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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Processo appello Amati-Di Bari slitta a febbraio: si prolunga la sospensione

Il consigliere regionale e il sindaco sospesi in applicazione della legge Severino, per aver aver riportato una condanna in primo grado, dovranno attendere ancora e non poco: è slittata infatti al 20 febbraio l’udienza d’appello del processo a carico di Fabiano Amati (Pd) e Lello Di Bari

BRINDISI - Il consigliere regionale e il sindaco sospesi in applicazione della legge Severino, per aver aver riportato una condanna in primo grado, dovranno attendere ancora e non poco: è slittata infatti al 20 febbraio l’udienza d’appello del processo a carico di Fabiano Amati (Pd) e Lello Di Bari, entrambi ritenuti responsabili di abuso d’ufficio, il primo anche di falso, per favori a parenti nell’ambito della redazione del piano di recupero del centro storico di Fasano e delle marine di Torre Canne e Savelletri. Per quei fatti Amati è stato condannato dal gup di Brindisi, Maurizio Saso a un anno e 8 mesi, Di Bari a otto mesi di reclusione. Il giudizio riguarda presunte irregolarità, consistite in favori fatti a parenti dall’ex assessore regionale che all’epoca dei fatti, nel 2009, era solo consigliere comunale di opposizione a Fasano. Fu un esposto a dare impulso all’inchiesta condotta dal pm Valeria Farina Valaori che aveva chiesto la condanna a pene pari a tre anni per Amati e due anni per Di Bari. Secondo l’accusa, Amati non avrebbe potuto occuparsi di quel progetto a causa della presenza di mmobili di proprietà della sua famiglia proprio nel centro storico.

Il sostituto procuratore Valeria Farina ValaoriL’abuso d’ufficio, invece sarebbe consistito, nell’aver, in violazione di legge e Amati anche “omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio e dei prossimi congiunti, provocato ad Amati, ai suoi famigliari e alla società Alisma Srl, con sede in Fasano, “ingiusti vantaggi patrimoniali consistiti nella edificabilità con permesso di costruire diretto del palazzo storico di corso Vittorio Emanuele, nella possibilità di aumentare un piano attico e via dicendo. Tutto ciò arrecando al Comune un danno ingiusto consistito nella liquidazione pari a 92.026 euro in favore dei tre professionisti esterni incaricati di redigere il piano”.

Amati è difeso dall’avvocato Massimo Manfreda, Di Bari dall’avvocato Leonardo Musa. Le ragioni del rinvio sono riconducibili al carico dell’udienza odierna dinanzi alla Corte d’Appello di Lecce. Sarà quindi  proprio a ridosso delle elezioni regionali della prossima primavere che Amati definirà la propria posizione dinanzi alla giustizia, nelle more delle decisioni che la Consulta assumerà sulla questione di legittimità costituzionale sollevata riguardo la legge Severino, che prevede l’allontamento dagli enti locali degli amministratori condannati per reati contro la pubblica amministrazione, nell’ambito del ricorso al tar presentato dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

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