Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Carovigno

Scarico depuratore a Torre Guaceto: i grillini denunciano Vendola. Ma senza dati su Canale Reale

Scarico in mare "senza valutazione di incidenza ambientale" e quindi in violazione di legge, secondo i grillini. A prescindere - perché i grillini i dati non li hanno - dai dati sull'inquinamento della falda e del Canale Reale prima dell'entrata in esercizio del depuratore di Carovigno

BRINDISI - Scarico in mare "senza valutazione di incidenza ambientale" e quindi in violazione di legge, secondo i grillini. A prescindere - perché i grillini i dati non li hanno - dai dati sull'inquinamento della falda e del Canale Reale prima dell'entrata in esercizio del depuratore di Carovigno, quando lo scarico della fogna era 'fai da te'. Alcuni attivisti e parlamentari del movimento 5 stelle, tra cui l’europarlamentare Rosa D’Amato e la senatrice Barbara Lezzi,  hanno presentato stamani un esposto in procura per denunciare il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il funzionario Luca Limongelli, e i tecnici dell’acquedotto pugliese in merito all’autorizzazione dello scarico del depuratore di Carovigno nel Canale Reale che sfocia nella zona A, di riserva integrale, nell’oasi marina protetta di Torre Guaceto. Il permesso sarebbe stato dato, secondo quanto affermato dal gruppo di attivisti, pur in assenza della ‘valutazione d’incidenza ambientale’.

Secondo quanto rilevato dai parlamentari, anche sulla base delle interrogazioni effettuate al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, l’autorizzazione sarebbe “in contrasto con quanto disposto dal decreto ministeriale istitutivo dell’area marina protetta che vieta l’alterazione con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell’ambiente e in genere l’immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell’ambiente marino”.

Nell’esposto è incluso anche il riferimento a quanto risposto dal commissario europeo per l’Ambiente, Karmenu Vella all’interrogazione della parlamentare grillina D’Amato: “Vengono elencati – scrivono gli attivisti – i casi in cui devono ritenersi violate le norme comunitarie ai sensi della direttiva Habitat e delle altre leggi di protezione ambientale. Vengono inoltre evidenziate le procedure da adottarsi per le zone protette dalla comunità europea nel caso un progetto abbia una valutazione d’incidenza negativa, che dev’essere superata dall’interesse pubblico. La mancanza della valutazione non è neanche ipotizzata perché considerata imprescindibile”.

Il ministro Gian Luca Galletti con Mariella Milani a Torre Guaceto-2Chiedono i grillini, laddove ne vengano ravvisati gli estremi, di procedere nei confronti delle persone indicate per “gravi omissioni e abuso d’atti d’ufficio e per abuso di potere”.“Sia il dott. Limongelli – scrivono – che il presidente Vendola, che i tecnici dell’acquedotto pugliese, per il ruolo ricoperto, non potevano non sapere che la ‘valutazione di impatto ambientale’ fosse elemento indispensabile per l’autorizzazione allo scarico”. Si chiede infine che costoro “vengano riconosciuti direttamente e personalmente responsabili dei danni economici procurati sia per le eventuali procedure di infrazione, sia per il gravissimo danno d’immagine che la riserva di Torre Guaceto ha subito”.

Val la pena di ricordare che la procura di Brindisi, con il pm Antonio Costantini, aveva già avviato un’inchiesta su Guaceto, ancor prima dell’esposto dei grillini e di quello presentato a settembre dal Consorzio di Torre Guaceto. Sette gli indagati, quasi tutti tecnici dell’Aqp, per l’inquinamento della falda dovuto proprio alla mancata entrata in esercizio del collettore.

E va comunque ribadito che nelle sedi istituzionali è stato raggiunto un accordo tra enti, una volta entrato a regime il depuratore e preso atto che i valori nel Canale Reale si sono normalizzati.  

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