Cronaca

Missione a Chisinau: Loiacono ci ripensa e se la paga di tasca propria. Risolta questione moldava

Dopo le polemiche, il presidente del consiglio comunale stupisce tutti con un effetto speciale: il viaggio istituzionale a Chisinau, che tanto aveva difeso in vista di un gemellaggio dall'iter autorizzativo non proprio impeccabile, non costerà nulla all'ente municipale.

BRINDISI - Dopo le polemiche, il presidente del consiglio comunale stupisce tutti con un effetto speciale: il viaggio istituzionale a Chisinau, che tanto aveva difeso in vista di un gemellaggio dall’iter autorizzativo non proprio impeccabile, non costerà nulla all’ente municipale. Il Comune ha risparmiato i 300 euro per cui c’era stato impegno di spesa perché, passata la bufera, Luciano Loiacono ha dichiarato non aver speso un cent di denaro pubblico la missione dal 12 al 17 ottobre scorsi presso la capitale moldava, luogo di origine della sua convivente, per partecipare alle cerimonie per il 578esimo anniversario della fondazione della città.

Se così facendo Loiacono fornisce conferma che probabilmente quei 300 non avrebbero dovuto sin dal principio essere addebitati ai brindisini, c’è da sottolineare che "restituirli", perché di fatto si tratta di questo, è un bel gesto. Paga di tasca propria la trasferta, considerato il fatto che l’avvio del gemellaggio per cui c’è stato solo un ok informale quanto rituale del ministro degli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, è ancora ben lontano dall’essere approvato. Se ne dovrebbe occupare il Consiglio comunale, dopo aver sentito la commissione gemellaggi che però, tra defezioni e difficoltà varie, non si è ancora espressa sulla possibile stretta di mano Brindisi – Moldavia.

Con la decisione di accollarsi ogni spesa, in tempi in cui la pubblica amministrazione compie sforzi titanici per continuare a reperire i fondi per sbarcare il lunario, Loiacono dà una "lezione" a tutti coloro che lo avevano bacchettato. Torna sui propri passi, fa dietrofront e dimostra che in determinate circostanze, quando ci si ritrova messi in discussione per una situazione certamente non illegale ma comunque censurabile da un punto di vista estetico, si può uscire dall'impasse rivedendo la propria posizione.

E fa una scelta che lo pone al riparo da qualsiasi forma di rivendicazione “formale” del giorno dopo.

Ricordiamo cosa è accaduto. A fine ottobre appare una determina sull’albo pretorio del Comune di Brindisi. E’ un impegno di spesa da circa 300 euro per una missione di Luciano Loiacono, a Chisinau. Lo stesso presidente del Consiglio comunale Pd, era già finito sotto i riflettori per missioni a Praga, Mosca, Los Angeles, Mozyr, in Bielorussia. Per l’acquisto di un libro, Operazione Bullfish, edito dalla ‘Formika’ di Stefania Malorzo, proprio la stessa che ha partecipato a un concorso di idee al Comune, indetto su proposta di Loiacono, e si è aggiudicata un premio di 4.500 euro.

Luciano LoiaconoLa questione moldava è ben nota. Non si comprendeva come mai Brindisi avesse deciso di gemellarsi con Chisinau. Cercando i punti di connessione tra le due città, è emerso che è la patria della convivente di Loiacono. Se sia o meno una buona ragione di scambio culturale, lo stabilirà eventualmente il Consiglio comunale, se mai sarà chiamato a esprimersi sul merito.

Per il momento c’è un “disimpegno” che ha tutto il sapore di una presa di coscienza che, molto probabilmente, quella missione nella terra d’origine della propria compagna non fosse proprio bella a vedersi, se a spese della collettività. “Vista la determina del 14 ottobre 2012 con cui si impegnava la somma di 300 euro per la partecipazione del presidente del Consiglio comunale Luciano Loiacono alle celebrazioni cittadine per il 578 anniversario della città di Chisinau, nell’ambito dell’iniziativa intrapresa per la sottoscrizione di un gemellaggio tra il Comune di Brindisi e quello di Chisinau” si legge, vista “la allegata relazione illustrativa delle attività svolte nel corso della missione a firma del presidente” e “preso atto che il partecipante non ha sostenuto alcuna spesa” si stabilisce che i 300 euro non si muovono dalle casse comunali. 

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