Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Riciclaggio denaro Scu: 23 a giudizio. Commercialista Zeni sceglie abbreviato

Il gup di Lecce, Annalisa De Benedictis, ha rinviato a giudizio venti persone accusate di aver riciclato denaro proveniente da attività illecite di contrabbando di sigarette e traffico di droga. Altre tre, tra cui il commercialista di Brindisi Gianpaolo Zeni, che fu candidato a sindaco nel 2002, hanno scelto il rito abbreviato.

BRINDISI - Una maxi centrifuga per il riciclaggio dei soldi della Sacra corona: era la teoria dell'accusa, ora passata anche attraverso l'udienza filtro. Il gup di Lecce, Annalisa De Benedictis, ha rinviato a giudizio venti persone accusate di aver riciclato denaro proveniente da attività illecite di contrabbando di sigarette e traffico di droga. Altre tre, tra cui il commercialista di Brindisi Giampaolo Zeni, che fu candidato a sindaco nel 2002, hanno scelto il rito abbreviato. Le accuse sono a vario titolo di riciclaggio e trasferimento all’estero di ingenti capitali, impiego di denaro di illecita provenienza, bancarotta fraudolenta, emissioni di fatture per operazioni inesistenti, oltre che di favoreggiamento di attività malavitose condotte da esponenti della Sacra Corona Unita. Si tratta di un’inchiesta della Dda di Lecce (pm Alessio Coccioli) e della procura di Brindisi (procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi), denominata “Fast” che portò nel marzo del 2013 all’esecuzione di 19 ordinanze di custodia cautelare da parte della guardia di finanza di Brindisi. Tra le persone condotte in carcere Albino Prudentino, di Ostuni, persona ritenuta elemento di spicco della Sacra corona unita e già coinvolto in un’operazione del 2010 per mafia insieme a Ercole Penna, che subito dopo decise di collaborare con la giustizia fornendo un contributo anche alle indagini sulle operazioni di reimpiego di denaro sporco.

Secondo quanto accertato attraverso la Fast, società che si occupava della distribuzione di macchinette videopoker, venivano “ripuliti” soldi sporchi. Per tentare, poi, di salvare l’azienda finita in cattive acque era stato tentato l’accesso a un concordato preventivo, secondo l’accusa, attraverso la falsificazione della documentazione cui avrebbero contribuito alcuni professionisti, tra cui il commercialista Zeni e l’avvocato di Prudentino, Italo Sgura. Per tutti gli imputati che hanno scelto il rito ordinario, il processo inizierà il 14 novembre prossimo. Per gli altri tre, oltre a Zeni anche Domenico Saponaro, difeso dall’avvocato Michele Fino, e Antonio Sannelli, difeso dall’avvocato Amilcare Tana,  l’udienza per il rito abbreviato, dinanzi ad altro gup, è stata fissata per il primo dicembre.

Gian Paolo ZeniAndranno a processo: Antonio Angelo Caliandro, difeso dall’avvocato Agnese Guido;  Angelo Calò, difeso dagli avvocati Mario Lavenenziana e Mario Guagliani; Bonaventura Cucci, difeso da Maurizio Sansone; Cataldo Elia, difeso da Tommaso Savito; Francesco Fornelli, difeso dall’avvocato Luciano Marchianò; Marina Galizia, difesa dagli avvocati Vito Felici e Giovanni Zaccaria; Donato Nigro, dagli avvocati Agnese Guido e Massimo Murra; Giuseppe Palma, difeso dall’avvocato Giuseppe Bagnulo; Albino Prudentino, da Vito Felici; Angelo Prudentino, da Giovanni Zaccaria e Vito Felici; Benedetto Prudentino, il figlio di Albino, difeso dall’avvocati Vito Felici, Maurizio Prudentino, da Stefano Maggio; Grazia Raspante, da Vito Felici; Francesco Carlo Rodio da Maurizio Sansone, Italo Sgura da Vito Epifani e Mario Laveneziana, Angela Trapani (posizione stralciata), Giovanna Trisciuzzi da Francesco Sozzi, Domenico Venerito e Nicola Venerito da Davide De Giuseppe.

Secondo quanto accertato dai militari della guardia di finanza del nucleo di polizia tributaria vi era una sorta di stretta collaborazione tra tre società, la Fast Service di Prudentino e altre due che sono state sottoposte a sequestro. L’attività di supporto fornita dalle due società esterne a quella in qualche modo riconducibile ad Albino Prudentino, non a lui intestata ma a prestanome, sarebbe anche stata documentata anche dai vantaggi garantiti, in termini di dichiarazioni contabili, alla Fast Service Line una volta finita in cattive acque. Sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti dall’importo pari a 600 mila euro, necessarie per ridimensionare, dinanzi al Tribunale di Brindisi, la situazione debitoria della azienda sulla quale erano stati investiti, secondo l’accusa, capitali provenienti dalle attività illecite della Sacra corona unita.

In quest’opera di distrazione patrimoniale, oltre che di mistificazione contabile, si sarebbe inserita l’opera dell’avvocato Italo Sgura, che avrebbe cercato di ‘salvare’ le aziende di Prudentino, poste in ‘contiguità’ con la Sacra Corona unita e dell’ex presidente dell’ordine dei commercialisti Giampaolo Zeni, difeso dall'avvocato Francesco Paolo Sisto, che, come documentato da alcune conversazioni telefoniche intercettate, pur essendo perfettamente a conoscenza delle reali intenzioni fraudolente avrebbe certificato la solidità della Fast Service Line inducendo cosi il Tribunale ad ammetterla  alla procedura di concordato preventivo. Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni fornite dal collaboratore mesagnese Ercole Penna che era stato arrestato insieme a Prudentino il 29 settembre 2010 nell’ambito dell’operazione Calypso nella quale era già stato documentato l’utilizzo dei proventi delle forniture di videopoker per finanziare l’associazione mafiosa di appartenenza.

Albino PrudentinoNell’elenco degli imputati, tra i diversi prestanome, figura anche il barese Francesco Fornelli, 43 anni, oltre ai due figli di Prudentino che sono al momento irreperibili. Nel tentativo di distrazione del patrimonio sarebbe stato venduto, per sottrarlo ai creditori, un terreno sulla costa di Ostuni e impiegate somme ingenti nella sponsorizzazione della squadra di calcio della Città Bianca. Fra i beni sottoposti a sequestro, per un valore complessivo di 19 milioni di euro, figurano le quote delle diverse società riconducibili a Prudentino, somme in denaro, una villa di 8 vani sul litorale ostunese, un terreno edificabile da 2 milioni di euro.  

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