“Denaro della Multiservizi per pagare multe”. Il pm: “Peculato”

Modificato il capo d’imputazione per Teodoro Contardi, ex amministratore della società. Era accusato di abuso e truffa

BRINDISI – Non già “abuso d’ufficio e truffa”, ma “peculato per essersi appropriato del denaro pubblico della società Multiservizi per effettuare pagamenti di multe in favore di terzi”, tra politici e professionisti. Il pm ha modificato il capo d’imputazione nei confronti del commercialista Teodoro Contardi, brindisino, finito sotto processo in qualità di ex amministratore unico della srl partecipata dal Comune di Brindisi.

L’accusa

Nell’udienza di oggi, destinata alla discussione del processo, il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto la parola per contestare la fattispecie del peculato, tenuto conto degli esiti dell’istruttoria dibattimentale incardinata dinanzi al Tribunale presieduto da Gienantonio Chiarelli. La difesa, affidata all’avvocato Livio Di Noi ha chiesto e ottenuto il rinvio dell’udienza.

Secondo il pm Alfredo Manca (che ha ereditato il fascicolo da Milto Stefano De Nozza, passato alla Dda) Contardi “per ragioni del suo servizio aveva la disponibilità di risorse economiche aziendali” e nel “periodo di tempo compreso fra gennaio 2010 e luglio 2013” si sarebbe “appropriato di denaro contare per 7.850 euro”. Questa somma, sempre secondo l’accusa, sarebbe stata “indirizzata al soddisfacimento di interessi di terzi”. L’elenco allegato al nuovo capo di imputazione è composto da 168 nominativi coincidenti con le persone alle quali – in questa ricostruzione – l’ex amministratore unico della Multiservizi avrebbe pagato le sanzioni per violazioni al Codice della Strada.

I pagamenti

Contardi avrebbe “autorizzato e ordinato al personale dipendente della società, verbalmente oppure apponendo una firma sul modulo del rimborso spese, di effettuare pagamenti di somme presso i soggetti abilitati alla riscossione delle sanzioni pecuniarie per conto del Comune di Brindisi”.

Secondo il pubblico ministero, le somme sarebbe state “prelevate dalla cassa aziendale da dipendenti preposti all’ufficio amministrazione e consegnate ad altri che poi effettuavano il pagamento a titolo di estinzione” delle multe. In tal modo, il denaro sarebbe stato “destinato a scopi diversi dal pubblico interesse”.

La difesa

Contardi anche questa mattina era in udienza. Non ha potuto replicare alla nuova accusa. Avrà modo di farlo prima della fine dell’anno. La scorsa estate, si è sottoposto all’esame da imputato e ha rivendicato la correttezza del proprio operato: ““Pagai solo multe errate, dopo aver accertato che non c’erano i presupposti: in totale erano 30”.

Parte civile

Il Comune di Brindisi è parte civile nel processo con l’avvocato Gianvito Lillo, il quale già in sede di udienza preliminare ha quantificato la richiesta del danno, anche di immagine, in centomila euro.

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