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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Rifiuti: impianto Cdr fermo, Nubile lascia a casa una decina di lavoratori

Circa dieci lavoratori a tempo determinato impiegati nell’impianto di Cdr e Css della zona industriale gestito dalla Nubile sono a casa da una settimana: i contratti non sono stati rinnovati per ragioni non meglio specificate

BRINDISI - Circa dieci lavoratori a tempo determinato impiegati nell’impianto di Cdr e Css della zona industriale gestito dalla Nubile sono a casa da una settimana: i contratti non sono stati rinnovati per ragioni non meglio specificate ma, a quanto si vocifera nei corridoi del Comune e in quel della ditta Nubile, lo stop sarebbe da ricondurre al mancato funzionamento dell’impianto.

Un “guasto” sosterrebbe la ditta che andrebbe riparato con autorizzazioni del proprietario dell’impianto, ossia l’ente municipale che ha però in corso una procedura di rescissione anticipata dell’appalto con la società amministrata di Luca Screti per inadempienze emerse a seguito di una ispezione e oggetto anche di una inchiesta giudiziaria dei pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, delegata alla Digos, che ipotizza proprio a carico di Screti la frode in pubblica fornitura. Il fascicolo è lo stesso in cui risulta indagato il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales.

Quanto all’impianto di Cdr e Css il Comune ha denunciato per truffa la ditta concessionaria prima di metterla in mora per giungere alla rescissione unilaterale del contratto. Una bufera, insomma, si sta abbattendo sull’impianto di trasformazione dei rifiuti che secondo il capitolato dovrebbe trasformare il 50 per cento della spazzatura brindisina non differenziata in Cdr da esportare, lasciando finire in discarica ad Autigno (gestita sempre da Nubile) solo l’altra metà.

E’ recentissima una nuova grana in termini di contenzioso per l’azienda di Tuturano. Una società tedesca, la Pracht Gmbh, con cui era stata stipulata una convenzione e che ora sta per avviare una causa dinanzi al Tribunale di Francoforte per chiedere alla ditta Nubile Srl danni per 15 milioni di euro.

Le 20.000 tonnellate all’anno di Cdr prodotte avrebbero dovuto essere prese in carico per 15 anni, secondo un contratto di fornitura siglato in data 23 agosto 2012, proprio dalla Pracht Gmbh che era certa di aver instaurato un rapporto con un interlocutore affidabile proprio perché gestore di un impianto pubblico sulla base di un contratto con il Comune che risale al 20 luglio 2013 e che è stato adeguato a nuova tariffazione il 20 settembre 2013. Dal carteggio tra Nubile e il settore Ambiente ed Ecologia della Provincia di Brindisi al quale Screti ha chiesto l’autorizzazione per il trasporto transfrontaliero di rifiuti, emerge che sono stati preparati tutti i documenti per ottenere l’autorizzazione dell’esportazione che è però condizionata ad una fideiussione prevista dal regolamento europeo che però Nubile non è stata in grado di presentare fino a oggi.

Alla Provincia Screti ha dato rassicurazione che la situazione si sarebbe risolta in un paio di giorni, che la garanzia richiesta e obbligatoria per legge sarebbe stata offerta a breve. Ma ciò non è accaduto. In data 22 settembre 2014 durante un incontro con gli avvocati Roberta Perna ed Enrichetta Scialpi presso lo studio dell'avvocato Frank Ilaender in Gelsenchirken, la Pracht Gmbh si sarebbe resa disponibile ad una transazione per l'anno 2014. Ma nessuna risposta da Nubile. L’azienda tedesca, per altro, aveva già avviato la programmazione della prima nave, nell’aprile scorso, per un quantitativo di 3.000 tonnellate circa.

Di tutto ciò la Pracht ha informato anche l’ente municipale proprietario dell’impianto. Nelle more della definizione dei rapporti tra Nubile e Comune, sono i lavoratori che ci rimettono. In dieci sono a casa. Per altri, il contratto di lavoro è in procinto di scadere e non è affatto chiaro cosa accadrà nel futuro più prossimo. Sono assunzioni fatte appositamente per l’impianto Cdr e Css: Nubile scarica sul Comune, il Comune non recede dalle proprie posizioni, la Digos continua a scavare, mentre in contrada Pandi è tutto fermo. Non una sola ecoballa, come da contratto, ha preso il largo via mare per giungere a destinazione. 

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