Cronaca

Multiservizi: verbali sul conto dell'azienda, inchiesta e sequestri. Rischiano in molti

Non è più considerata alla stregua di un "vizietto" la prassi consolidata di farsi "togliere" le multe a spese della Multiservizi. L'affaire è ora oggetto di una inchiesta, al vaglio decine di posizioni

BRINDISI - Non è più considerata alla stregua di un "vizietto" la prassi consolidata di farsi “togliere” le multe a spese della Multiservizi. L'affaire  è ora oggetto di una inchiesta nell’ambito della quale sono già state eseguite acquisizioni oltre che il sequestro di circa 250 multe, in originale. Sono stati i finanzieri del nucleo di polizia tributaria, comandati dal maggiore Giuseppe Maniglio, su delega del pm titolare dell’inchiesta, Milto Stefano De Nozza, a visitare nei giorni scorsi gli uffici della Multiservizi, del comando di polizia municipale oltre che dell’ufficio traffico del Comune di Brindisi.

L'inchiesta si concentra sui dirigenti della società in house, oggi commissariata, ma non soltanto. E’ la vaglio degli inquirenti la posizione di tutti i “benificiari” della multa pagata a spese della collettività: sono inclusi i politici bipartisan, consiglieri comunali, assessori, dirigenti comunali, parenti di amministratori, aziende private, giornalisti, personale della polizia municipale, e perfino la segretaria di un magistrato.

Non risultano infatti da parte dei multati e graziati richieste ‘formali’ di annullamento dei verbali: la bufera sull’utilizzo di fondi Multiservizi per pagare le ammende potrebbe essere considerata, quindi, nell’ottica di un illecito prelievo di massa dalle casse della società.  

Gli importi delle multe sono compresi tra i 17 e gli 80 euro, il periodo è dal 2011 in poi, l'ammontare totale della spesa è di 6mila euro. Le acquisizioni e i sequestri sono stati eseguiti presso la sede della società Multiservizi, presso il comando di polizia municipale e presso l’ufficio traffico. L’inchiesta ha avuto avvio dopo la segnalazione dell’assessore al Bilancio, Carmela Lomartire, che ha chiesto di approfondire al comandante della polizia municipale che ha redatto una relazione di sei pagine, comprensiva dell’elenco dei nomi di tutti color che avrebbero usufruito del ‘benefit’, finita in procura. Nomi che corrispondono agli intestatari di veicoli multati, i cui dati sono riportati sui verbali di cui la procura e la Finanza hanno a disposizione le versioni originali. Solo una trentina sono i mezzi della società per i quali la procedura di pagamento con denaro Multiservizi è considerata corretta. 

Gli investigatori della FinanzaA quanto si è appreso sono già stati avviati gli interrogatori di persone informate sui fatti. A far trillare l’allarme “anomalia” in quel di palazzo di Città è stata l’analisi dei bilanci della partecipata. Bilanci che vengono tenuti debitamente in considerazione per l’approvazione del bilancio comunale e che sono stati oggetto di approfondimento di vario genere, oltre che al centro per mesi di polemiche politiche che hanno condotto infine al commissariamento della Multiservizi.

C’erano conti che non tornavano, in particolare uno strano giro di denaro per il pagamento di sanzioni per il parcheggio delle autovetture in zone in cui vi sono stalli a pagamento, senza il “grattino”. Una volta visionate le carte con attenzione, negli accertamenti condotti in sede comunale, è emersa la prassi di pagare le multe a terze persone che con la Multiservizi in linea teorica non avrebbero nulla a che vedere. E che, qualora avessero avuto rimostranze, stando a quel che l'indagine mira a verificare, avrebbero dovuto farle valere formalmente o contestare la sanzione per le vie giudiziarie previste. 

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