Cronaca

Causa Comune - ragazzi Down: ecco la posizione dell'ente municipale

Riceviamo e pubblichiamo una nota del vicesindaco Pino Marchionna, riguardo la vicenda del contenzioso tra Comune e associazione nazionale persone Down che per recuperare quanto fatturato per la gestione di un centro diurno in piazza Di Summa a Brindsi, ha deciso di chiedere al giudice un decreto ingiuntivo da 74mila euro

Riceviamo e pubblichiamo una nota del vicesindaco Pino Marchionna, riguardo la vicenda del contenzioso tra Comune e associazione nazionale persone Down che per recuperare quanto fatturato per la gestione di un centro diurno in piazza Di Summa a Brindsi, ha deciso di chiedere al giudice un decreto ingiuntivo da 74mila euro che è stato già disposto e al quale il Comune ha deciso di opporsi. Il vicesindaco aveva parlato a BrindisiReport di una “sospensione” della delibera, procedura contestata dal centrodestra e che apprendiamo ora non essere stata eseguita, ma conferma ora l’intenzione, per forza di cose, di andare avanti per le vie giudiziarie per evitare che il decreto ingiuntivo divenga esecutivo.

"Con riferimento alla spiacevole vicenda che vede contrapposta l’Associazione Italiana Persone Down all’Amministrazione Comunale di Brindisi, si porta a conoscenza dell’intera opinione pubblica che nella giornata di lunedì sono state compiute tutte le verifiche necessarie a chiarire i contorni di tale sgradevole episodio. Il Comune di Brindisi – nella sua qualità di capofila dell’Ambito Territoriale BR/1 – ha sottoscritto il 7/11/2011 una convenzione con il Centro socio-educativo “Dante Cappello”, gestito dall’Associazione Italiana Persone Down. La convenzione prevede che le rette di frequenza siano per il 50% a carico della ASL e per il restante 50% come quota sociale a carico dell’utente e/o del Comune (Ambito), in funzione del reddito.

L’art. 10 di tale Convenzione prevede che la struttura incaricata provveda mensilmente 'ad emettere specifiche e distinte fatture, limitatamente alla quota sociale, all’utente e/o al Comune qualora questo sia tenuto alla compartecipazione'. A fronte di tali disposizioni convenzionali, l’Associazione ha sempre provveduto a fatturare le quote a carico dell’Ambito (Comune), riscuotendo direttamente dagli utenti e/o dai loro familiari, le quote di compartecipazione a carico degli stessi.

Con decisione unilaterale del febbraio 2014, l’Associazione Italiana Persone Down ha provveduto a fatturare l’intero importo della quota sociale all’Ambito Territoriale (Comune di Brindisi), non sottraendo più (come fatto sino ad allora) la quota di compartecipazione economica a carico degli utenti.

Gli uffici preposti hanno tentato di ristabilire la corretta gestione della Convenzione attraverso numerosi e reiterati colloqui verbali con l’Associazione, invitando la stessa a produrre le note di credito relative alle somme fatturate in eccesso e, quindi, non dovute dall’Ente. A fronte della persistenza dell’invio di fatture non corrispondenti agli importi dovuti dal Comune/Ambito, sono state altresì inviate due note (protocollo n. 1817 del 5/6/2014 e protocollo 2422 del 16/7/2014) attraverso le quali si è ribadito la volontà dell’Ente a liquidare le spettanze del Centro, previa trasmissione delle note di credito per le somme fatturate in eccesso.

Sulla base dei fatti sin qui esposti, l’Amministrazione Comunale di Brindisi è costretta – suo malgrado e con grande dispiacenza – ad opporre resistenza al decreto ingiuntivo notificatole, non potendo ovviamente liquidare somme non dovute, ma dichiarando sin d’ora la disponibilità alla liquidazione immediata delle somme dovute a presentazione delle note di credito più volte richieste.

Di questa vicenda - già spiacevole e sgradevole di suo, coinvolgendo persone affette da gravi disabilità - rimane un senso di amarezza e disagio per la maldestra ed ignobile speculazione pseudo-politica che si è tentata, che dimostra una volta di più la totale mancanza di argomenti e proposte significative da parte di alcuni ambiti politico-istituzionali della nostra Città".

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