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L'ingresso della discarica Autigno

L'ingresso della discarica Autigno

Discarica Autigno, due condanne per violazioni autorizzazione ambientale

Cinque mesi all’imprenditore Luca Screti e un mese all’ex direttore tecnico Giuseppe Masillo. Danni alle parti civili in solido con Nubile

BRINDISI – La prescrizione ha portato all’estinzione solo di una parte dei reati contestati nella gestione della discarica Autigno, di proprietà del Comune di Brindisi: l’imprenditore Luca Screti è stato condannato alla pena di cinque mesi di arresto in qualità di ex amministratore unico della società Nubile srl che aveva in gestione il sito e Giuseppe Masillo, ex direttore tecnico, alla pena di un mese di arresto.

Il sequestro della discarica di Autigno-2

Le accuse

Nei confronti di entrambi il Tribunale ha confermato le accuse mosse in relazione a violazioni dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia). Gli imputati, inoltre, sono stati condannati al pagamento dei danni lamentati dalle parti civili che si sono costituite nel processo penale, incardinato dinanzi al Tribunale in composizione monocratica. La sentenza è stata pronunciata nella tarda serata di ieri, 5 novembre 2019, dal giudice Maurizio Rubino.

Screti e Masillo sono stati riconosciuti colpevoli dei reati contestati “in epoca successiva al 5 novembre 2011”. Le pene, per entrambi, sono state sospese. Per Masillo, il pubblico ministero aveva chiesto l'assoluzione. I difensori Vincenzo Farina e Karin Pantaleo per Screti e Sante De Presso per Masillo hanno anticipato la volontà di presentare ricorso in Appello, dopo che saranno depositate le motivazioni poste alla base della sentenza (termine di 90 giorni).

Risarcimento danni e parti civili

Il Tribunale, inoltre, ha condannato Screti, Masillo e la società Nubile srl “in solido tra loro, al risarcimento dei danni in favore delle parti civili Comune di San Vito dei Normanni costituiti con l’avvocato Pasquale Angelini; associazione Italia Nostra Onlus con l’avvocato Cosimo Manca; Comitato Salute Ambiente e Territorio  rappresentato dagli avvocati Francesco Monopoli e Giuseppe Durano e  Legambiente-comitato regionale pugliese” con l’avvocato Stefano Latini. I danni sono stati liquidati “equitativamente in cinquemila euro per ciascuna. Il Comune di Brindisi, non si è costituito.

Screti, Masillo e Nubile srl, infine, sono stati condannati “in solido tra loro al risarcimento” anche nei confronti delle “parti civili Ministero dell’Ambiente e Maurizio Tamborrino”, quest’ultimo residente nella zona in cui si trova la discarica, “da liquidare in separato giudizio civile”, con assegnazione di una “provvisionale di diecimila euro ciascuno”.

Il Noe ad Autigno-2

La società Nubile srl

Quanto alla posizione della società Nubile srl, rappresentata in giudizio dall’avvocato Danilo Di Serio, il Tribunale ha dichiarato di “non doversi procedere in ordine all’illecito amministrativo dipendente dal reato contestato, in quanto estinto in conseguenza dell’avvenuta cancellazione” della srl “dal registro delle imprese”.

Il dissequestro

Si chiude così, il primo grado del giudizio. Il dibattimento era iniziato nel 2016, a conclusione dell’inchiesta della Procura di Brindisi che portò al sequestro della discarica il 5 maggio 2015. Il sito è rimasto sotto sigilli fino al 18 dicembre 2018. L’ordinanza di restituzione dell’impianto al Comune di Brindisi (proprietario) è stata firmata dal gip, con il parere favorevole del pubblico ministero, in accoglimento della richiesta di dissequestro presentata dal sindaco Riccardo Rossi, a conclusione di una serie di lavori dopo le prescrizioni imposte dai carabinieri del Noe. Ad oggi la discarica non è ancora entrata in funzione.

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