Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

La differenziata 'precipita'. Dai dati ufficiosi sotto il 12 per cento. Doppio salasso per i brindisini

Il dato è ufficioso, di confermato c'è solo il crollo. Sembrerebbe infatti che dal 17 novembre in poi, dopo il cambio di gestione del servizio di igiene urbana, la percentuale di raccolta differenziata a Brindisi sia scesa all'incirca al 12 per cento a dispetto del 37 (circa) dell'era Monteco

BRINDISI - Il dato è ufficioso, di confermato c’è solo il crollo. Sembrerebbe infatti che dal 17 novembre in poi, dopo il cambio di gestione del servizio di igiene urbana, la percentuale di raccolta differenziata a Brindisi sia scesa all’incirca al 12 per cento a dispetto del 37 (circa) totalizzato nei primi giorni del mese, nell’era “Monteco”. Il picco in basso sarà mitigato, ma solo per quel che riguarda il mese trascorso, da un dato complessivo che naturalmente è il frutto di una media e che dovrebbe attestarsi attorno al 25 per cento. 

Potrebbe trattarsi degli effetti fisiologici di un passaggio di consegne comunque “traumatico” in favore della Ecologica Pugliese, ditta di Capurso che si sta ancora ambientando a Brindisi. Certo è che da capitolato l’azienda barese avrebbe dovuto raggiungere il 58 per cento sin da subito. E che ad andare a ritroso, a marzo del 2010, quando vi fu il cambio di gestione del servizio da Innovambiente a Monteco, la percentuale calò sì in maniera evidente, ma passando dal 12 per cento al 9 all’incirca. A Monteco era richiesto di raggiungere il 27 per cento in un anno ed effettivamente nel marzo 2011 l’obiettivo fu centrato (è sufficiente recarsi sul sito della Regione Puglia per avere contezza di ogni dettaglio).

Tre punti percentuali in un’epoca in cui i parametri erano senz’altro diversi e non era stato ancora dato avvio al cronoprogramma per l’attivazione progressiva degli impianti di conferimento. Qui, nell'anno domini 2014, si parla di una ‘caduta’ verificatasi nell’arco di pochissimo tempo per cui viene da chiedersi se vi sia stata una improvvisa mutazione delle abitudini da parte dei brindisini che pure hanno avuto tempo per far sì che la differenziazione dei rifiuti diventasse un automatismo in ogni suo passaggio domestico, o se invece vadano rilevate anomalie nella raccolta. 

Le conseguenze della flessione della percentuale di differenziata, che sarà certamente momentanea (per quanto lo ricordiamo ancora una volta il capitolato preveda per Ecologica Pugliese il raggiungimento del 58 per cento subito) ma induce a porsi almeno un paio di questioni, una prettamente economica e l’altra di tipo ambientale.

­­Pesa sulle tasche dei brindisini in maniera doppia la diminuzione della differenziata perché aumenta la quota parte di rifiuti solidi urbani da conferire all’impianto Cdr di Nubile, sulla via per Pandi, per la biostabilizzazione. Se il 38 per cento va al riciclo, nell’impianto ci finisce il 62 per cento della spazzatura che i brindisini hanno pazientemente frazionato. Se al riciclo ci va solo il 12 per cento, significa che si conferisce l’88 per cento. Conferire all’impianto affidato nel 2012 a Nubile che ha adeguato le tariffe per i Comuni dell’ambito secondo cronoprogramma (nonostante si rilevi alla ditta di Screti, da più parti, di non produrre il combustibile da rifiuto previsto dal capitolato) e che incassa 104 euro per ogni tonnellata di ‘monnezza da avviare a biostabilizzazione. Da Nubile ci va il 20 per cento di rifiuto in più, e il Comune paga la tariffa intera appunto proprio sul 20 per cento di rifiuto in più conferito.

Il meccanismo diviene ancor svantaggioso per le tasche dei brindisini se si tiene presente che al momento nell’impianto della via per Pandi vengono prodotti quantitativi bassissimi di combustibile derivato da rifiuto, ovvero materiale anch’esso “riutilizzabile” ad esempio in co-combustione a parziale sostituzione dei combustibili fossili o in impianti come i forni da cemento. Ciò significa che in buona parte la frazione indifferenziata finisce nella discarica di Autigno. Ed è su quel quantitativo che si calcola l’Ecotassa che quindi è destinata a salire quanto più bassa è la percentuale di raccolta differenziata e di produzione di Cdr.

V’è poi da aggiungere al conto che la discarica in questione è ormai ‘full’ tant’è che si sta spendendo qualche euro per la soprelevazione dei lotti 1 e 2 oltre che per la messa in sicurezza della struttura a tutela della falda. Questo è il quadro, aggiornato al 30 novembre 2014. A gennaio si saprà, lamentele a parte, se la situazione sia migliorabile. E si appurerà se quel 58 per cento previsto dal capitolato sia o meno una meta raggiungibile con i mezzi e gli uomini a disposizione. 

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