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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

La discarica Formica torna in esercizio. Il Tar: fideiussioni a fine ciclo

Torna in esercizio la discarica Formica dopo lo stop imposto dalla Provincia l'11 dicembre scorso. Lo ha stabilito con decreto il Tar di Lecce, accogliendo il ricorso dei legali Luigi e Pietro Quinto che si opponevano al diniego dell'ente motivato dall'assenza di fideiussioni

BRINDISI - Torna in esercizio la discarica Formica dopo lo stop imposto dalla Provincia l’11 dicembre scorso. Lo ha stabilito con decreto il Tar di Lecce, accogliendo il ricorso dei legali Luigi e Pietro Quinto che si opponevano al diniego dell’ente motivato dall’assenza di fideiussioni che garantissero la post-gestione della discarica. Il Tar si era già espresso nel merito, un anno e mezzo fa, ritenendo che non fossero corrette le modalità con cui le fideiussioni erano state presentate. Oltre a intervenire sospendendo in un altro giudizio la nuova procedura Aia, per l’assenza della valutazione di impatto sulla salute, ma non per questo impedendo il funzionamento della discarica.

Nel frattempo la normativa è mutata, perché non fanno più fede parametri regionali che la Consulta ha bocciato ma quelli centrali che sono di diverso tipo. E allora al nuovo no della Provincia il Tar risponde accogliendo il ricorso d’urgenza presentato dalla società Formica Ambiente e sospendendo quindi i provvedimenti adottati dal dirigente dell’Ufficio Ambiente, applicando la norma che invece pretende fidejussioni a garanzia della messa insicurezza, solo a fine ciclo e non nel corso dell'attività.

La Provincia di Brindisi aveva respinto le garanzie finanziarie presentate da Formica Ambiente sostenendo che non fossero conformi alla normativa vigente (erano fidejussioni coperte da una finanziaria, e non da una banca o da una compagnia assicuratrice) e ritenendo che vi fosse l’obbligo per il gestore di presentare sin da subito anche le garanzie per la post-gestione dell’impianto. Nel nuovo ricorso al Tar gli avvocati Luigi e Pietro Quinto hanno evidenziato come per effetto della dichiarazione di incostituzionalità del regolamento regionale, non vi sia più l’obbligo di presentare le garanzie per la post-gestione durante l’esercizio dell’impianto.

I legali di Formica Ambiente hanno evidenziato come la tesi sia confermata dalla bozza di regolamento trasmesso dal ministero dell’Ambiente che prevede appunto la presentazione delle garanzie per la post-gestione solo dopo la chiusura dell’impianto. I giudici amministrativi hanno stabilito che “appare ingiustificata la mancata accettazione della garanzia relativa alla fase di gestione operativa ed alla fase della chiusura in quanto la garanzia offerta è relativa ad una somma quasi doppia rispetto a quella necessaria per la sistemazione finale ed il ripristino” e che “appare altresì ingiustificata la pretesa relativa alla prestazione, nel corso della fase di gestione, della garanzia relativa alla fase successiva alla chiusura, ove si tenga conto e della formulazione della bozza di decreto ministeriale e della circostanza che l’ampiezza del periodo operativo previsto consente di ottenere in tempo utile la garanzia in questione”.

La discarica potrà quindi riprendere immediatamente l’attività, autorizzata dal Tribunale di Brindisi dinanzi al quale si sta svolgendo il processo, giunto alle sue battute conclusive, che nasce da un’inchiesta che portò al sequestro della discarica. Il pm, Giuseppe De Nozza, nella sua requisitoria ne ha chiesto la confisca. La sentenza di primo grado è prevista per fine dicembre.

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