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Traffico di droga fra Brindisi e Lecce: quattro condanne e due assoluzioni

Sentenza con rito abbreviato, dopo l’inchiesta della Dda. Agli atti i verbali di due pentiti, ex affiliati della Scu

BRINDISI – Quattro brindisini condannati e due assolti a conclusione del primo grado di giudizio, scaturito dall’inchiesta della Dda salentina su contatti fra brindisini e leccesi per la gestione del traffico di droga. Indagine imbastita anche sui verbali resi da due collaboratori di giustizia, ex affiliati della Sacra Corona Unita.

Le condanne

Sono stati condannati: Giampiero Alula, 40 anni, di San Pietro Vernotico, alla pena di cinque anni e quattro mesi di reclusione più 22mila euro di multa, a fronte della richiesta del pm di otto anni di reclusione più 20mila euro; Josè Acquaviva Bruno, 36 anni, nato a San Pietro Vernotico, ma residente a Lecce, quattro anni e due mesi di reclusione più 18mila euro di multa, rispetto alla richiesta di tre anni, otto mesi più 15mila euro; Antonio Giglio, 46, di Brindisi, quattro anni, cinque mesi e dieci giorni più 19mila euro di multa, a fronte della richiesta a otto anni e 20mila euro; Cesare Iaia, 43, di Tuturano, quattro anni e otto mesi di reclusione più ventimila euro di multa, rispetto alla richiesta di condanna a  otto anni e 20mila.

Le condanne sono al netto della riduzione di un terzo della pena, per la scelta del rito alternativo al dibattimento. La sentenza è stata pronunciata nel primo pomeriggio di oggi (17 dicembre 2019) dal gup del Tribunale di Lecce, Sergio Mario Tosi.

Le assoluzioni

Il gup ha riconosciuto l’estraneità ai fatti per due imputati: assoluzione per Gianluca Rubino, 37, di Mesagne, “per non aver commesso il fatto”, per il quale il pm aveva chiesto la condanna a otto anni e 20mila, e assoluzione per Antonio Sgura, 54, di Brindisi, mentre il pubblico ministero aveva invocato la condanna a otto anni e 20mila euro.

La difesa

Le motivazioni saranno depositate nel termine di 30 giorni. Gli imputati brindisini sono assistiti dai penalisti Pasquale Annicchiarico, Giuseppe Guastella, Ladislao Massari, Dario Budano, Orazio Vesco e Cinzia Cavallo.

In occasione dell’udienza precedente  Giglio e Sgura, hanno chiesto di essere ascoltati per chiarire la propria posizione, in particolare con riferimento al contenuto dei verbali resi dai pentiti Gioele Greco e Angelo Corrado, entrambi di Lecce. Gli imputati hanno dichiarato al gup di non aver mai traffico droga e di aver avuto rapporti commerciali legali nel territorio salentino. Versione che, sempre in udienza, Corrado aveva smentito confermando quando riferito nel periodo della collaborazione. Il pentito era collegato in videoconferenza da una località protetta.

I verbali dei pentiti

I verbali di Corrado e quelli di Greco fanno parte dell’inchiesta della Dda, chiamata Le Vele che l’8 gennaio 2019 portò all’esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare. Il nome venne deciso prendendo in prestito quello della zona di Lecce in cui si sarebbe concentrato lo spaccio di droga. Attività sulla quale indagarono gli agenti della Mobile salentina, all’indomani di una serie di intimidazioni ai danni di alcuni familiari di Gioele Greco, di Lecce. Le  azioni di fuoco iniziarono quando si diffuse la notizia della collaborazione dell’affiliato della Sacra Corona Unita, versante leccese.

Greco iniziò a rendere dichiarazioni, il 29 aprile 2015 consegnando i primi nomi, distinguendoli in affiliati al sodalizio di stampo mafioso e persone attive nel traffico di droga. Parlò anche di Angelo Corrado, diventato a sua volta collaboratore di giustizia, autore di verbali sulla rete commerciale degli stupefacenti creata tra Lecce e Brindisi.



 

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