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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Latiano

Rapina con violenza sessuale: il gup dice sì all'abbreviato e alla perizia psichiatrica

Sarà eseguita una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e volere dell'imputato prima di procedere con il giudizio abbreviato (condizionato) scelto dalle difese. Il gup di Brindisi, Maurizio Saso, dopo l'ok al rito alternativo ha conferito l' incarico

LATIANO - Sarà eseguita una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e volere dell’imputato prima di procedere con il giudizio abbreviato (condizionato) scelto dalle difese. Il gup di Brindisi, Maurizio Saso, dopo l’ok al rito alternativo ha quindi conferito incarico a uno specialista di verificare le condizioni di salute mentale di Vincenzo Leo, 24 anni, che si trova in carcere dal 4 dicembre scorso per una rapina in gioielleria dai risvolti inquietanti compiuta a Latiano. Il giovane avrebbe infatti violentato la commessa, mentre la teneva in ostaggio in un retrobottega.

Chiuse le indagini, ritenendo che vi fosse già la prova della colpevolezza dell’imputato, il pm Milto Stefano De Nozza aveva formulato richiesta di giudizio immediato, poi disposto dal gip.La difesa di Leo, sostenuta dall’avvocato Marcello Tamburini, ha scelto la via del giudizio abbreviato condizionato alla perizia, rito che in caso di condanna consentirà lo sconto di un terzo della pena. Si sono costituiti parte civile con l’avvocato Giancarlo Camassa tanto la vittima della follia del rapinatore quanto il titolare dell’attività commerciale.

I fatti risalgono proprio al 4 dicembre, lo stesso giorno dell’arresto di Leo, brindisino, che si trovava ai domiciliari nella comunità Villa del Sole di Latiano dopo aver ottenuto l’attenuazione della misura cautelare per una rapina compiuta nel febbraio del 2013 all’interno del Penny Market di piazza Raffaello.

Il tribunale di BrindisiPoco dopo le 17 era entrato nella gioielleria, armato di un tagliaunghie. C’era anche una donna incinta, che era però riuscita a scappare via. Impose ai presenti di riempire una busta con i preziosi. Qualcuno però nel frattempo era riuscito a dare l’allarme. Fuori c’erano i carabinieri. Trenta minuti di assedio, poi la cattura. Leo fu condotto in cella, la commessa in ospedale dove emerse la verità dei fatti, una verità agghiacciante.

Il 6 dicembre fu contestato al giovane anche il reato di violenza sessuale, che andò ad affiancarsi alle accuse di rapina aggravata, evasione dai domiciliari e sequestro di persona. E’ esattamente questo, immutato da allora a oggi, il pacchetto di imputazioni di cui deve rispondere. Prima che il giudizio vada avanti, però, bisogna verificare quanto fosse in grado di comprendere quel che stava facendo, all’epoca dei fatti. Se è per caso affetto da disturbi di sorta, se vi è una patologia da sottoporre a particolare attenzione che non lo renderebbe, forse, neppure processabile. Durante l'interrogatorio di garanzia disse di non ricordare cosa fosse accaduto durante la mezz'ora trascorsa nel retrobottega con la donna in ostaggio. Le operazioni peritali, affidate allo psichiatra Domenico Suma, inizieranno nel carcere di Lecce, dove Leo è detenuto, il 28 aprile prossimo.

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