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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Comune: lite fra avvocati interni su compensi. Decreto ingiuntivo, legale esterno

Scoppia la lite fra avvocati dell’ufficio legale, al Comune di Brindisi, un bisticcio per la distribuzione dei compensi provenienti dalle cause vinte dall’ente nei giudizi dinanzi alla magistratura ordinaria e amministrativa che si è già spostato in Tribunale.

BRINDISI - Scoppia la lite fra avvocati dell’ufficio legale, al Comune di Brindisi, un bisticcio per la distribuzione dei compensi provenienti dalle cause vinte dall’ente nei giudizi dinanzi alla magistratura ordinaria e amministrativa che si è già spostato in Tribunale. E poiché la controversia è sorta tra avvocati interni, l’ente municipale, attraverso una delibera di giunta, ha dovuto nominare un legale esterno.

Il Comune intende proporre opposizione al decreto ingiuntivo emesso dal giudice civile notificato il 4 agosto scorso con cui si intima il pagamento in favore delle avvocatesse Monica Canepa ed Emanuela Guarino 5.382 euro ciascuna, oltre a spese accessorie e per onorari.Le due sono dipendenti del settore Affari legali con la qualifica di avvocato-capo sezione.

Secondo quanto affermano i compensi professionali per le controversie conclusesi in modo favorevole andrebbero divise tra dipendenti “interni” in egual misura. Non sarebbe regolare la liquidazione di compensi all’avvocato dirigente, Francesco Trane, perché trattasi di fiduciario esterno con contratto a tempo determinato. La guerra sui compensi è stata contraddistinta da numerose missive, da un fitto botta e risposta che ha coinvolto anche il settore Risorse umane e il segretario generale.

E’ stato chiesto il parere specifico dell’Anci secondo cui: “anche al Dirigente assunto come avvocato extra dotazione organica sono dovuti i compensi contrattualmente erogabili ed erogati agli altri dirigenti che si trovino nelle medesime condizioni, essendo stato incluso tra l’altro nel contratto individuale stipulato col predetto un preciso rimando all’applicazione al rapporto di lavoro in questione degli emolumenti e degli istituti di cui al Contratto nazionale del lavoro dei dirigenti di volta in volta vigenti, quindi anche dei compensi professionali legittimamente erogabili agli altri avvocati dirigenti svolgenti funzioni che ne comportino il diritto”.

Le avvocatesse invece hanno prodotto un’altra sentenza e “hanno continuato a sollevare numerose eccezioni relativamente alla legittimità di liquidazione dei compensi professionali all’avvocato dirigente Francesco Trane, non chiudendo così la diatriba”. Il sindaco, Mimmo Consales, ha chiesto di esprimere il proprio parere al collegio dei revisori. Quindi, la giunta ha deciso di proporre opposizione al decreto ingiuntivo scegliendo come legale esterno Sandro Stefanelli. Si costituirà in giudizio il sindaco pro tempore, proprio Consales.

Siamo, insomma al paradosso, il contenzioso sul denaro che proviene dai contenziosi stessi: gli avvocati interni battagliano per somme che ammontano a poche migliaia di euro e il Comune dovrà pagare l’onorario a un altro professionista, per ovvie ragioni di tutela degli interessi dell’ente oltre che di opportunità. 

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