Droga: dopo i verbali dei pentiti, pm chiede condanne per sei brindisini

Processo in abbreviato: per tutti invocati otto anni di reclusione. Sgura e Giglio in udienza: “Nessun traffico di stupefacenti”

Un momento della conferenza stampa della Mobile di Lecce il giorno del blitz Le Vele

BRINDISI – Il pm della Dda di Lecce ha confermato le accuse mosse a conclusione dell’inchiesta su traffico e spaccio di droga, imbastite anche sulla base delle dichiarazioni rese da due collaboratori di giustizia, ex affiliati alla Scu, e ha chiesto la condanna di sei brindisini su otto rinviati a giudizio e sotto processo con rito abbreviato. Per un imputato è stata già accolta istanza di patteggiamento e per un altro il rappresentante della pubblica accusa ha invocato il non luogo a procedere.

La requisitoria

Le richieste di pena sono le seguenti, al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito alternativo al dibattimento: per Giampiero Alula, 40 anni, di San Pietro Vernotico, otto anni di reclusione più 20mila euro; Josè Acquaviva Bruno, 36 anni, nato a San Pietro Vernotico, ma residente a Lecce, tre anni, otto mesi più 15mila euro; Antonio Giglio, 46, di Brindisi, otto anni e 20mila euro; Antonio Sgura, 54, di Brindisi, otto anni e 20mila euro;  Cesare Iaia, 43, di Tuturano, otto anni e 20mila; Gianluca Rubino, 37, di Mesagne, otto anni e 20mila anche risulta esserci stato uno stralcio essendo stato rilevato un difetto di notifica all'imputato.

Accolta la richiesta di concordato di pena per Cesario Filippo, 40,  di San Pietro Vernotico, a tre anni e quattro mesi di reclusione. Per Antonino Signorile, 48,  di Brindisi, il pm ha chiesto il non luogo a procedere;

La requisitoria porta la firma del sostituto procuratore Gugliemo Cataldi della Direzione Distrettuale Antimafia. Sulle richieste su pronuncerà, entro la fine dell’anno, il gup Sergio Tosi, dopo aver ascoltato i difensori degli imputati.

La difesa

Dal prossimo mese di novembre, parola ai difensori per le arringhe. Gli imputati brindisini sono assistiti dai penalisti Pasquale Annicchiarico, Giuseppe Guastella, Ladislao Massari, Dario Budano, Orazio Vesco e Cinzia Cavallo. Le arringhe avranno inizio la prima settimana di novembre.

Oggi, in apertura dell’udienza Giglio e Sgura, hanno chiesto di essere ascoltati per chiarire la propria posizione, in particolare con riferimento al contenuto dei verbali resi dai pentiti Gioele Greco e Angelo Corrado, entrambi di Lecce. Gli imputati hanno dichiarato al gup di non aver mai traffico droga e di aver avuto rapporti commerciali legali nel territorio salentino. Versione che, sempre in udienza, Corrado ha smentito confermando quando riferito nel periodo della collaborazione. Il pentito era collegato in videoconferenza da una località protetta.

L’inchiesta

I verbali di Corrado e quelli di Greco fanno parte dell’inchiesta della Dda, chiamata Le Vele che l’8 gennaio 2019 portò all’esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare. Il nome venne deciso prendendo in prestito quello della zona di Lecce in cui si sarebbe concentrato lo spaccio di droga. Attività sulla quale indagarono gli agenti della Mobile salentina, all’indomani di una serie di intimidazioni ai danni di alcuni familiari di Gioele Greco, di Lecce. Le  azioni di fuoco iniziarono quando si diffuse la notizia della collaborazione dell’affiliato della Sacra Corona Unita, versante leccese.

Greco iniziò a rendere dichiarazioni, il 29 aprile 2015 efece i primi nomi, distinguendoli in affiliati al sodalizio di stampo mafioso e persone attive nel traffico di droga. Parlò anche di Angelo Corrado, diventato a sua volta collaboratore di giustizia, autore di verbali sulla rete commerciale degli stupefacenti creata tra Lecce e Brindisi.

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