Cronaca

Al via “Una vita da social”, una campagna sui rischi e pericoli della rete

Anche a Brindisi torna "Una vita da social", la campagna educativa itinerante sui temi dei social network, cyberbullismo, adescamento, sicurezza e violazione della privacy organizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione

BRINDISI - Anche a Brindisi torna “Una vita da social”, la campagna educativa itinerante sui temi dei social network, cyberbullismo, adescamento, sicurezza e violazione della privacy organizzata  dalla Polizia di Stato in collaborazione con il  Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca e l’ Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, sulla sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete.

Gli operatori della Polizia Postale e delle aziende, attraverso un truck di 18 metri allestito con un’aula didattica multimediale con postazioni internet, venerdì 27 marzo, dalle 9 alle 13.30 saranno presenti a Brindisi nello spiazzo del lungomare Regina Margherita, e svolgeranno incontri, con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce di età, con studenti, genitori, insegnanti e società civile, sull’utilizzo sicuro, consapevole, responsabile e critico della rete internet. Una piacevole sorpresa la farà a tutti i ragazzi che interverranno la società sportiva e gli atleti dell’”Enel Basket” di Brindisi.

Tra le novità, non poteva mancare la pagina Facebook “Una vita da social” dove verranno postate le attività e le impressioni dei giovani internauti durante tutte le tappe del truck. Un progetto al passo con i tempi delle nuove generazioni che nel corso della prima edizione ha raccolto un grande consenso: gli operatori della polizia postale e delle comunicazioni hanno incontrato circa 100mila studenti nelle piazze e 400mila nelle scuole, 15mila genitori, 8mila insegnanti per un totale di 1.800 istituti scolastici, 9mila km percorsi e 42 città raggiunte sul territorio e una pagina Facebook con oltre 400mila visualizzazioni settimanali sui temi della sicurezza online.La questura di Brindisi

Ancora una volta Aziende come Facebook, Italiaonline, con i portali Libero.it e Virgilio.it, Fastweb, FireEye, Google, H3G, Microsoft, Telecom Italia, Twitter, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, Wind, Youtube,  Scania, Continental, ItalWork Consorzio e Rds 100% Grandi Successi “radio ufficiale dell’evento” insieme alla Polizia di Stato per un solo grande obiettivo: £fare in modo che i gravissimi episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie,  non avvengano più”.

Da Roma a Milano passando per Grosseto, Siena, Firenze, Livorno, Pisa, Massa Carrara, La Spezia, Genova, Albissola, Savona, Imperia, Sanremo, Cuneo, Aosta, Novara, Varese, Alessandria, Orvieto, Viterbo, Spoleto, Macerata, Ascoli Piceno, Giulianova, Pescara,  Isernia, Castel Volturno, Benevento, Avellino, Foggia, Monte Sant’Angelo, Lecce, Brindisi, Matera, Catanzaro, Messina, Siracusa, Agrigento, Trapani, Oristano, Nuoro, Sassari, Parma, Brescia, Verona, Rovereto, Bassano del Grappa, Pordenone, Longarone, Udine, Ferrara, Bologna, Frosinone Latina, gli operatori della Polizia Postale e delle aziende, attraverso un truck allestito con un’aula didattica, incontreranno studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce di età.

Secondo una ricerca di Skuola.net, realizzata per la Polizia di Stato, su un campione di circa 10mila studenti di scuole medie e superiori, solo 1 studente su 5 afferma che i social hanno un ruolo marginale nelle relazioni sociali.

Il questore Roberto Gentile tra il capo di gabinetto, Anna Palmisano, e il vicequestore vicario, Raffaele D'AgostinoI social network infatti sono ormai diventati uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager. Tra i motivi principali che spingono i ragazzi all’uso dei social, ci sono infatti il desiderio di informarsi sia sulle notizie (59%) che su quanto accade ai propri amici e conoscenti (51%) ma anche sostituire per ragioni di risparmio economico telefonate ed e sms (44%).  Quasi l’85% degli studenti appartiene ad un gruppo classe su WhatsApp che per la maggior parte di loro costituisce uno strumento equivalente al tradizionale gruppo di studio. 

Così non stupisce che 9 ragazzi su 10 hanno uno smartphone con accesso internet in mobilità. Tra questi oltre il 60 per cento accede ai social mentre si trova a scuola e quasi la metà di loro anche in presenza di un docente. Oltre la metà degli intervistati trascorre sui social network più di un’ora al giorno. Globalmente 1 ragazzo su 4 si dichiara sempre connesso, rispondendo prontamente ad ogni notifica proveniente da smartphone, tablet o pc. Circa 12 mesi fa il dato degli “always-on” era di poco inferiore a 1 su 3. Da questo ne discende la necessità di disporre sempre di una connessione internet. Quando viene a mancare, 1 su 6 ammette di provare un senso d’ansia e di prodigarsi per ristabilire subito l’accesso alla rete, mentre la metà degli intervistati vive questa situazione con fastidio ma senza fretta di riconnettersi. Preoccupa in maniera più forte il fenomeno del cyberbullismo: circa 2 ragazzi su 3 ritengono che fenomeni di questo tipo siano in aumento. Infatti la metà di loro ha avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di questo tipo. Per questo motivo 4 su 5 accoglierebbero con favore incontri con esperti per formare gli studenti all’uso dei social. 

“La Polizia di Stato – afferma Roberto Gentile, questore della provincia di Brindisi, da oltre dieci anni è fortemente impegnata nei progetti educativi su questi temi, tuttavia con il progetto itinerante una vita da social ci siamo posti l’obiettivo di raggiungere con la formazione anche gli adulti, che svolgono un ruolo determinante nel garantire che l’esperienza di utilizzo del web da parte dei ragazzi sia una grande opportunità” .

Mentre la dott.ssa  Maria Letizia Laselva, dirigente del compartimento Polizia Postale della Puglia di Bari ha dichiarato: “Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far si che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere  i figli dai pericoli del web”.

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