Brindisi - Chisinau: gemellaggio "fai da te". Opposizione: "Spiegazioni o dimissioni"

A consultare la norma che regola l'iter da seguire per i gemellaggi tra Comuni si legge che il primissimo passo da compiere è una delibera del Consiglio comunale, conseguente a votazione, con cui venga approvata l'intenzione di creare un ponte virtuale tra due città.

BRINDISI - A consultare la norma che regola l’iter da seguire per i gemellaggi tra Comuni si legge che il primissimo passo da compiere è una delibera del Consiglio comunale, conseguente a votazione, con cui venga approvata l’intenzione di creare un ponte virtuale tra due città.

Il Consiglio comunale di Brindisi non ha mai analizzato la questione “Chisinau”, capitale della Moldavia, di cui si fa cenno in una determina che ratifica un impegno di spesa di 300 euro per una missione del presidente del consiglio comunale Luciano Loiacono (Pd) nel capoluogo moldavo che è anche la terra natìa della sua compagna, viaggio che è stato effettivamente compiuto da Loiacono dal 12 al 17 ottobre scorso per partecipare ai festeggiamenti indetti per il 598esimo anniversario della fondazione.

Non lo ha fatto neppure la giunta, sebbene non le sia attribuita alcuna competenza in materia dall’articolo 6, comma 2 della legge 131 del 2003. Non c’è un solo atto che giustifichi formalmente l’affermazione che si legge nella determina dirigenziale: “vista l’iniziativa intrapresa dall’amministrazione per la sottoscrizione di un gemellaggio tra il Comune di Brindisi e quello di Chisinau”.

Esiste a quanto si apprende una nota giunta a Brindisi dalla presidenza del Consiglio dei Ministri che fornisce parere preliminare positivo alla futura ed eventuale sottoscrizione del gemellaggio. Nota che ha offerto garanzia al dirigente competente, che non si occupa comprensibilmente di questioni di opportunità meramente politiche, né ha da conoscere il luogo di origine di parenti e affini di tutti coloro che ricoprono ruoli istituzionali in quel di palazzo di città, che le procedure fossero state rispettate.

Chi ha avviato la pratica per il gemellaggio con Chisinau? In assenza di una votazione dei componenti delle assise, senza un pronunciamento della giunta, pare sia stato lo stesso Luciano Loiacono a richiedere l’assenso della presidenza del Consiglio dei ministri attraverso un carteggio con il ministero degli Esteri.

E in virtù di un dialogo da lui stesso avviato con Chisinau e con il ministero, ha sottoscritto una nota con cui ha formalizzato la decisione di partecipare all’evento, tenuto conto che egli ha potere di autorizzare se stesso e i consiglieri a partecipare alle missioni. Una situazione insomma interamente gestita da Loiacono. Acquistati online il biglietto aereo e il pernottamento del 12 ottobre, con la carta di credito intestata all’Economo Comunale, è partito per la capitale moldava. Da solo, come BrindisiReport.it aveva già avuto modo di rilevare nell’articolo pubblicato ieri, in cui si specificava che non v’era cognizione dell’eventuale presenza a Chisinau anche della compagna di Loiacono, che lì è nata e che nei giorni della trasferta festeggiava il suo compleanno. Era inoltre specificato che qualora così fosse stato, certamente Galina Marinescu, s’era pagata il biglietto di tasca propria.

Luciano Loiacono (Foto Gianni Di Campi)Fatto sta che è scoppiata la bufera sul caso Chisinau. Stamani Loiacono ha convocato la commissione gemellaggi per il 29 ottobre prossimo per fare il punto sulla situazione sui protocolli in vigore. 

Il capogruppo Pdl, Mauro D’Attis, in una nota ha scritto “senza voler fare polemiche a prescindere” allo stesso Loiacono perché “riferisca alla conferenza dei capigruppo”.

“Sulle attività che riguardano i gemellaggi di Brindisi con altre città è ormai indispensabile fare il punto e capire quanti sono attivi e a cosa servono. Non si tratta di una questione solo economica – ha spiegato D’Attis -  riferendomi alle spese di viaggio e ad altro, ma anche e soprattutto di conoscenza della strategia che giustifica tali gemellaggi. Ogni relazione deve lasciare traccia positiva sulla attività amministrativa e politica e deve coinvolgere i portatori di interesse locali (categorie produttive, gruppi sociali e culturali, ecc.)". 

"Senza alcun pregiudizio o strumentalità politica, ho chiesto al Presidente Loiacono - conclude D'Attis - di riferire alla conferenza dei capigruppo sul gemellaggio con Chisinau e di fare il punto su tutti i gemellaggi attivi e per cosa servono a Brindisi".

E’ intervenuto anche Riccardo Rossi, di Brindisi Bene Comune, sulla sua pagina Facebook: “E’ una vicenda su cui occorre fare chiarezza, chiederemo lunedì di convocare una conferenza dei capigruppo per riferire sui fatti e sul perché di questo gemellaggio a nostro avviso incomprensibile. Se i fatti riportati nell’articolo (il riferimento è a BrindisiReport.it, ndr) dovessero essere confermati chiederemo le dimissioni del presidente Loiacono”.

Al momento, è accertato, non c’è nessun gemellaggio in essere o in procinto di essere attivato, non essendovi un atto amministrativo di quelli previsti dalla norma, al di là di quel che si legge nella determina, che segni l’avvio delle procedure.

Si legge che “Gli enti sub-regionali sono tenuti a limitare l’oggetto dei gemellaggi alle attività di mero rilievo internazionale” nonché a “precisare qualora il gemellaggio comporti spese, che esse non implicheranno nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

Il titolare della procedura è il Dar (dipartimento Affari regionali e Autonomie locali). L’ente, il Comune o la Provincia, deve inviare copia della delibera del consiglio comunale o provinciale relativa al gemellaggio, il testo del gemellaggio e gli obiettivi del gemellaggio. Opzionale è l’invio anche del programma del gemellaggio. I destinatari oltre al Dar, sono il ministero degli Esteri e la Regione di appartenenza del Comune o della Provincia.

“La delibera per il gemellaggio – si legge ancora – deve contenere l’impegno a gemellarsi con un analogo ente estero, menzionato esplicitamente, a costituire un comitato di gemellaggio, a coprire finanziariamente le spese”.

Stando all’iter tracciato dalla legge in questione, insomma, Brindisi è ancora ben lontana dal gemellarsi con Chisinau, essendo indispensabile una votazione dell’assemblea consiliare per partire con l’avventura.

Il viaggio esplorativo, in occasione dei festeggiamenti per l’anniversario della fondazione di Chisinau, è stato già “consumato”, per rispondere all’invito del sindaco della città moldava. Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, ha dichiarato di riporre massima fiducia in Loiacono e ha spiegato a BrindisiReport.it di aver raccolto sempre ottimi frutti dal lavoro del presidente del consiglio comunale nell’ambito di iniziative di cooperazione internazionale.

Porto di Brindisi, il lungomareLoiacono relazionerà durante la prossima conferenza dei capigruppo, su richiesta delle opposizioni, sulle motivazioni ispiratrici del gemellaggio con la città di Chirisau, al di là di tutte le questioni di opportunità di cui s’è fatta menzione nei corridoi di palazzo di città durante la giornata di oggi. Ci sono certamente delle ottime ragioni perché Brindisi, città portuale, provincia romana dalla storia conservata nei suoi monumenti e nei resti antichi d’epoche altrettanto illustri, Brindisi città industriale con un polo energetico, un polo aerospaziale che è fiore all’occhiello, decida di gemellarsi con una città fluviale, dalla spiccata vocazione industriale nella produzione di gomma ed elettrodomestici.

Nel frattempo si rileva, per aver consultato Wikipedia, che i tre gemellaggi più importanti dela città di Brindisi tutt’ora in essere, sono quelli con la città di Lushnje in Albania (terra vicina e legata indissolubilmente alla Puglia e in particolare a Brindisi e Bari per l’accoglienza che fu data ai profughi negli anni Novanta), con Patrasso (città greca con cui Brindisi ha collegamenti navali e comuni interessi economici per il traffico marittimo) e Corfù, da lustri legata a Brindisi da un evento internazionale, la storica regata, e da uno scambio turistico mai interrotto, nonostante le più recenti difficoltà di collegamento.

Anche per Chisinau ci sarà una spiegazione che senza dubbio BrindisiReport.it non ha colto e che nulla ha a che vedere con questioni prettamente personali e familiari. Siamo in attesa di conoscerla. 

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