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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

In tanti per manifestare solidarietà alla lavoratrice licenziata dopo il cancro

"Se si passa su questa cosa è grave, vuol dire che possono fare dei lavoratori quello che vogliono". È questo uno dei commenti che sono stati manifestati questa mattina durante il sit-in organizzato davanti ai cancelli del petrolchimico di Brindisi, per dimostrare solidarietà a una lavoratrice nei confronti della quale l'azienda Lyondell Basell ha avviato procedure di licenziamento

BRINDISI – “Se si passa su questa cosa è grave, vuol dire che possono fare dei lavoratori quello che vogliono”. È questo uno dei commenti che sono stati manifestati questa mattina durante il sit-in organizzato davanti ai cancelli del petrolchimico di Brindisi, per dimostrare solidarietà a una lavoratrice, Zoe (nome di fantasia) nei confronti della quale l’azienda Lyondell Basell ha avviato procedure di licenziamento. Si tratta di una donna di 52 anni che per oltre 25 anni ha prestato servizio nell’industria che produce polimeri avanzati e che secondo quanto formalizzato rientrerebbe, sola fra 130 lavoratori, in un programma di riorganizzazione aziendale.

La donna, attraverso i suoi legali e il sindacato, ritiene che il licenziamento sia riconducibile anche allo svantaggio procuratole da un cancro al seno che l’ha costretta a diverse assenze (4 mesi in tutto, compresi quelli della chemioterapia). La lavoratrice è invalida al 70 per cento ed è rientrata a lavoro tre anni fa. La manifestazione si è svolta oggi 25 novembre, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne e la data non è stata scelta a caso “è foto di gruppo sit-in basell-2la più adeguata per denunciare tutto il nostro dissenso verso la violenza subita dalla lavoratrice. Perché di questo si tratta quando si viola la dignità della persona. Perché nessuna azienda può ignorare l’atto di violenza, di tipo psicologico ed economico, compiuto nei confronti  di una lavoratrice a cui improvvisamente viene comunicato che deve andare via” si legge in una nota inviata nei giorni scorsi dalla Cgil.

Questa mattina era presente anche il segretario provinciale Michela Almiento “Basell ha avviato un percorso di riduzione dell’attività su tutto il territorio nazionale ma in tutti i casi è stata trovata una soluzione per i  lavoratori o attraverso la cassaintegrazione o la mobilità. È strano che a Brindisi su 130 dipendenti ne sia stata licenziata solo una e che per la stessa non sia stata trovata un’alternativa possibile. Quello che è accaduto a Zoe resta un’ingiustizia e la nostra speranza è che l’azienda si ravveda perché anche un solo licenziamento in una terra già provata come Brindisi dove il tasso di disoccupazione è in continua crescita mette a dura prova tutto il territorio. Parlandoci chiaro, una donna di 52 anni licenziata oggi, dove troverà un altro lavoro? L’azienda, poi dovrebbe conoscere tutte le storie dei suoi dipendenti, perché i lavoratori non sono numeri ma persone”.

Al sit-in non c’era alcun collega dipendente Basell, all’infuori dei sindacalisti locali. “Tre di essi mi hanno manifestato la loro presenza ideale – ha spiegato Giuseppe Giordano, il legale della donna e, per l’occasione, anche il suo portavoce – purtroppo non hanno potuto prendere parte fisicamente ma i presenti mettono il fiocco rosso-2manifestano tutta la loro solidarietà alla collega. E’ un caso di emarginazione sul posto di lavoro, e l’azienda ci deve spiegare i motivi di questa decisione. È stato inoltre dimostrato che tornare a lavorare dopo una malattia di quella gravità riduce del 30 per cento il rischio di ammalarsi di nuovo. Questo è uno dei tanti aspetti che verrà portato all’attenzione dell’azienda il 4 dicembre, quando ci sarà un incontro”.

Al sit-in, presidiato anche da una pattuglia della Municipale, ha preso parte anche l’assessore regionale al lavoro Leo Caroli “Quello che sta accadendo, deve dare avvio a una discussione. Non può passare nel silenzio. Vogliamo che le grandi aziende restino in Puglia ma nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori ”.  Intanto le segreterie territoriali della Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil di Brindisi hanno intenzione di organizzare  un’assemblea generale “Sebbene tale unica eccedenza lavorativa fosse stata prospettata da più di un anno, le richieste sindacali unitarie, da subito, sono sempre state improntate in termini concertativi, al fine di trovare una nuova collocazione all’interno del sito di Brindisi. Impegno al quale l’azienda non ci risulta abbia mai dichiarato di sottrarsi, salvo poi a distanza di tempo procedere al licenziamento dell’interessata – si legge in una nota - tale atteggiamento, di certo non nuovo ormai in Basell, ma soprattutto le modalità utilizzate, non possono assolutamente essere accettate da queste organizzazioni sindacali".

"La mancanza di rispetto della dignità umana, l’umiliazione della persona, la negazione di interlocuzione, la presunzione di avere sempre e comunque leo caroli-2ragione e l’arroganza di procedere a prescindere non albergano in questo stabilimento, non appartengono al nostro modo di intendere le relazioni industriali e non intendiamo assolutamente continuare a subirle”.

“Esprimiamo piena solidarietà alla lavoratrice, vittima in prima persona di tale atteggiamento, sosteniamo in tutte le forme necessarie la rivendicazione del diritto al lavoro e sollecitiamo la Basell Poliolefine Italia a rivedere i propri comportamenti e le proprie scelte. In funzione di quale saranno gli esiti della vicenda verranno valutate tutte le azioni sindacali necessarie, che verranno condivise con tutti i dipendenti Basell, all’interno di una assemblea generale che verrà proclamata nei prossimi giorni”. Al sit-in di questa mattina erano presenti anche alcuni lavoratori del Petrolchimico che rischiano di perdere il posto di lavoro.

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