Il giudice decide: la giornalista Milani deve demolire gli abusi edilizi a Monticelli

La giornalista e presidente del consorzio di Torre Guaceto, riserva naturale dello Stato, Mariella Milani dovrà demolire le opere abusive realizzate nella villetta che si trova in riva al mare, in località monticelli Monticelli, che ha acquistato quando ha deciso di investire a Ostuni.

BRINDISI - La giornalista e presidente del consorzio di Torre Guaceto, riserva naturale dello Stato, Mariella Milani dovrà demolire le opere abusive realizzate nella villetta che si trova in riva al mare, in località monticelli Monticelli, che ha acquistato quando ha deciso di investire a Ostuni. Lo ha stabilito il giudice Stefania De Angelis che ha opposto un rigetto alla richiesta presentato dalla Milani che aveva chiesto, in virtù di una richiesta di sanatoria, di ottenere la revoca o la sospensione dell’ingiunzione della demolizione di opere abusive emessa dalla Procura di Brindisi il 15 aprile del 2014. La questione era stata affrontata il 7 luglio scorso in un incidente di esecuzione nel corso del quale il pm, Marco D’Agostino, aveva chiesto il rigetto delle istanze.

“Sono decorsi otto anni dal primo provvedimento con cui si ordinava la demolizione delle opere abusivamente realizzate, emesso dal dirigente dell’Ufficio tecnico di Ostuni, cinque anni dall’ordine di demolizione del giudice, e oltre due anni dalla data di irrevocabilità della sentenza di condanna che accertava la realizzazione di opere in difformità dal permesso per costruire in zona sottoposta a vincolo paesaggistico”. Tanto per intenderci proprio sulla scogliera del villaggio Monticelli.

A fronte di una richiesta di sanatoria, spiega ancora il giudice De Angelis, la soprintendenza ha espresso parere contrario. Al momento, per altro, non vi è “nessun atto amministrativo di sanatoria, unico a consentire una volta riscontratane la legittimità, di revocare l’ordine di demolizione”.

Mariella Milani nella sua villaPerché mai dovrebbe ora cambiare idea? Bacchetta l’ufficio tecnico di Ostuni, inoltre, il Tribunale di Brindisi e sottolinea come “decorsi otto anni dalla prima ingiunzione a demolire, cui la proprietaria non ha mai ottemperato, non vi sono neppure i presupposti per sospendere il provvedimento impugnato”.Così è, via alle ruspe. Giù tutte le opere abusive: i volumi in più, un wc e una scala circolare di raccordo con l’abitazione. Da rimuovere anche una struttura metallica intelaiata.

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La sentenza di condanna per abusi edilizi a carico della giornalista che ora è presidente del Cda dell’oasi marina protetta di Torre Guaceto, è giunta nel 2012. Di recente, nell’agosto scorso, all’interno del giardino della villetta, circondato da un muro anch’esso contestato e attualmente realizzato su due livelli, è stato versato dell’olio esausto, atto non ritenuto di semplice ispirazione vandalica dalla proprietaria dell’abitazione, ma un vero e proprio messaggio intimidatorio denunciato alla polizia. 

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