“Corruzione per atti d’ufficio”: 33 indagati al Comune di Brindisi

L’ipotesi di reato negli avvisi di proroga a firma del procuratore aggiunto Antonio Negro. Inchiesta partita sei mesi fa da un troncone di quella sullo Shuttle: verifiche su appalti e affidamenti dei settori Urbanistica, Lavori Pubblici e Ambiente

BRINDISI – “Corruzione per atti d’ufficio” alla base della proroga di sei mesi per le indagini su una serie di appalti e affidamenti diretti del Comune di Brindisi, nei settori Urbanistica, Lavori Pubblici e Ambiente, negli anni delle precedenti Amministrazioni.

L’ipotesi di reato

L’ipotesi di reato è stata indicata negli avvisi di proroga che nei giorni scorsi sono stati notificati a 33 persone, a firma del procuratore aggiunto Antonio Negro, dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Brindisi. In elenco ci sono alcuni ex consiglieri comunali e attuali componenti delle Assise, dirigenti, funzionari e tecnici di Palazzo di città, ex assessori, alcuni professionisti esterni.

A quanto si apprende, si tratta di un’inchiesta partita dopo quella avviata nel 2016 sul progetto dello shuttle, nel quale furono indagate quattro persone, tra cui l’ex assessore all’Urbanistica che per questo motivo rinunciò alla candidatura alle amministrative. Gli accertamenti delegati ai finanzieri, all’epoca sotto il coordinamento del pm Iolanda Daniela Chimenti, portarono a scoprire documentazione sullo shuttle negli uffici di una società con sede a Perugia.

L’inchiesta

L’attività di indagine avrebbe portato all’acquisizione di ulteriore documentazione nel corso degli anni. In quel troncone, rientrano le verifiche su Cala Materdomini e su alcuni affidamenti diretti da parte del settore Urbanistica. Con la nuova inchiesta, avviata sei mesi fa, sarebbero stati presi in esame nuovi appalti e incarichi nei settori Lavori Pubblici e Ambiente.

I sei mesi di indagine sono scaduti il 2 luglio scorso, ma l’attività non è arrivata al capolinea. Essendoci, quindi, la necessità di andare avanti, sono state avvisate le persone nei cui confronti sono in atti gli accertamenti in relazione agli incarichi ricoperti negli uffici comunali oggetto dell’inchiesta e alle firme apposte sui documenti.

Fra sei mesi, quindi agli inizi di gennaio 2020, sarà possibile capire quale direzione prenderà l’inchiesta: archiviazione, ulteriore proroga oppure conclusione.

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