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Fermati con la droga padre e figlio, il 33enne si assume tutta la responsabilità

Il giovane davanti al gip del Tribunale di Brindisi insieme al 58enne, che ha negato gli addebiti. Erano stati arrestati dai carabinieri la sera dell'8 marzo

BRINDISI - Il padre ha negato gli addebiti, il figlio si è assunto tutta la responsabilità dei fatti. Dopo l'arresto dell'8 marzo scorso, il 33enne brindisino Roberto Sgura, difeso dall'avvocato Giuseppe Guastella, è comparso davanti al gip Vittorio Testi del Tribunale di Brindisi. Il 58enne Antonio Sgura, padre del ragazzo, difeso dall'avvocato Cinzia Cavallo, ha risposto negando gli addebiti. Il gip ha disposto che i due restino in carcere

Padre e figlio erano stati arrestati in flagranza dai carabinieri del Norm di Brindisi. Roberto Sgura era stato fermato per le vie del centro mentre si trovava alla guida di uno scooter. I militari lo avevano sottoposto a perquisizione, trovando un involucro contenente più di un chilo di cocaina nascosto in uno zaino, oltre alla somma di 1.125 euro, in banconote, ritenuta di dubbia provenienza.

A quel punto si era recato sul posto anche il padre, a sua volta sottoposto a perquisizione personale. L'uomo era stato trovato in possesso di 615 euro di dubbia provenienza. Poi, da lì, i carabinieri si sono recati presso una cantina in uso al 58enne, dove, nascosta da alcuni detriti, era stata rinvenuta una scatola con all’interno ulteriori 58 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi, oltre a diverso materiale utilizzato per il confezionamento. Lo stupefacente e il denaro sono stati sottoposti a sequestro. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati condotti presso la casa circondariale di Bari.

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