Omicidio Carvone: nuovi arresti per una sparatoria

Nuovo passo nelle indagini della Squadra mobile. Colpi di fucile la stessa sera, alle spalle della chiesa del rione Perrino: in carcere Giuseppe Sergio, 20 anni, e Stefano Coluccello, già ai domiciliari per tentata estorsione al padre della vittima

BRINDISI – Conferenza stampa in questura, oggi alle 11, per comunicare l'ulteriore passo in avanti nell’inchiesta sull’omicidio di Giampiero Carvone, 19 anni, di Brindisi, compiuto dagli investigatori della Squadra mobile che hanno arrestato Giuseppe Sergio, 20 anni, e riarrestato Stefano Coluccello, 28, già ai domiciliari per la tentata estorsione al padre della vittima, in relazione all’esplosione di colpi di fucile a canne mozze la stessa sera della tragedia, per minacciare due ragazzi del rione Perrino, ritenuti in qualche modo coinvolti nel furto della Lancia Delta in uso a un parente di Coluccello. Furto commesso da Giampiero Carvone 12 ore prima.

Gli arresti

L’antefatto è stato ricostruito nell’ordinanza di custodia cautelare che gli agenti hanno notificato questa mattina (17 ottobre 2019) ai due brindisini nell’ambito delle indagini per risalire all’esecutore materiale dell’omicidio, avvenuto la notte tra il 9 e il 10 settembre scorsi, in via Tevere, nei pressi del condominio in cui risiede la famiglia Carvone. Il killer resta ancora senza nome, "ignoto", ma gli sviluppi hanno portato anche a precisare l’accusa inizialmente mossa nei confronti di Coluccello, Giuseppe Lonoce, 37 anni, e dei fratelli Aldo, 22, ed Eupremio Carone, 21: estorsione pluriaggravata tentata, ai danni di Piero Carvone, il papà di Giampiero, per ottenere la somma di denaro corrispondente alla riparazione dell'auto. Lonoce venne arrestato e condotto in carcere lo scorso 26 settembre, mentre gli altri finirono ai domiciliari. Il Riesame nei giorni scorsi ha confermato le ordinanze di custodia.

I colpi di fucile

Nella nuova ordinanza di custodia cautelare ottenuta dal pm Raffaele Casto e firmata dal gip Stefania De Angelis, Coluccello (cognato di Lonoce) e Sergio sono indicati come i responsabili di una minaccia nei confronti di due giovani del rione Perrino: secondo l’accusa, la sera del 9 settembre, attorno alle 21.20, avrebbero esploso almeno un colpo di fucile a canne mozzate nella piazzetta che si trova fra via Bradano e via Adige, alla presenza di bambini. Qui, alle spalle della chiesa del rione, avrebbero incontrato i due ritenuti coinvolti nel furto della Lancia Delta rubata da Giampiero Carvone e poi abbandonata dopo un incidente stradale. Uno dei giovani destinatari della minaccia risulta essere un parente di Coluccello.

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