Coltivazione di marijuana: ai domiciliari l'arrestato

Tutto legale, per la difesa di Leonzio Bonifacio, 34 anni, residente in città, accusato di spaccio: era finito in carcere il primo agosto dopo la scoperta di 400 piante con sistema d’irrigazione

Le piante di marijuana scoperte dagli agenti della Mobile di Brindisi

BRINDISI – “E’ vero, coltivo marijuana in quel fondo che ho preso in affitto, ma lo faccio in maniera lecita”: Leonzio Bonifacio, 34 anni, di Brindisi, ha respinto dinanzi al gip l’accusa di spaccio di sostanze stupefacente mossa dal pm, dopo che gli agenti della Mobile hanno scoperto 400 piante di marijuana in un terreno agricolo, in località Brancasi. E ha ottenuto i domiciliari.

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La convalida e i domiciliari

L’indagato ha lasciato il carcere di Brindisi in cui era ristretto dallo scorso primo agosto, per essere trasferito nella sua abitazione dove resterà ristretto in attesa che venga definita processualmente la sua posizione. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Giuseppe Biondi, ha accolto la richiesta del difensore di Bonifacio, l’avvocato Giuseppe Guastella, all’esito dell’interrogatorio in sede di udienza per la convalida dell’arresto che si è svolta questa mattina (5 agosto 2019).

Il gip, infatti, ha convalidato l’arresto essendo stati accertati tutti i presupposti, così come evidenziati dal pubblico ministero sulla base della notizia di reato trasmessa dal capo della Squadra Mobile di Brindisi, Rita Sverdigliozzi. Allo stesso tempo, ha preso atto dello status di incensurato di Leonzio Bonifacio, coltivatore diretto da anni.

La difesa

Bonifacio avrebbe spiegato al gip di aver intrapreso la coltivazione di marijuana da qualche tempo: “Tutto nel rispetto della legge”. E, sempre alla presenza del penalista, avrebbe anche fatto riferimento a disposizioni che risalgono al 2016.

Il difensore, nei prossimi giorni, depositerà una serie di documenti ritenuti utili a dimostrare che si tratta di coltivazione lecita. In particolare, sono necessarie le fatture di acquisto dei semi delle piante e i cartellini delle stesse.

La piantagione

In totale, gli agenti della Mobile hanno sequestrato 400 piante alte anche più di un metro, coltivate a scacchi: per l’accusa, in tal modo, non avrebbero dato nell’occhio e sarebbero state al riparo da scoperte non desiderate. In quel fondo, invece, sono arrivati comunque i poliziotti.

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Il fazzoletto di terra, provvisto di impianto di irrigazione, è di proprietà di un imprenditore agricolo di Brindisi, il quale ha ceduto il fondo in comodato d’uso all’indagato, dietro un canone da corrispondere mensilmente. L’imprenditore è risultato assolutamente estraneo ai fatti.

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