Cronaca

"Medaglia al valore civile a Brindisi per i 25 anni dallo sbarco degli albanesi"

"Una Medaglia d'oro al valor civile per la città di Brindisi per l'accoglienza e la gestione dell'emergenza immigrati che avvenne nel 1991 con lo sbarco di quasi 30 mila albanesi"

BRINDISI - “Una Medaglia d’oro al valor civile per la città di Brindisi per l’accoglienza e la gestione dell’emergenza immigrati che avvenne nel 1991 con lo sbarco di quasi 30 mila albanesi” è quanto richiesto dal consigliere regionale brindisino del Movimento 5 Stelle Gianluca Bozzetti, in una lettera aperta inviata alla massima autorità dello Stato, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Brindisi è una delle perle dell’Adriatico, che troppo spesso, però, è balzata alla cronaca per eventi drammatici, come l’attentato nel 2012 che causò la morte della giovanissima Melissa Bassi, o come i più recenti fatti legati al riemergere della criminalità organizzata, alla gestione illegale dei rifiuti e agli scandali di una politica sempre più incapace di risolvere le gravi problematiche dei miei concittadini. Tuttavia, oggi questa città chiede di essere amata, apprezzata e valorizzata, con una visione che vada persino oltre quelle che sono le sue acclarate bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche: questa città Le chiede un riconoscimento per le sue doti umane", scrive Bozzetti nella lettera.  

Il 7 marzo del 1991 ricorda il consigliere pentastellato, Brindisi in poche ore venne raggiunta dalle navi partite dall'Albania cariche di profughi in cerca di una vita migliore nel nostro Paese. In quei momenti improvvisi e drammatici, l’intera città mise in moto spontaneamente una macchina organizzativa senza precedenti che coinvolse le istituzioni locali ma soprattutto i cittadini, i quali misero a subito a disposizione le proprie abitazioni, i propri risparmi e i propri vestiti, con il solo altissimo scopo di aiutare gente disperata.

“Brindisi vive oggi un periodo di profonda crisi identitaria - commenta Bozzetti- una perdita di fiducia in se stessa dettata da anni di mala politica e abbandono istituzionale a tutti i livelli. Ciò ha portato un’intera comunità a sfiduciarsi e a non credere più in se stessa. Ma Brindisi e i brindisini sono ben altro, ne danno dimostrazione ogni giorno e ne hanno dato ampia dimostrazione nel passato”.

“In occasione del venticinquennale di quello che possiamo definire un vero e proprio esodo biblico - prosegue il consigliere pentastellato - ho deciso di chiedere e a nome di tutta la comunità brindisina, attraverso una lettera aperta alla massima istituzione dello Stato, un segno di riconoscenza per l’accoglienza dimostrata in quei giorni drammatici. Un gesto che ho inteso fare non nella mia veste istituzionale, ma in qualità di semplice cittadino di Brindisi, e che ritengo serva a dare un degno e giusto riconoscimento alla mia comunità. Un segno che possa essere di auspicio per il futuro e che possa servire a risvegliare le coscienze di tutti i brindisini ripartendo da ciò che siamo, da ciò che siamo stati e da ciò che vogliamo ritornare ad essere, al fine di lavorare insieme per ricostruire un futuro all’altezza di Brindisi e dei brindisini”.

Una richiesta già avanzata, in passato, dal sindaco Domenico Menniti all’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rimasta, però, inascoltata dalle istituzioni. Scrive ancora nella lettera al presidente della Repubblica. Oggi a quelle stesse istituzioni chiediamo un riconoscimento per il passato, che costituisca anche un forte segnale per il futuro della città. 

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