Cronaca

In Tribunale perfino contro i ragazzi Down. Il Comune non vuole pagare 74mila euro: decreto ingiuntivo

Contributi qua, contributi là, contributi ovunque, ma per i ragazzi affetti da sindrome di Down e per i loro pomeriggi di formazione e di svago, denaro non ce n'è. Il Comune di Brindisi non paga dal dicembre 2013, quindi da circa un anno, le fatture all'unico centro diurno della città

BRINDISI - Contributi qua, contributi là, contributi ovunque, ma per i ragazzi affetti da sindrome di Down e per i loro pomeriggi di formazione e di svago, denaro non ce n’è. Il Comune di Brindisi non paga dal dicembre 2013, quindi da circa un anno, le fatture all’unico centro diurno della città intitolato a “Dante Cappello” e la sede locale dell’associazione italiana persone Down si ritrova costretta a procedere con un decreto ingiuntivo da 74 mila 239 euro, oltre gli interessi e le spese del procedimento. Non solo. Come se non bastasse, nonostante si tratti di un ambito particolarmente delicato e di un servizio che riguarda fasce deboli con pochissime opportunità assistenziali, il Comune si oppone al decreto aggiuntivo e affida ai suoi legali la battaglia di carte bollate dinanzi alla prima sezione civile del Tribunale di Brindisi.

La decisione è stata assunta con delibera di giunta, regolarmente pubblicata sull’albo pretorio. Per fugare ogni forma di possibile incredulità riguardo a quel che accade, ovvero all’esistenza di un contenzioso tra il Comune e l’associazione italiana persone Down, è bastato fare qualche approfondimento per accertare che non solo l’esistenza del debito, così come riportato nell’atto amministrativo, risponde al vero (non sono state pagate almeno 9 fatture emesse dal centro diurno di Piazza Di Summa), ma che il centro che si occupa principalmente di riabilitazione e di percorsi didattici per persone Down, rischia la chiusura con tanto di conseguenze occupazionali. Sono dieci i lavoratori dipendenti che prestano servizio in piazza Di Summa.

Il centro, gestito dalla onlus brindisina, è stato aperto nel 2011. A stabilire e ripartire i contributi è una convenzione tra l’associazione italiana persone Down che lo gestisce e il Comune. La Regione provvede in parte attraverso la Asl al pagamento di una retta (sul cui ammontare pure c’è un contenzioso), il Comune ha da intervenire con un sostegno economico, specie per le persone affette da disabilità che non hanno un reddito tale da potersi permettere la frequentazione giornaliera del centro.

Il minimo indispensabile, insomma. Nessuno pretenderebbe mai che la città di Brindisi, al di là della Motonautica con il contributo da 50mila euro, e delle feste alla parrocchia San Giustino de Jacobis del rione Bozzano per cui sono stati stanziati 10mila euro, riesca addirittura a partorire iniziative di inserimento nel mondo del lavoro dei ragazzi Down, come la vicina San Vito dei Normanni al ristorante dell’ex Fadda. Suscita comunque un pizzico meraviglia che anche i servizi basilari divengano oggetto di contestazione in tribunale E ciò perché l’unica opportunità per un gruppo di 15 persone con la sindrome di Down di trascorrere qualche ora al giorno per favorire il proprio sviluppo psicofisico, linfa vitale per loro e le rispettive famiglie, venga messa in discussione calcolatrice alla mano.

Il Comune è “moroso” dal dicembre 2013, il giudice ha già ingiunto all’Ente di versare all’associazione 74.239 euro, ma l'esecutivo stabilisce di opporsi, nonostante il rischio di condurre la struttura socio educativa a dover cessare ogni attività, con quel che ne deriverebbe in termini occupazionali. Il settore Servizi sociali sostiene che sia stato addebitato al Comune anche il conto cui avrebbe dovuto compartecipare la Asl di Brindisi. Ma i responsabili dell'associazione hanno ingiunto il pagamento di denaro non versato pure all'Azienda sanitaria locale. 

Ecco il sunto, aggiornato all’11 novembre scorso. Hanno votato gli assessori presenti: non c’era il sindaco, Mimmo Consales e gli assessori Cosimo D’Angelo e Alfredo Sterpini. Si va dinanzi al giudice ed è una scelta 'politica': la giunta è favorevole. Poco importa quale sia la controparte e che funzioni svolga in un universo senz'altro complesso, quello della disabilità in tutte le sue forme, già bistrattato per quel che concerne le misure di sussidio pubblico e ora costretto ad adire le vie legali, a torto o a ragione, per ottenere un contributo che gli viene negato e che - a quanto si apprende - gli spetterebbe per contratto. 

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