Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Dipendenti della Asl "sotto stress". Si organizzano corsi di relax e training autogeno

I dipendenti della Asl di Brindisi sono "sotto-stress" ed è per questo che l'azienda ha deciso di adottare misure di supporto psicologico, tra cui l'organizzazione di gruppi per l'apprendimento di tecniche di rilassamento come il training autogeno e gruppi per l'apprendimento dell'intelligenza emotiva "per migliorare la capacità di relazione empatica con il paziente".

BRINDISI - I dipendenti della Asl di Brindisi sono “sotto-stress” ed è per questo che l’azienda ha deciso di adottare misure di supporto psicologico, tra cui l’organizzazione di gruppi per l’apprendimento di tecniche di rilassamento come il training autogeno e gruppi per l’apprendimento dell’intelligenza emotiva “per migliorare la capacità di relazione empatica con il paziente”.

La delibera porta la firma del direttore generale che ha da poco chiuso il suo mandato, Paola Ciannamea, ed è datata 17 dicembre 2014, con cui si approva il piano di interventi migliorativi per la gestione e la prevenzione dello stresso lavoro correlato nella Asl di Brindisi.

In principio ci fu un decreto legislativo, il numero 81 del 2008 che attribuisce al datore di lavoro anche l’obbligo di valutare quali siano i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, inclusa la considerazione delle conseguenze che possono patire gruppi di lavoratori esposti a “rischi particolari”. Effettivamente nell’ambito delle strutture sanitarie ve ne sono, basti pensare a chi opera nella Rianimazione o nel Pronto soccorso, giusto per citarne un paio: sono camici che quotidianamente hanno da affrontare numerose criticità, a contatto con situazioni estreme, molto spesso costretti a lottare contro lo scorrere del tempo per salvare una vita.

Nel 2011, per valutare quale fosse lo stato di “stress” all’interno delle strutture della Asl di Brindisi si è individuato un gruppo di lavoro composto da esperti: è costituito dal responsabile del servizio di Prevenzione e protezione aziendale, Gabriele D’Ettorre, dal responsabile del servizio di Sorveglianza sanitaria, Giuseppe Cazzato, dal responsabil dell’unità operativa del Rischio clinico, Valter De Nitto, e dal dirigente psicologo del Niat, Maria Rita Greco. Il rischio nell’intera azienda è stato valutato: “Sono emerse criticità comuni a tutte le aree aziendali che comportano un livello complessivo di rischio di tipo medio”.

Ecco quindi la proposta di azioni correttive rivolte tanto all’organizzazione con la previsione di un’attività formativa a gruppi ristretti di responsabili di servizi, in collaborazione con i componenti del gruppo di valutazione dello stress lavoro, che miri “al superamento dei fattori di rischio emersi nelle diverse realtà lavorative, attraverso l’ottimizzazione del rapporto capo-collaboratore”. E poi anche all’individuo: “proponendo azioni centrate sul singolo e rivolte a tutto il personale che intenda accedere all’iniziativa, quali l’organizzazione di gruppi per l’apprendimento di tecniche di rilassamento come il training autogeno e gruppi per l’apprendimento dell’intelligenza emotiva per migliorare le capacità di relazione empatica con il paziente”.

Nessuna imposizione: la partecipazione è oggetto di libera scelta dei dipendenti interessati, ma sarebbe davvero paradossale che un’azienda con “rischio di stress medio” e una struttura interna specializzata per il supporto psicologico ai pazienti non fosse in grado tutte le iniziative necessarie per risolvere gli eventuali problemi dei dipendenti.

E’ l’altra faccia della Asl, così come rappresentata. Su un fronte ci sono i dipendenti imputati di assenteismo, coloro che secondo l’accusa se ne sarebbero andati a spasso interpretando il concetto di orario di servizio in maniera del tutto personale. Coloro i quali, con il loro comportamento, avrebbero contribuito a far lievitare i tempi d’attesa per qualsiasi prestazione. Le critiche dei pazienti, le lunghe file al pronto soccorso e tutto quello che non va. Dall’altro ci sono i medici, gli infermieri, il personale tutto, costretto a gestire situazioni particolarmente gravi, dall’esito imprevedibile, in grado di lasciare tracce indelebili nella propria sensibilità e di compromettere la serenità dell’affrontare il proprio mestiere. Personale "sotto stress". 

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