Cronaca

Illuminazione pubblica a led: affidamento a Energeko per 250mila euro

Interventi per il parco Cesare Braico, la strada Pittachi e contrada Montenegro. Dalla partecipata personale in prestito ai lavori pubblici: perplessità del consigliere Lo Martire

BRINDISI – Affidamento diretto alla società in house Energeko per la realizzazione di impianti di illuminazione, anche a led, in diverse zone da tempo al buio: il Comune ha a disposizione 250mila euro.

Il logo di Energeko

L'affidamento diretto

L’investimento necessario alla copertura delle spese per i lavori trova copertura con il muto concesso dalla Cassa depositi e prestiti, come già anticipato nell’elenco delle opere pubbliche allegato al bilancio di previsione 2019. “Sussistono in capo alla Energeko srl i requisiti previsti per l’affidamento in house previsti dalla normativa comunitaria”, si legge nella determina firmata dal dirigente del settore Lavori e opere pubbliche del Comune di Brindisi, Fabio Lacinio.

Il progetto prevede interventi per la manutenzione straordinaria dell’illuminazione del parco Cesare Braico, il rifacimento dell’illuminazione di alcune strade in contrada Montenegro, il ripristino della funzionalità di un consistente tratto della strada comunale Pittacchi e la ristrutturazione di parte dell’impianto di illuminazione  del quartiere Bozzano. Gli interventi sono elencati nel progetto definitivo dell’Amministrazione, sotto la voce primo stralcio. C’è, infatti, una seconda tranche di interventi per 350mila euro, da finanziare con devoluzione di un importo già concesso all’Ente dalla Cassa depositi e prestiti alla fine del 2014. Quel prestito non è mai stato impiegato.

Per la  seconda parte dell’intervento, l’Amministrazione ha scelto procedure di evidenza pubblica: in questo gruppo rientrano i lavori per il “ripristino dell’illuminazione stradale di alcune aree perimetrate delle  contrade periferiche Muscia, Torre Rossa, Giambattista, Betlemme, per le quali la viabilità sia stata già acquisita al patrimonio disponibile”. Nel secondo stralcio, inoltre, è stata compresa l’installazione di presidi di sicurezza a protezione degli impianti realizzati per prevenire atti vandalici e furti anche attraverso videocamere lungo la ex strada provinciale 41 e il Parco Cillarese.

Il caso del prestito dei lavoratori

Da Palazzo di città, intanto, è stato dato il via libera al prestito di alcuni dipendenti della Energeko in favore del settore Lavori Pubblici, rimasto a corto di personale, dopo gli ultimi pensionamenti. Il passaggio, sia pure temporaneo, dovrebbe riguardare due unità amministrative a far data da lunedì 29 luglio. Ma dalle opposizioni c’è chi si dice perplesso per la scelta del Comune,. Una interpellanza sul caso è stata depositata dal consigliere Carmela Lo Martire il 24 luglio scorso.

L’avvocato, esponente di Brindisi popolare, ha scritto al sindaco, al segretario generale e al presidente del Consiglio comunale di Brindisi: “Nella delibera della Giunta, adottata su proposta dell’assessore alle Risorse umane, non c’è alcun riferimento alla normativa vigente, non c’è indicazione sui criteri seguiti nella scelta di dipendenti, sulla tempistica e non ci sono indicazioni precise neppure sulla tipologia di attività da svolgere”, ha scritto Lo Martire. “La scelta, a quanto pare, dovrebbe essere prossima stando ai rumors e a quanto è scritto nella relazione di accompagnamento alla delibera, poiché si ricorda che il settore Lavori Pubblici è costretto a fare i conti con “l’uscita di personale per pensionamento” il che “evidenza una criticità rappresentata dalla precarietà del presidio del servizio utenze, per la verifica della istruttoria delle bollettazioni di quelle elettriche”.

Lo Martire scrive ancora: “Sono abbastanza sicura che, alla luce delle norme vigenti, sia indubbio, che l’art. 30 del D.lgs. 165/2001 2001 e comunque tutte le norme vigenti in materia non è in alcun modo applicabilie in maniera generalizzata al settore del personale delle società a partecipazione pubblica (casistica in cui rientra Energeko, il cui socio unico è il Comune di Brindisi), potendo invece applicarsi   solo nei ristretti ambiti soggettivi e oggettivi, legislativamente consentiti, di “reinternalizzazione di funzioni o servizi esternalizzati” e di “riassorbimento delle unità di personale già dipendenti a tempo indeterminato da amministrazioni pubbliche e transitate alle dipendenze della società interessata dal processo di reinternalizzazione”, sostiene.

“Tale preclusione discende, oltre che dal tenore letterale delle norme, anche dall’esigenza di rispettare il divieto di attuare processi di mobilità fra la partecipata e l’Ente, per evitare l’elusione dei vincoli alle assunzioni nonché dei principi costituzionali che garantiscono il percorso di accesso tramite concorso pubblico.

Diverse sono, del resto, le pronunce della Corte dei Conti in tal senso. E, allora, mi chiedo e ho chiesto al segretario generale, al sindaco e per conoscenza al presidente del Consiglio, se quella delibera di Giunta abbia o meno ragione di esistere e se siano fondate le perplessità espresse, nella speranza certezza di ottenere un riscontro nel termine di 30 giorni”. .

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