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Cocaina, hashish e marijuana: 23 imputati nell'inchiesta della Dda

Il pm Milto De Nozza ha ricostruito anche importazioni dal Belgio da gennaio a marzo 2015. Contestato un sequestro di persona per il mancato pagamento di una partita di droga. Tre albanesi latitanti

BRINDISI – A conclusione dell’inchiesta sull’importazione di cocaina dal Belgio nei primi mesi del 2015, il pm della Dda di Lecce ha chiesto il processo per 23 persone: sono per lo più brindisini e leccesi, rimasti a piede libero con riferimento a una serie di episodi di cessione di droga, fra hashish e marijuana ricostruiti nello stesso troncone. Contestati anche la coltivazione di droga e il sequestro di due ragazzi per il mancato pagamento di fornitura

Gli imputati e l’udienza preliminare

Il sostituto procuratore Milto De NozzaIl sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza (nella foto accanto) ha confermato le accuse mosse inizialmente e ha esercitato l’azione penale nei confronti di tutti, sulla base dei risultati degli accertamenti posti in essere dai militari della Guardia di Finanza. L’ultima informativa di reato è stata depositata il 6 marzo dello scorso anno. L’inchiesta venne tenuta a battesimo con il nome “Bogotà”.

Sono imputati a diverso titolo: S.A. di Cellino San Marco; A.B.di Surbo; L.C. di Avetrana; S.C. di Genova; S.D. di Bernalda in provincia di Matera; A.D.M. di Torchiarolo; E.V. F. di Erchie; D.C.G. di Erchie; G.I. di Lecce; G.L. ed E.L., entrambi latitanti, nati in Albania; L.L di Torchiarolo; L.M. di Bologna; A.M.di Lecce; M.M., latitante, nato in Albania; G.M. di Cellino San Marco; L.N. di Avetrana; S.N. di Surbo; M.N. di Lecce; M.P. di Torino; S.S. di Agrigento; C.V. di Torre Santa Susanna e T.V. di Brindisi.

L’udienza preliminare si svolgerà il prossimo mese di ottobre dinanzi al gup del Tribunale di Lecce, dopo il rinvio disposto nei giorni scorsi per alcuni difetti di notifica. Sarà, quindi, il giudice a stabilire se ci siano elementi per sostenere l'accusa in giudizio oppure no. 

L’importazione di cocaina

L’accusa legata all’importazione di cocaina è stata mossa nei confronti di G.I.,L.M. e S.S. in concorso con S.A.: avrebbero portato in Italia “2,0627 chili di droga”. La sostanza, secondo l’accusa, sarebbe stata consegnata ad “S.A. per il trasporto, in qualità di finanziatore della transazione unitamente a personaggi non identificati”. L’azione – si legge nel capo d’imputazione – venne “repressa il 17 marzo 2015 nei pressi di Bolzano” e si concluse con il “sequestro della droga occultata in una intercapedine del vano portabagagli di una Peugeot 2008 e con l’arresto di S.A.”. Quest’ultimo ha definito la sua posizione con sentenza del gup del Tribunale di Bolzano alla pena di cinque anni di reclusione e 12mila euro di multa.

S.A., in questo troncone, resta imputato per “aver coltivato, in concorso con altri non identificati, un quantitativo di marijuana pari a cinque chili”.

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Narcotraffico

L’accusa di associazione finalizzata al traffico di droga è stata contestata nei confronti di: L.C., E.V.F., D.C.G. e L.N. . E.V.F.sarebbe stato il “promotore, finanziatore e organizzatore dell’associazione, così come certificato dal sequestro della Finanza del 16 gennaio 2015, oltre a essere stato a capo di un sottogruppo di Erchie, del quale sovrintendeva tutte le attività di spaccio”. L’imputato, sempre secondo l’accusa, avrebbe “finanziato l’illecita transazione investendo 40mila euro e assicurando lo stoccaggio temporaneo dello stupefacente che era destinato ad altre piazze di spaccio controllate dal gruppo albanese”.

Nella ricostruzione dell’Antimafia, L.C., sarebbe stato “delegato a curare i rapporti con i fornitori e con i clienti del sodalizio, nonché nell’organizzazione logistica dello sbarco che avveniva a Le Cesine, e al relativo trasferimento dello stupefacente, circa 697 chili di marijuana, venti di hashish e cinque di ganja (un derivato della marujiana)”. L.G. avrebbe “partecipato all’associazione” e sarebbe stato “impegnato nella custodia della droga affiancando L.C. deputato al sistematico controllo del territorio, al fine di ostacolare l’azione delle forze di polizia, nonché al reperimento delle auto funzionali all’attività di spaccio”.

“L.N.”, per l’accusa sarebbe stato “incaricato della preparazione della pesatura della droga destinata ai clienti e dello spaccio nella piazza di Avetrana” e “unitamente a L.G. si occupava di trovare le auto”. Il pm della Dda ha indicato una serie di episodi di cessione di droga tra le province di Brindisi, tra  Erchie e Torre Santa Susanna, e Lecce, “nei pressi di Guagnano e Campi Salentina”.

Il sequestro di persona

Le indagini hanno ricostruito anche un sequestro di persona, accusa mossa nei confronti di M.P. in concorso con altri rimasti sconosciuti: “Privava della libertà personale tale Marco (non identificati) e un altro ragazzo (le cui generalità sono riportate nel capo d’imputazione, ndr) trattenendoli in luogo chiuso, sottoponendoli a violente percosse, causando anche la frattura di alcune costole, al fine di indurre a saldare il pagamento della partita di sostanza stupefacente, precedentemente acquistata.

La difesa

Cosimo Lodeserto-2Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Cosimo Lodeserto (nella foto accanto), Chiara Antola, Elvia Belmonte, Laura Beltrami, Maria Cristina Brindisino, Fausto Bruzzese, Giuseppe Carella, Chiara Fanigliulo, Vito Epifani, Rocco Femia, Michele Fino, Francesco Mancini, Ladislao Massari, Michele Iaia, Renata Minafra, Vincenzo Rago, Luigi Rella, Cinzia Saracino, Daniela De Liguori, Alessandro Dell’Atti e Stefania Sergi. In sede di udienza preliminare avranno modo di chiarire la posizione dei propri assistiti.

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