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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

L'ex capo dell'Utc Asl ora chiede di spostare il processo: "Ambiente non sereno"

L'ex capo dell'Ufficio tecnico Asl, Vincenzo Corso, ritiene che l'ambiente in cui viene giudicato non sia sereno perché a rischio condizionamento anche dall'eccessivo clamore dato dalla stampa alle sue vicende giudiziarie.

BRINDISI - L’ex capo dell’Ufficio tecnico Asl, Vincenzo Corso, ritiene che l’ambiente in cui viene giudicato non sia sereno perché a rischio condizionamento anche dall’eccessivo clamore dato dalla stampa alle sue vicende giudiziarie. E’ per questo che la difesa di colui il quale è ritenuto il deus ex machina degli appalti pilotati nell’azienda sanitaria di Brindisi, sostenuta dagli avvocati Rosario Almiento e Francesca Conte ha presentato oggi istanza di rimessione del processo che si sta svolgendo dinanzi al Tribunale di Brindisi (Cucchiara, Scuzzarella, Almiento) e che per quel che lo riguarda è stato riunito al giudizio a carico di altre 11 persone per cui i pm della procura di Brindisi, il procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi e il sostituto Giuseppe De Nozza, avevano chiesto il giudizio immediato custodiale.

Il Procuratore aggiunto, Nicolangelo GhizzardiGli imputati sono: Vincenzo Corso, Cosimo Bagnato, Roberto Braga, Antonio Camassa, Antonio Ferrari, Mauro De Feudis (di Manutencoop), Vittorio Marra, Francesco Perrino, Cesarino Perrone, Emilio Piliego, Adolfo Rizzo e Giuseppe Rossetti. Potrebbe non esserci un giudice imparziale a Brindisi dunque, secondo l’imputato che è l’unico ad essere ancora sottoposto a una misura cautelare: è agli arresti domiciliari ed è libero di recarsi in aula, alla Metrangolo del palazzo di giustizia, per seguire il processo che ha avuto di fatto inizio oggi con la lettura di un’ordinanza da parte del giudice Domenico Cucchiara che di fatto rigetta tutte le eccezioni preliminari sollevate dalle difese (sostenute dagli avvocati Ladislao Massari, Massimo Manfreda, Amilcare Tana, Giuseppe Fornari, Federico Massa, Raffaele Missere, Vito Epifani) nell’udienza precedente. Sostenvano gli avvocati, che avevano anche sollevato una questione di legittimità costituzionale, che il giudizio immediato custodiale chiesto dai pm  e disposto dal gip Valerio Fracassi avesse dei profili di incostituzionalità. 

Sulla questione sollevata da Corso deciderà la Cassazione. Nel frattempo può proseguire il processo che non potrà andare a sentenza fin quando gli Ermellini non avranno espresso il proprio parere sulla serenità di giudizio di cui gode Corso a Brindisi, ma che è stato rinviato al 13 ottobre prossimo.

Vincenzo CorsoI dubbi di Corso sull'imparzialità del Tribunale di Brindisi traggono origine da un procedimento dinanzi al giudice del lavoro avviato dal figlio Alberto che contestava il trasferimento disposto dalla dirigenza dell’azienda per cui presta servizio, appaltatrice della Asl, che per ragioni di opportunità relativi proprio alle risultanze dell’inchiesta della procura di Brindisi aveva deciso di spostarlo a Milano.

Il giudice del lavoro di Brindisi, a quanto viene riferito, avrebbe deciso di respingere il ricorso presentato da Corso junior, facendo riferimento anche a quanto riportato dalla stampa riguardo agli arresti del novembre 2013 e ai dettagli dell’inchiesta. I giudici brindisini non hanno potuto far altro che prenderne atto, sebbene la questione al momento non abbia alcuna influenza per il dibattimento appena dichiarato aperto e, qualora dovesse averla, sarebbe solo per l’ex capo dell’Utc che per anni avrebbe pilotato le gare d’appalto aprendo le buste e sostituendone il contenuto. Favorendo così, in cambio di utilità, imprenditori amici e escludendo dal giro quelli che non lo erano. 

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