Cronaca

Servizi telefonici a pagamento non richiesti, stop dell'Antitrust e multe

Arriva una buona notizia per le centinaia di persone che vengono giornalmente "truffate" dalle compagnie telefoniche attraverso l'attivazione di servizi a pagamento non richiesti: l'Antitrust ha multato quattro gestori telefonici dopo aver accertato che "hanno posto in essere una pratica commerciale scorretta ai danni dei consumatori"

BRINDISI – Arriva una buona notizia per le centinaia di persone che vengono giornalmente “truffate” dalle compagnie telefoniche attraverso l’attivazione di servizi a pagamento non richiesti: l’Antitrust ha multato quattro gestori telefonici dopo aver accertato che “hanno posto in essere una pratica commerciale scorretta ai danni dei consumatori”. È stato stabilito, infatti, che “gli operatori traggono uno specifico vantaggio economico dalla commercializzazione dei servizi premium, in quanto condividono con i fornitori i ricavi dei servizi erogati, trattenendone una elevata percentuale. E inoltre si sono dimostrati consapevoli circa la sussistenza di attivazioni e addebiti relativi a servizi non richiesti da parte dei propri clienti mobili”.

A rendere nota la vicenda l’associazione Confconsumatori di Brindisi dove si sono rivolti numerosi utenti che si sono ritrovati con bollette “gonfiate” senza aver mai attivato servizi in abbonamento o aver visitato pagine a pagamento. Sulla fattura questo aspetto viene riportato come “Traffico extrasoglia” e spesso quando ci si rivolge ai vari operatori del “servizio clienti” la colpa viene attribuita al possessore del telefono: “avete sicuramente visitato pagine a pagamento, siete stati voi ad attivare i servizi in abbonamento”, ci si sente spesso rispondere dall’operatore di turno. E non si può dimostrare il contrario. Ora finalmente è stata fatta chiarezza.

 “È ormai da mesi che molti consumatori si rivolgono giornalmente al coordinamento istituito tra la Confconsumatori – Federazione provinciale di Brindisi e l’Associazione nazionale dalla parte del consumatore denunziando l’attivazione di servizi non richiesti da parte di alcuni gestori telefonici” si legge in una nota, “le fattispecie esaminate dal Coordinamento sono diverse e vanno da chi si ritrova abbonato ad un servizio a pagamento attivato mentre navigava o giocava con lo smartphone a chi dichiara di avere scoperto troppo tardi di avere superato le soglie previste dal proprio piano tariffario navigando su contenuti a pagamento non segnalati. Ci sono poi i casi di coloro che ricevono sms con contenuti a pagamento pur non avendone mai fatto richiesta”.

Per mettere fine a tali comportamenti lesivi dei diritti dei consumatori è intervenuta l’Antitrust comminando una multa esemplare ad alcuni tra i principali gestori telefonici. “Come associazione siamo molto soddisfatti del provvedimento dell’Antitrust – afferma l’avvocato Emilio Graziuso, componente del Consiglio Direttivo Nazionale della Confconsumatori – è da tempo, infatti, che abbiamo sollevato il problema dei servizi a pagamento non richiesti e molti casi di singoli utenti sono stati risolti attraverso la procedura di conciliazione. A seguito del provvedimento dell’Antitrust speriamo che i gestori multati modifichino il loro approccio nei confronti dei consumatori e, di conseguenza, provvedano al rimborso delle somme percepite attraverso le pratiche commerciali oggetto di censura da parte dell’Autorità Garante, evitando, così, all’utente di promuovere procedure stragiudiziali e giudiziali per ottenere la restituzione del maltolto”.

Per contestare un addebito non autorizzato e ottenere un eventuale rimborso, spiega Graziuso, “ci si può rivolgere alla Confconsumatori per avviare una conciliazione, perché ogni caso va analizzato singolarmente ma in ogni caso si può inoltrare un “reclamo” attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno contestando l’addebito e chiedendo l’eventuale rimborso spiegando, proprio alla luce degli accertamenti fatti dall’autorità garante, che i soldi sono stati sottratti a propria insaputa”.

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