloni, Salvatore Lanzillotti, 28 anni, di Carovigno: i carabinieri lo hanno arrestato con l’accusa di spaccio, il giudice non ha convalidato e ha ordinato la scarcerazione immediata.

La scarcerazione

“In questo caso non emergono elementi sintomatici della destinazione della sostanza all’uso di terzi”, ha scritto il giudice Genantonio Chiarelli, dopo aver esaminato gli atti del procedimento a carico  del 28enne, difeso dall’avvocato Vincenzo Lanzillotti del foro di Brindisi. E’ stato fermato dai carabinieri ieri mattina, 19 giugno 2019, attorno alle 8,30.

“In particolare, non risulta provato e nemmeno prospettato alcun atto di cessione, né sono state rinvenute nella disponibilità di  Lanzillotti soldi, bilancini, materiale di confezionamento per le dosi, né un eccessivo quantitativo di sostanza stupefacente”, si legge nel provvedimento firmato dal giudice di fronte al quale l’indagato è comparso ieri mattina per l’udienza di convalida con contestuale processo per direttissima chiesto dal pubblico ministero di turno.

La droga

E ancora: “Le modalità di occultamento e cioè la detenzione dello stupefacente nella tasca dei pantaloni, può anche essere sintomo di un semplice timore ricollegabile al carattere illegittimo, dal punto di vista amministrativo, della detenzione dello stupefacente e non è comunque assolutamente sintomatico ai fini di ritenere che la detenzione fosse destinata allo spaccio”.

“Appare erronea la qualificazione giuridica del fatto, in quanto 21 grammi di marijuana sono, all’evidenza, inidonei a configurare la fattispecie di reato come contestata e quindi non si verte in alcun caso di arresto obbligatorio, come pure ritenuto nell’atto di presentazione”, ha scritto sempre il giudice, condividendo quanto sostenuto dal difensore. Né tanto meno, sussistono gli estremi per l’arresto facoltativo, possibile “soltanto se la misura è giustificata dalla gravità del fatto ovvero dalla pericolosità del soggetto, desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto (dati per nulla evidenziati nell’atto di presentazione)”.

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Secondo il giudice, quindi, “non vi sono, non solo gli estremi per accogliere la richiesta di misura cautelare, ma neppure quelli per procedere alla convalida dell’arresto”. Di conseguenza Salvatore Lanzillotti è stato rimesso in libertà. Gli atti sono stati restituiti al pubblico ministero.

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