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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca

Processo Enel: ascoltato oggi consulente Comune su dispersione carbone

Udienza interlocutoria quella odierna, dopo la sospensione estiva, nel processo a carico di 15 persone, di cui 13 dirigenti Enel per la dispersione di polveri di carbone dalla centrale Enel di Brindisi.

BRINDISI - Udienza interlocutoria quella odierna, dopo la sospensione estiva, nel processo a carico di 15 persone, di cui 13 dirigenti Enel per la dispersione di polveri di carbone dalla centrale Enel di Brindisi. E’ stato ascoltato il consulente nominato dal Comune di Brindisi (parte civile), Francesco Magno che, rispondendo alle domande del legale, Daniela Faggiano, ha evidenziato la “contaminazione” del Parco delle Saline di Punta della Contessa, area gestita dall’ente municipale e compresa nell’area Sin di Brindisi, ma in una porzione di territorio non oggetto dell’inchiesta condotta dalla Digos di Brindisi.

“Il carbone - ha detto Magno – modifica chimicamente e geochimicamente la composizione dei terreni. La presenza di carbone ha sicuramente alterato la composizione chimica naturale”. Gli accertamenti di Magno sono di tipo documentale. Secondo il geologo tutta l’area attorno al Parco sarebbe composta da terreni: “In fase di predesertificazione, dovuta all’abbandono dei terreni per improduttività”.

A Magno sono state poste anche le domande di altri legali di parte civili, tra cui l’avvocato del Comune di Torchiarolo. Ha asserito il geologo che l’inquinamento riscontrato da Arpa, con il superamento dei parametri previsti dalle normative, non può essere ricondotto all’eccessivo uso di camini, ma può essere correlato all’emissione di fumi dalla centrale Enel di Brindisi. Sono elementi utili, quelli introdotti, a rafforzare la richiesta di risarcimento danno presentata dal Comune, affermazioni quelle di Magno che dovranno passare la prova del controesame della difesa Enel che è prevista per la prossima udienza.

L’accusa è sostenuta dal pm Giuseppe De Nozza.  Secondo l'accusa non sarebbero state attuate le azioni necessarie per scongiurare o ridurre la dispersione della polvere di carbone che avrebbe così provocato "danni, insudiciamento e imbrattamento delle colture" nei terreni vicini alla centrale, i cui carbonili non erano e non sono (ancora) coperti, e vicini all’asse attrezzato che trasporta il carbone.

Gli imputati sono Lorenzo Laricchia, responsabile del nastro trasportatore del carbone, difeso da Tommaso Marrazza e Michele Laforgia); Giuseppe Varallo, 50 anni, responsabile nastro trasportatore; Diego Baio, 53 anni, responsabile protempore dell'ufficio Ambiente e sicurezza di Cerano (Marrazza e Nanni); Calogero Sanfilippo, Luciano Pistillo e Antonino Ascione (Marrazza e Nanni), tutti e tre ex responsabili dell'Unità di business Brindisi-Cerano, e l'ex capo centrale Vincenzo Putignano (Marrazza).

Il pm Giuseppe De NozzaQuindi Luca Screti, 40 anni, residente a San Pietro Vernotico, titolare della ditta "Nubile" (avvocato Di Serio) e Aldo Cannone, 59 anni, brindisino, titolare della impresa omonima (avvocato Giorgio Rainò), addetti al trasporto carbone; Sandro Valery, responsabile protempore area business Enel Produzione (Marrazza e Nanni); Fausto Bassi, Unità Business Cerano (Marrazza e Marchioro); Giammarco Piacente, unità operativa Esercizio Ambiente e Sicurezza a Cerano (Marrazza e Marchioro); Fabio De Filippo, stesso settore di Piacente (Marrazza e Marchioro); Massimo Distante, Movimentazione combustibili Cerano; Giovanni Madia.

Parti civili oltre ai proprietari dei terreni vicini al nastro trasportatore, al Comune e alla Provincia (assistita dall'avvocato Rosario Almiento) anche Greenpeace, Salute pubblica, Legambiente, Medicina democratica e i No al carbone. Responsabili civili sono Enel Produzione e le ditte Cannone e Nubile di Brindisi.

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