Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Rifiuti: doppia anomalia nel conferimento della plastica. Il Comune rischia ancora di rimetterci

L'ultima risale a qualche giorno fa quando dalla piattaforma Asm di Molfetta in cui viene conferita la plastica della raccolta porta a porta è giunto un doppio segnale di allarme. Anomalie nel conferimento, per via della percentuale di materiali estranei rinvenuti.

BRINDISI - Non ci sono soldi. E’ vero, le casse del Comune sono vuote per una infinita serie di ragioni. Qualche giorno è stato lanciato un comprensibile grido di allarme perché il ministero della Giustizia deve all’ente 6 milioni di euro per la gestione ordinaria del palazzo di giustizia. Se però si cambia settore e si parla di rifiuti, allora proprio non ci si riesce a spiegare perché si stiano verificando situazioni tali da provocare un esborso di somme nettamente superiore ai mesi trascorsi.

L’ultima risale a qualche giorno fa quando dalla piattaforma Asm di Molfetta in cui viene conferita la plastica della raccolta porta a porta è giunto un doppio segnale di "anomalia in atto". Problemi nel conferimento, per via della troppo elevata percentuale di materiali estranei rinvenuti. Più del 20 per cento a quanto riscontrato il 15 dicembre scorso, più del 30 addirittura l’esito dell’ultimo campionamento. I dati sono stati comunicati all’ufficio Ecologia del Comune che intende contestarli. L’ente non era presente al momento delle analisi che si fanno in contraddittorio (ma non perché non invitato, semplicemente perché in ritardo) e ritiene che possano non essere brindisini i rifiuti in questione.

Se così fosse l’equivoco sarebbe del tutto chiarito. E se così non fosse? Per la parte differenziabile della spazzatura prodotta dai cittadini e per la plastica in particolare funziona così. La ditta che è incaricata del servizio di igiene urbana raccoglie e conduce i rifiuti a una piattaforma. Monteco prima di recarsi a Molfetta disponeva un passaggio intermedio. La mole di plastica andava a Campi Salentina perché si potesse effettuare una cernita ed eliminare dal mucchio quel che plastica non è affatto e per errore può esserci finito. Poi via nel Barese per conferire.

Se le ‘impurità’ sono sotto il 14 per cento a chi "brilla" nel conferimento, e nel caso del capitolato attualmente in vigore con Ecologica Pugliese è il Comune il soggetto che gestisce direttamente la convenzione con i consorzi di filiera per i ricavi Conai, spetta una sorta di premio. Se invece le impurità si attestano tra il 14 e il 20 per cento si ritiene la situazione nella norma e si può quindi conferire senza spendere un cent (di soldi di tutti). Se si supera il 20 per cento ci si rimette. Si paga il conferimento e non solo. Al terzo “errore” si finisce per non poter più accedere alla piattaforma di “recupero” dovendo trovare quindi un modo per “smaltire” il quantitativo di plastica raccolta. E’ questo il rischio che correrebbe Brindisi qualora si dovesse accertare che non v’è stato alcun errore nei campionamenti.

Piuttosto che ricevere degli incentivi, rimetterci del danaro e doversi poi porre un problema non da poco: “la plastica dove la metto?”. Tutto ciò, naturalmente, va valutato in una situazione di insieme già più volte analizzata da BrindisiReport.it: la differenziata totale che scende dal 38 al 12 per cento; il quantitativo di rifiuti che si conferiscono quindi all’impianto di Nubile, dovendo pagare una tariffa di 104 euro per tonnellata come se non fossero state riscontrate anomalie nella produzione di Cdr, l’ecotassa per la monnezza che finisce ad Autigno, discarica satura ma ancora utilizzata da Brindisi e dagli altri comuni dell’ambito. Mentre si prepara la gara dell’Aro che dovrebbe vedere la luce nei primi mesi del 2015. Sperando che fino ad allora tutto fili liscio e non vi siano intoppi di sorta. Ricordando infine che tanto sul versante Ecologica Pugliese tanto su quello Nubile vi sono almeno un paio di inchieste della magistratura entrambe delegate alla Digos di Brindisi. 

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