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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Emergenza sangue, sacche dimezzate per talassemici. L'appello: "Donate"

Ha 33 anni, è sposata, ha un bambino, una donna come tutte le altre, ma da quando aveva solo 3 anni è costretta, a causa di una grave forma di anemia, la talassemia major, a sottoporsi a continue trasfusioni. Per poter condurre una vita "normale" dovrebbe ricevere due sacche di sangue ogni 15 giorni

BINDISI – Ha 33 anni, è sposata, ha un bambino, è una donna come tutte le altre, ma da quando aveva solo 3 anni è costretta, a causa di una grave forma di anemia, la talassemia major, a sottoporsi a continue trasfusioni. Per poter condurre una vita "normale" dovrebbe ricevere due sacche di sangue ogni 15 giorni ma da prima dell’estate a causa della carenza di sangue all’ospedale Perrino di Brindisi, ne riceve solo una. E la sua vita non è più come quella di tutte le persone sane, non è più “normale”.

Nella sua stessa situazione, nel Brindisino, si ritrovano almeno altre cento persone. Lei si chiama Daniela Marasco e si è rivolta alla redazione di questo giornale per lanciare un appello: “E’ possibile sensibilizzare per la donazione del sangue? Sono una ragazza talassemica. E insieme a tante altre persone sono completamente inerme per contrastare questo problema. Bisogna donare al Perrino di Brindisi. Dal reparto ci hanno consigliato di inventarci qualcosa, ma più che lanciare un appello non possiamo fare”.

E’ questa un’altra grave conseguenza nata dalla carenza di donazioni al Perrino, aumentata da quando è stata interrotta la convenzione con l’Avis. Nonostante l’interessamento continuo di molti donatori che rispondono puntualmente agli appelli lanciati dalla stessa Azienda sanitaria, la situazione continua a essere drammatica. E non è questione di far fronte ad emergenze ma di affrontare la richiesta quotidiana. Permettere una vita normale a chi non può averla.

“Tutte le volte che dobbiamo sottoporci alla trasfusione è un punto interrogativo, arriviamo in ospedale già in emergenza con i valori dell’emoglobina bassi e non sappiamo se possiamo farla, se c’è sangue e se possiamo ricevere due sacche. Da prima dell’estate la interno sala donatori Perrino-2“dose” per ognuno di noi è di una. Ma è troppo poco, non riusciamo a resistere per 15 giorni, siamo costretti a tornare dopo 10 ma sempre nell’incertezza”.

Va ricordato che la talassemia, nota anche come anemia mediterranea, fra le malattie del sangue è la più diffusa. “E’ causata da un'alterazione genetica del midollo osseo: esso non può produrre emoglobina normale (l'emoglobina è una proteina contenuta nei globuli rossi con la funzione vitale di trasporto e scambio di ossigeno/anidride carbonica nell'organismo). L'anomalia dell'emoglobina determina nel sangue della persona talassemica la presenza di globuli rossi deboli e incapaci di assolvere il loro compito. Per sopravvivere questi soggetti necessitano di trasfusioni periodiche di sangue circa ogni 15-20 giorni” (da www.altferrara.it).

Per i pazienti del centro trasfusionale del Perrino è diventata una vera e propria lotta per la sopravvivenza. “Quando arriviamo in reparto veniamo sottoposti a un prelievo e tra noi vengono “scelti” coloro che hanno i valori più bassi, gli altri tornano a casa con l’invito a tornare il giorno successivo e con la speranza di trovare il sangue. Con l’emoglobina a livelli bassi non si può vivere, ci si sente sempre stanchi e affaticati e ogni piccolo movimento è uno sforzo enorme, non si respira. Per stare bene dovremmo ricevere due sacche ogni 15 giorni ma questa ormai è diventata un’utopia. E da quanto ho capito andrà sempre peggio. Per non parlare poi dei disagi. Io vivo a San Pancrazio e spesso, quando non c’è disponibilità di sacche, mi capita di fare 33 chilometri a vuoto, c’è chi perde giornate di lavoro. E comunque non è piacevole farsi bucare il braccio ogni dieci giorni. Il sangue per noi è vita, più di quanto lo è per le persone normali. Non possiamo chiedere sempre il “favore” ai famigliari, se ci fossero più donazioni quest’incubo non lo vivremmo”.

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