Timbro falso del notaio per incassare 15mila euro: condannato avvocato di Brindisi

Due anni e quattro mesi a Giuseppe Scuteri, accusato anche di sostituzione di persona: resta ai domiciliari. Un anno alla madre

BRINDISI – Il Tribunale di Brindisi ha confermato le accuse di truffa, sostituzione di persona e falsità materiale, nei confronti dell’avvocato Giuseppe Scuteri, 49 anni, e ha condannato il professionista a due anni e quattro mesi. Resta ai domiciliari dopo la sentenza a conclusione del processo con rito abbreviato, scaturito dall’inchiesta nata dalla denuncia di un notaio di Brindisi dopo la scoperta di una “falsa procura per incassare 15.372,17 euro”.

La sentenza

RICCARDO MELE-3Con la stessa sentenza è stata condannata alla pena di un anno, la madre del civilista, 73 anni, imputata con l’accusa di truffa sempre in relazione alla “formazione della falsa procura speciale per incasso della somma”. Il notaio non si è costituito parte civile.

La pronuncia è del gup del Tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, in accoglimento delle richieste di condanna al minimo della pena avanzate dal rappresentante della pubblica accusa, dopo aver ottenuto il processo immediato sulla base dell’”evidenza della prova”.

La difesa

Scuteri è stato difeso dall’avvocato Riccardo Mele del foro di Brindisi (nella foto), la donna da Serena Tucci del foro di Taranto (foto in basso). Le motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni.

Per la madre del professionista, il gup ha accolto l’istanza della penalista di revoca dell’obbligo di firma al quale l’imputata era sottoposta dal 24 luglio scorso, giorno in cui i militari della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione ai provvedimenti firmati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Biondi, su richiesta del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro.

In sede di interrogatorio di garanzia, Scuteri escluse la responsabilità della madre e ammise le proprie responsabilità, ammettendo di aver commesso un grave errore

Le indagini

serena tucci avv-2L’inchiesta  è scaturita dalla denuncia sporta da un notaio di Brindisi lo scorso 19 marzo presso la stazione Centro dei carabinieri. Il notaio riferì ai militari dell'esistenza di una "procura a sua firma falsa", spiegando che il precedente 6 marzo, era stato contattato al telefono dal direttore della filiale di una banca per avere notizie su una procura che, all'apparenza, sembrava rilasciata da un uomo in favore della madre dell'avvocato Scuteri, per incassare la somma di 15.372,17 euro.

L'importo derivava da "un credito vantato da una società cooperativa della quale l'uomo era rappresentante legale nei confronti di una srl, in virtù di una sentenza della Corte d'Appello civile di Lecce, a seguito della trattazione di una causa" iscritta a ruolo nel 2014. In quel procedimento, Scuteri era l’avvocato della parte in favore della quale sia era espresso il collegio giudicante.

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